“Vasto priva di mordente e a ranghi ridotti ha ceduto lo scettro di Campanile Sera”, con questo titolo il quotidiano Il Tempo titolava la disfatta dei vastesi.
I timori della vigilia si sono puntualmente verificati: il clima natalizio ha allontanato la gente dalla strada e dai teleschermi. Piazza Rossetti opportunamente addobbata per l’occasione, non ha fatto registrare il gran pienone di folla. Anche la squadra degli esperti non è al completo in quanto in molti hanno preferito passare la vigilia del Santo Natale in famiglia. E contro c’è anche il pronostico della maga Madama Dorè, che ha scomodato i suoi poteri occulti, pronosticando l’inesorabile sconfitta della propria città.
La cittadina veneta di Castelfranco cercherà di strappare il “Gonfalone”, ai campioni in carica di Vasto. Alle 21 in punto si accendono i riflettori dagli studi della Fiera di Milano e dalle piazze delle due cittadine in gara.
La trasmissione fila via piuttosto noiosa, senza mordente e priva del pathos che ha caratterizzato le precedenti serate. Il punteggio di 9 a 0 in favore dei veneti la dice tutta sull’andamento della gara, mai in discussione.
“Si son visti alberi di Natale con lampadine luminose, Babbi Natale arrancati tra la folla, quesiti natalizi e sollazzi di famiglia come la tombola. Non poteva mancare l’infanzia con la quale si è certi inumidire il ciglio a milioni di spettatori: infatti sono intervenuti due sapienti bambinelli, che hanno partecipato alla fiacca gara del pulsante. Nel finale Mike Bongiorno ha intonato gli auguri di rito, accompagnato dalle tremule voci dei ragazzini. L’invito a cantare è stato esteso alle piazze: e dalle piazze hanno risposto cori mugghianti e ondeggianti”. Uno dei due bambini, a cui fa riferimento il cronista de La Stampa di Torino è il piccolo Angelo Suriani, di 8 anni, conosciuto a Vasto come “Angioletto”, presente in studio al fianco di Mike Bongiorno, mentre sul palco di Piazza Rossetti, a sostenerlo, c’è tutta la sua classe con il maestro Levino del Monaco.
Per il resto della puntata ci sono stati pochi quiz, spazio ad alcuni giochi, dove non erano richieste particolari capacità intellettive e nemmeno la prontezza di riflessi, ed una noiosissima tombola.
Una sconfitta accettata con signorilità dalla piazza vastese contro una squadra che nelle settimane successive dimostrerà di essere molto forte e ben preparata, capace di vincere per ben sei volte consecutive.
“Vasto ha vissuto due settimane di celebrità, grazie all’intelligenza, alla prontezza, alla disciplina di tutti i suoi figli”, scriverà Angelo Cianci sulle colonne de Il Tempo, commentando la disfatta vastese, “Quanti episodi caratteristici ed addirittura patetici, in questi quindici giorni di febbrile volontà di vincere! Quante lettere e quante cartoline e telegrammi giunti a Vasto da ogni parte d’Italia e dall’Estero anche da gente sconosciuta per incitare alla vittoria!... Alla fine di questa impresa, nella quale le forze dell’intelletto e dello spirito, hanno avuto la loro parte principale, ci sia consentito, con quella spregiudicata sincerità che ci distingue, rivolgere un vivo e sincero elogio a tutti gli organizzatori di Campanile Sera”. E anche noi, dopo cinquantuno anni, dobbiamo ringraziare questo programma per le belle emozioni che hanno fatto vivere alla nostra città, dandole un notevole risalto televisivo, e che noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di ricordare e farvi rivivere.
Lino Spadaccini



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