venerdì 23 settembre 2011

Personaggi: Filoteo D'Ippolito e la sua "Medicina Pittoresca"

di Lino Spadaccini

Tra i tanti personaggi grandi e piccoli della nostra amata città, merita un posto di riguardo Filoteo D’Ippolito (1802-1866), Dottore in Medicina e Chirurgia, già medico del 4° Reggimento Svizzero al servizio del Re di Napoli, molto stimato per la sua professionalità.

La sua lunga carriera medica venne caratterizzata per una accesa e tenace opposizione a Luigi Marchesani, soprattutto in merito all’uso del chinino nella cura della febbre malarica. Il Marchesani resistette a lungo a questo nuovo rimedio, ma l’esperienza e l’evidenza dei fatti, diedero ragione al d’Ippolito il quale riuscì “a convertire i più autorevoli suoi amici che divennero appassionati e intemperanti fautori del nuovo rimedio”.
Intorno al 1840 diede alle stampe “La Medicina pittoresca, ossia raccolta completa di Tavole litografiche colorate di Anatomia, Patologia, Medicina operatoria, Ostetricia, Materia medica, ecc. con un testo esplicativo esteso contenente le descrizioni degli organi, delle malattie, delle operazioni ed istrumenti di Chirurgia, delle piante medicinali ecc. tradotta dal francese, arricchita di note e di molti articoli nuovi da Filoteo d’Ippolito”, una pregevole opera raccomandata agli Intendenti da S. E. il Ministro dell’Interno. Gli splendidi disegni a corredo dell’opera furono realizzati dal pittore vastese Filippo Molino, già collaboratore del “Poliorama pittoresco”. Ma non tutti i commenti furono positivi. In particolare George Rosen, sul Journal of the history of medicine and allied sciences, volume 7, non esitava a bollare come pessimo il libro del D’Ippolito: “At this point, I cannot refrain from quoting La Medicina Pittoresca by Filoteo d'Ippolito, an obscure professor in Naples University. The lithography in these four quarto volumes is frightful. His was apparently a public of small means and not too profound learning. The book, a compilation drawn from the works of Bayle and others, proved so useful to practitioners and the average reader that it has now become practically unobtainable. There is only one possible description of this type of book-cheap and nasty. I am sorry to confess my absolute ignorance of the author’s life, as not even the University of Naples can give me any further particulars”.
Di spirito liberale, Filoteo D’Ippolito ricoprì la carica di sindaco dall’estate del 1860 fino all’estate dell’anno successivo, quando per motivi di salute rinunciò all’incarico. La sua sostituzione, in un periodo così delicato per le vicende storiche del Paese, fu alquanto difficile, tanto che da più parti si tentò di fare pressione sul D’Ippolito per convincerlo a riassumere le sue funzioni. Ma in data 17 agosto, il liberale vastese inviò una lettera al Sindaco facenti funzioni, Igino Cardone, dal tono piuttosto seccato: “Il mio congedo è per causa di malattia positiva e permanente: se v’è bisogno di documento scritto eccolo un attestato medico, che è quindi impossibile riprendere le funzioni e la firma di Sindaco, giuste le disposizioni di che mi comunica, a meno che il Sig. Governatore non possa egualmente ed efficacemente ordinare al malore che mi affligge di lasciarmi in pace…”.
Sulla tomba è riportata la seguente iscrizione dettata dal letterato vastese Giacinto Barbarotta: AL CAVALIERE /  FILOTEO D’IPPOLITO / LETTERATO-FILOSOFO / MEDICO CHIRURGO PERITISSIMO / DI FORTE INGEGNO E DI CALDO CUORE / SPIRITO INDIPENDENTE / LIBERALE PER PRINCIPJ / DELLA ITALIANA REDENZIONE / PROPUGNATORE ENTUSIASTA / AMO’ LA PATRIA TENERAMENTE / E LA INGRATITUDINE DEGLI UOMINI / NON INVILI’ MAI L’ANIMO SUO GENEROSO / VISSE ANNI 64 / NELL’ALBA DEL 30 SETTEMBRE 1866 / IMPROVVISAMENTE MORI’ / DALLA TUA INCONSOLABILE CONSORTE / TERESA HEIGELIN / LE LAGRIME E QUESTO TUMULO / ACCETTA / DA’ BUONI IL COMPIANTO / SEMPRE


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