giovedì 6 ottobre 2011

Marra Story: occasione per ricordare a Lapenna che si è spostato troppo a sinistra

Il nodo da sciogliere
di Davide D’Alessandro

Io e Del Prete, come sapete, abbiamo presentato un’interrogazione. Il Psi, partito presente in maggioranza con un consigliere, ha chiesto, senza mezzi termini, le dimissioni dell’assessore Marra. Il Movimento di Desiati ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica. Il Sindaco tace. Il dirigente del settore Urbanistica si è assunto la responsabilità della scelta, precisando di non sapere che l’ingegnere, al quale ha affidato l’incarico lavorativo tramite un voucher, fosse il fratello dell’assessore. Queste cose avvengono a Vasto nel mese di ottobre, nell’anno di grazia 2011. Che dobbiamo fare? Facciamo finta di niente e tiriamo a campare, oppure dobbiamo pretendere almeno che si faccia chiarezza? E l’assessore Marra dovrebbe dimettersi, come chiede il Psi, o restare in sella in attesa che passi la bufera? Queste sono soltanto domande, ma il problema è un altro e risiede dentro la maggioranza. C’è una distanza abissale, mai nascosta per la verità, tra la parte sinistra (comunque controllata da Lapenna) e il Pd, tra chi ha più volte ribadito che mai e poi mai avrebbe appoggiato la candidatura di Forte a sindaco, se avesse vinto le primarie, e la parte moderata della coalizione, che all’ultimo Consiglio, non a caso, ha bocciato i quattro emendamenti presentati da Rc. Il voucher, per quanto grave, è la buccia di banana che riporta in evidenza un nodo mai sciolto. Quelle forze politiche, così oppositive tra loro, non possono stare insieme, soprattutto se, com’è accaduto dal 2006, l’inclinazione verso sinistra restasse preponderante. Oggi il voucher, domani chissà, ogni occasione sarà buona per riproporre il tema e rinfocolare lo scontro. Rifondazione comunista o il Partito democratico? Tenere a sinistra la barra o spostarla con decisione, riconfigurandola al centro? Lapenna continua ad amministrare contro la tradizione moderata di questa città. Finora ce l’ha fatta sfruttando l’inconsistenza di una Destra sfasciata, ma insistere potrebbe rivelarsi controproducente per il suo futuro politico. Il cammino è lungo e irto di difficoltà. Spetta a lui sciogliere il nodo. Senza voucher.

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