riceviamo e pubblichiamo
“E’ ora di smetterla con la favola che racconta di Sel e Rifondazione comunista promotori di un’ampia perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina per bloccare la speculazione edilizia”. A Nicola Del Prete proprio non va giù questo assioma e, in una nota, spiega le ragioni alla base delle scelte di Alleanza per l’Italia a proposito della perimetrazione del Parco. “La speculazione edilizia va bloccata con le zonizzazioni urbanistiche, con i piani particolareggiati e con il controllo del territorio, non con la creazione di un Parco – sottolinea il capogruppo di ApI-. Anche noi vogliamo la tutela della costa, la salvaguardia del nostro immenso patrimonio naturalistico. Ed è per questo che siamo favorevoli alla realizzazione di un Parco che, come abbiamo spiegato in maniera dettagliata, diventi strumento di tutela naturalistica e sviluppo territoriale. Sì, ci piace la parola sviluppo al pari della tutela, perché senza sviluppo questo territorio è destinato a rimanere emarginato dal resto della Regione. La questione relativa alla perimetrazione può risultare marginale se siamo capaci, come Consiglio comunale, di licenziare una delibera che contenta criteri ben precisi, tanto la linea di demarcazione dei confini del Parco non la tracceranno nè il Comune di Vasto, nè la Provincia o la Regione. Sarà il Ministero a rimetterci il dettaglio una volta acquisiti i criteri. E’ sui criteri che si gioca questa importante partita. La nostra forza contrattuale per essere sede dell’Ente Parco non dipende dalla necessità di perimetrale quasi duemila ettari di territorio comunale, bensì dalla capacità di esprimere una più ampia convergenza sulle scelte che andremo a fare. Ci sono dei punti di raccordo sulle proposte politiche emerse fino ad oggi: è su queste che bisogna puntare. Il primo riguarda la salvaguardia della costa: inglobando nel perimetro del Parco le aree di risulta delle ex ferrovie, quelle già sottoposte a vincolo. L’altro criterio deve riguardare le aree Sic, la Riserva di Punta Aderci e, sempre che non si vada a bloccare qualche importante finanziamento, le zone rosse R4 della Carta del Rischio indicate dal Piano per ‘Assetto Idrogeologico regionale e, dopo attenta valutazione, le zone P3 della Carta della Pericolosità. Per quanto concerne Vasto Marina, nella perimetrazione rientrerebbero le aree demaniali e quelle della Ferrovia. Fuori dal perimetro – conclude Del Prete – resterebbero l’area portuale, quelle produttive ed industriali e l’area sulla quale si ipotizza la realizzazione di un porticciolo turistico. Credo che su questa proposta ci possa essere una larga condivisione”.
Vasto, lì 26.9.2011
Nicola Del Prete (capogruppo Alleanza per l’Italia

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