domenica 16 ottobre 2011

Presentato "Antichi Mestieri" di Michele Calvano: unanimi i consensi

 
Ieri 15 ottobre presso la Pinacoteca del Palazzo d’Avalos  di Vasto è stato presentato il volume “Antichi mestieri in Abruzzo e Molise” di Michele Calvano edito da Il Torcoliere .


 
Ha coordinato i lavori il giornalista Pino Cavuoti direttore di nuovo Molise che introducendo la serata ha espresso note di grande apprezzamento per il lavoro fatto da Calvano in tanti anni di ricerca. Il saluto della Regione Abruzzo - che ha contribuito alla realizzazione dell'opera - è stato portato da Antonio Prospero, in rappresentanza dell'assessore alla Cultura De Fanis. L'autore Michele Calvano ha ringraziato la Regione sia per la partecipazione al progetto che per la scelta fatta di distribuire il libro nelle scuole. Poi ha preso la parola Emiliano Giancristofaro, studioso di nota fama, che ha curato la prefazione dell'opera.  L'antrologo nella sua approfondita disamina degli antichi riti di lavoro in sostanza ha detto che una comunità che non tiene alla sua storia è una comunità senza futuro. Ed ha avuto parole di grande stima verso Calvano che da decenni ricerca su questo campo.  Indagine meticolosa di testimonianze inerenti alla civiltà contadina e alle attività artigianali ad essa connesse, con il grande scopo di contribuire a preservarne la memoria. Tutte immagini di mestieri ormai scomparse che suscitano grande emozione e soprattuto fissano sulla pellicola la cornice econiomica in cui si svolgevano.
Ultimo intervento Laura Calvano figlia dell'autore che ha curato i testi per la descrizione degli  antichi mestieri. La professoressa con proprietà di linguaggio  ha spiegato la genesi del libro e le scelte fatte per il progetto editoriale, perchè gli scatti fatti dall'autore in oltre 30 anni sono migliaia e miglaia e bisognava fare delle scelte. Il nucleo centrale del libro è rappresentato dai lavori legati al mondo contadino. Un mondo che non c'è più,  ma che è vivamente presente nella documentazione fotografica che ne preserva la memoria e lo consegna alla storia. 

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