RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
L’ONDA STUDENTESCA AD “ANNO ZERO”
Giovedì scorso ad “Anno Zero” Michele Santoro ha offerto una insperata tribuna agli studenti medi ed universitari per ascoltare le loro ragioni e la loro “lettura” degli incidenti gravissimi che avevano devastato il centro di Roma. Era una ghiotta occasione per fare chiarezza su tutte le interpretazioni non sempre disinteressate date dai politici di quel giorno drammatico per la vita del Paese, anche per quanto stava accadendo a Montecitorio, era cioè l’occasione per gridare con forza che gli studenti con la violenza non vogliono avere nulla a che fare, che una riedizione del clima politico degli anni settanta non interessa a nessuno, era, inoltre, l’occasione per rivendicare con decisione il diritto alla dimostrazione democratica del dissenso, specie di fronte alla drammatica situazione occupazionale giovanile, dissociandosi nettamente dai facinorosi che erano andati in piazza con il solo scopo di sfasciare le vetrine.
Bastava che il loro portavoce avesse detto: “Rifiutiamo la violenza che non ci appartiene, ma non rinunciamo a rivendicare il nostro diritto ad essere ascoltati”. Sia Michele Santoro che i politici presenti (tutti) hanno sollecitato una qualche forma di dissociazione. Nulla. I tre ragazzi intervenuti hanno glissato come solo i politici consumati sanno fare, dando l’impressione che poi degli atti di violenza a loro non interessava granchè: più importante era la lotta politica. Hanno sbagliato e il loro sbaglio è ancora più grave perché fatto davanti a milioni di telespettatori tra i quali tantissimi saranno stati anche i minorenni.
Ma ha sbagliato anche il ministro La Russa, ed in modo preoccupante, ad insultare lo studente, con il termine “vigliacco”. Già, perché ha usato quel termine: “vigliacco”?
Cosa ha rimproverato a quegli studenti: l’uso della violenza politica o di averla praticata a volto coperto? Se avessero impugnato le pale e le mazze a volto scoperto non sarebbero stati dei vigliacchi e quindi la violenza era accettabile?
No, signor Ministro! Lei è un politico di lungo corso, addirittura un Ministro della Repubblica, avrebbe dovuto consumare tutti i suoi interventi per portare quei ragazzi a dissociarsi dalla violenza di piazza, a spiegare loro che più sono violenti e meno sono credibili, avrebbe dovuto farsi interprete delle loro ragioni, magari spiegando le ragioni del governo e del perché la sua collega della Pubblica Istruzione si rifiuta di ascoltarli. Peccato: un’occasione persa, o un’occasione per conoscerla meglio.
NICOLANGELO D’ADAMO
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