venerdì 15 aprile 2011

Grande partecipazione alla festa della Sacra Spina


Grande partecipazione di fedeli alla S. Messa, celebrata da Mons. Bruno Forte, e alla processione lungo le vie della città.
Forse non si era mai vista tanta gente assiepata in chiesa, anche per la presenza di tutte le confraternite di Vasto e diverse confraternite provenienti da Fossa, Roccascalegna, Francavilla al mare, Agnone, S.Vito Chietino, Castelfrentano, Atessa e Chieti. Per permettere a tutti di seguire la S. Messa, si è ricorso anche all’ausilio di uno schermo gigante collocato nella cappella della Sacra Spina. Oltre alle autorità civili e militari, presenti tanti ammalati e i volontari dell’Unitalsi e tantissima gente che con affetto e devozione si è stretta intorno alla Sacra Reliquia..
Molto intensa l’omelia di Padre Bruno incentrata sul Messia col capo coronato di spine, “un Messia abbandonato e sconfitto che non esita di sacrificarsi per noi”. Il crocifisso presente anche nella vita di un grande politico, Alcide De Gasperi, definito “uomo libero”, che in punto di morte “non fece altro che guardare il Crocifisso e dire Gesù, Gesù mio!”. Un richiamo anche alla Corte Europea che giustamente ha sancito la piena legittimità del Crocifisso nei luoghi pubblici a dimostrazione che il Crocifisso non è nemico di nessuno.
Molto chiaro Mons. Bruno Forte anche sulla situazione dei migranti: “Non possiamo rifiutare le persone che bussano alla nostra porta disperate a causa della fame e della guerra. Occorre un patto tra le nazioni di partenza e quelle di accoglienza, ma occorre anche un’Europa che sappia condividere il peso e la fatica di questa situazione. In questi migranti”, ha proseguito Padre Bruno, “c’è Gesù Crocifisso che ci chiama. Anche se l’Abruzzo è stata esclusa tra le regioni che dovranno accogliere i migranti, a causa del terremoto, non possiamo esimerci dal riconoscere l’uomo che bussa alle nostre porte. Non farlo sarebbe una grossa ipocrisia. Molti non li vogliono perché hanno paura dell’Islam, ma non c’è pericolo perché sono solo povera gente che non porta violenza”.
Al termine della celebrazione eucaristica, la lunga processione composta e partecipata, ha percorso le vie principali del centro storico, tra due ali di folla che, nonostante la serata piuttosto fresca, non è voluta mancare a questo importante appuntamento, che anticipa di qualche giorno l’inizio della Settimana Santa.
Al rientro della processione, ancora una colta il canto dell’Ave Spina, è riecheggiato all’interno della chiesa di S. Maria Maggiore, provocando più di un brivido.

Lino Spadaccini
segue post con foto

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