Il Club Unesco di Vasto ha promosso un' interessante mostra dal titolo "Il volto a nudo" con i quadri di Cesare Giuliani e le ceramiche di Lucilla Serafino. La rassegna è stata inaugurata stasera alla Sala Mattioli in corso de Parma e resterà aperta per tutta la settimana.
A presentare la mostra Bianca Campli che mediante la proiezione della opere su schermo ne ha analizzato le caratteristiche più salienti. Numeroso il pubblico presente, un evento degno di nota.
| Lucilla Serafino Vallone (a destra ) con Bianca Campli che ha curato la presentazione della mostra |
| Cesare Giuliani (a sinistra) |
Nel depliant della mostra ecco quanto ha scritto Bianca Campli.
IL VOLTO A NUDO
"L 'ossessione per il soggetto è l'unico impulso necessario all'artista per mettersi al lavoro ": l 'affermazione di Lucien Freud, il grande pittore anglo-tedesco recentemente scomparso, sembra ispirare il lavoro di due artisti così diversi come Lucilia Serafino e Cesare Giuliani. Diversi per stile e diversi per il medium espressivo: colore-pittura per Giuliani,
ceramica- scultura per la Serafino.
Se Lucien Freud affrontava con furia selvaggia e iperrealista il soggetto, restituendo nella soggettività messa a nudo, Giuliani sembra trattenuto da un profondo pudore che lo porta a cercare "metafore ", "travestimenti " al soggetto che diventa così, di volta in volta icona sacra: ora Madonna, ora
Maddalena, ora San Sebastiano, ora Cristo crocefisso, materializzati
sulla tela con tecnica consumata.
Anche Serafino ricorre a mille diversivi che le consentono di fronteggiare lo sguardo dell’altro, dei tanti volti che affollano le sue ceramiche: il colore in primis, saturo, intenso, giocato sui contrasti più che sugli accordi e poi una certa grazia rococò che allunga il collo delle sue donne, ne infuoca le labbra a cuore, ne arriccia i capelli e gli spigoli. Tutti e due i nostri artisti chiedono alla loro arte un aiuto, un viatico, per avvicinarsi al centro del problema: l'uomo, il soggetto, il volto, da cui trapelano le inquietudini, i misteri e le tenerezze della nostra travagliata umanità.
Bianca Campli
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