domenica 27 febbraio 2011

Rotary Club: ieri cerimonia per i 150 anni dell'Unità d'Italia

UNA SERATA INTENSA E SUGGESTIVA
Con il canto dell’Inno di Mameli, eseguito dal Coro Polifonico Histonium e dal pubblico presente, ha preso il via la cerimonia del Rotary Club per il 150° dell’Unità Italia.
Una serata intensa e suggestiva quella che si è svolta presso il Teatro Rossetti, per un compleanno speciale e prestigioso, i primi 150 anni dello Stato Italiano. “In questi anni molti sono stati gli accadimenti e le trasformazioni”, ha sottolineato il Presidente del Rotary, avv. Luigi Guidone, nel suo intervento introduttivo, “si è passati da un’Italia agricola ad una delle più grandi potenze al mondo, ma si è passati anche attraverso due conflitti mondiali, dove ci sono state tante perdite umane”.
Momento centrale della serata è stata la relazione del Prof. Gianni Oliva, Direttore del Centro studi Rossettiani e Professore ordinario della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti, sui 150 anni dell’Unità d’Italia.  Molto interessante l’intervento, a partire dal “Ei fu”, dal “Cinque maggio” di Alessandro Manzoni, fino a ripercorrere le principali tappe e personaggi del nostro Risorgimento. Non bisogna dimenticare che il Risorgimento è opera soprattutto della gioventù italiana,  che ha combattuto sul campo e ha dato un decisivo contributo anche attraverso la musica, la pittura e la poesia. Proprio questi uomini, con le loro poesie, avevano la capacità, ma anche il compito di infiammare gli animi, attraverso una lirica semplice e immediata, facilmente assimilabile dal popolo. Il loro obiettivo era cantare l’amore per la libertà e l’odio per gli oppressori. Un ruolo importante l’hanno avuto anche gli scrittori risorgimentali, come Silvio Pellico, autore de “Le mie prigioni”, poi Massimo D’Azeglio, il Guerrazzi e Luigi Settembrini, autore de “Le ricordanze della mia vita”.
Nella parte finale del suo intervento, il Prof. Oliva ha parlato anche della situazione locale, ricordando il battaglione comandato dal Barone Luigi Cardone, che nonostante l’esito negativo degli scontri, venne lodato da Guglielmo Pepe nelle sue Memorie. Gaetano Crisci, nella sua abitazione, raccoglieva gli affiliati alla Giovine Italia. Questi patrioti, scoperti, vennero arrestati e processati a Napoli, ma furono salvati dall’intervento del vastese Roberto Betti, in quel periodo Intendente a Reggio Calabria, ma richiamato a Napoli per sostituire il Ministro degli Interni Santangelo. Un accenno anche su Silvio Ciccarone, capo indiscusso del Partito Liberale e grande amico di Silvio Spaventa. L’augurio del Prof. Oliva è quello che gli eredi della storica famiglia vastese possano mettere a disposizione degli studiosi  il loro ricco archivio, e i loro cimeli possano costituire la base per la realizzazione di un Museo del Risorgimento.
Alternati all’esecuzione di alcuni brani abruzzesi, eseguiti dal Coro Polifonico Histonium, la dottoressa Raffaella Zaccagna ha letto alcuni passi tratti da Giuseppe Garibaldi, Ciro Menotti e Giuseppe Mazzini. Di quest’ultimo, oltre che a “Cos’è la rivoluzione”, è stato letto “Senza unità non v’è Nazione”, dove mi piace sottolineare un breve passaggio: “…perché il federalismo, ridando vita alle rivalità locali oggimai spente, spingerebbe l’Italia a retrocedere verso il medioevo — perché il federalismo, smembrando in molte piccole sfere la grande sfera nazionale, cederebbe il campo alle piccole ambizioni e diverrebbe sorgente d’aristocrazia — perché, distruggendo l’unità della grande famiglia italiana, il federalismo distruggerebbe dalle radici la missione che l’Italia è destinata a compiere nell’umanità…”.
A conclusione della bella e intensa serata, il Coro Polifonico Histonium ha cantato il “Va pensiero”, tratto dal Nabucco di Giuseppe Verdi, provocando più di un brivido tra il pubblico presente.

Lino Spadaccini






2 commenti:

Alessandro ha detto...

E Peppino Prezzemolo Forte?

Lino Spadaccini ha detto...

Assente, così come il Sindaco Luciano Lapenna (tra l'altro in scaletta era previsto il suo saluto).