Eh già!
“Che fine ha fatto il mese del brodetto”? Non so se all’interrogativo posto da “nda” su NoiVastesi, interpretando la curiosità di molti, sarà data risposta e da parte di chi. Diciamola tutta: in una Vasto ormai soprattutto balneatoria - liquami in acqua e miasmi nell’aria a parte, in un’estate che per questo fortunatamente volge al termine - e poco ormai marinara, come ancora lo è la vicina Termoli; in un luogo-città ove la delega al turismo è rimasta nel baule dell’attore (o, pardon, del sindaco) per ragioni che noi tutti vorremo poter comprendere per non avanzare false supposizioni, forse tale promo-celebrazione e degustazione è stata naturalmente riposta nel limbo, in certo modo tradita.
Da piccolo opinionista del “a margine” negli accadimenti del Vasto nostro, non so certo rispondere. Ma da una foto che trovo utile pubblicare di nuovo pare che l’iniziativa e la sua pubblicizzazione, tanto auspicata e promossa dall’allora vicesindaco e assessore a un ramo amministrativo ritenuto oggi pleonastico (…ca ‘nin ci serve!), sia stata relegata, almeno in immagine, a mascheramento – com’è ormai in uso al Palazzo D’Avalos – di finestre e portoni.
Guardare la foto. L’immagine è del mese di Luglio. Oggi, settembre ormai alle porte, il luogo e il portone appaiono tal quali.
Brodetto a parte (e i “contorni” pure) resta da chiedersi del “che mi rappresenta” il tabellone riutilizzato in quel luogo (Ingresso alla Sala d’arte Michelangelo) e in quella posizione di traverso.
Da modesto operatore d’arte, in una nostra Vasto dove tutto e tutti sembrano poter fare e mostrare manufatti d’arte, la dovrei dire una “Installazione”, di quelle tanto in voga nel tempo d’oggi. Nel caso, considerata la scarsa o nulla capacità estetica oggettiva, si dirà “va beh, almeno ci hanno provato”. Ma io ritengo – e mi spiace affermarlo – che stia lì semplicemente a dire che le idee, e gli uomini che pur provano ad avere idee, così finiscono, se politicamente non più ‘fedeli’ di una certa laica parrocchia.
Sic transit (caro Nicola Del Prete) gloria mundi … et bonus histoniensis pisces! Peccato “pi’ lu vrudatte”, peccato “pi’ lu Uaste”.
Giuseppe F. Pollutri

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