giovedì 16 dicembre 2010
Campanile sera 1959: l'entusiasmante vittoria con Mirandola
Giovedì 17 dicembre 1959. Freddo e nebbia non hanno fermato l’entusiasmo della gente, che non è voluta mancare all’appuntamento con la diretta televisiva per dare il caldo sostegno ai propri concittadini in gara contro la cittadina di Mirandola. Secondo le stime si parla di ventiseimila presenze, di cui cinquecento provenienti da Roma, per la maggior parte oriundi abruzzesi. Molti anche gli universitari giunti da Chieti per dare il loro supporto ed anche per farsi inquadrare dalle telecamere.
Tra i cartelli più significativi presenti a Piazza Rossetti, spiccano “Mira-ndò-là”, che tradotto significa “Mira, dove? Là!”, ed ancora, “Pico, la memoria ti ha tradito” e “Forza Vasto, vincerai fino a luglio”. Una folla stracolma, con un autentico tifo da stadio, è presente anche all’interno del Cinema Ruzzi, grazie a Giovanni “Nannino” Centorami, che ha sospeso le proiezioni dei film per trasmettere in diretta la puntata di Campanile Sera.
Alle ore 21, dopo la breve sigla del programma, con la consueta eleganza e padronanza della telecamera Mike Bongiorno annuncia le due squadre in gara: Vasto per il sud e Mirandola per il nord. Parte il breve documentario sulla cittadina abruzzese, con le splendide immagini che entrano nelle case degli italiani. Dalla torre del campanile di S. Maria la telecamera scende giù allargando su tutto il centro storico e soffermandosi sulle altre bellezze architettoniche della città, fino alla spiaggia meta di tanti turisti. Il documentario è l’occasione anche per far conoscere i personaggi illustri vastesi da Gabriele Rossetti, alla famiglia Palizzi fino allo scrittore Pietro Di Donato.
Per la compagine vastese la gara si fa subito dura. Il punteggio di 7 a 0 per la cittadina emiliana butta nello sconforto gli abruzzesi, con la situazione che sembra irrimediabilmente compromessa. La rimonta si prospetta molto difficile, ma la caparbietà dei vastesi ribalta la situazione in proprio favore .
Con il gioco del dado e dei cavallini, i vastesi recuperano la situazione disperata, accorciando le distanze grazie ad rinnovato entusiasmo e ad una buona dose di fortuna, soprattutto nelle domande in cabina. I mirandolesi capitolano inesorabilmente, anche per la poca preparazione e forte emozione del suo giovane componente, il sedicenne Maurizio Marchi, che non ha mai sentito “A Paris” di Yves Montand, ma che è anche costretto ad assentarsi per un attimo a causa di improvvisi disturbi allo stomaco. Apprensione invece tra i vastesi quando Mike Bongiorno dallo studio di Milano ha chiesto che gli venisse esibito, seduta stante un uccellino nella sua gabbietta. “Si sono visti i notabili strapparsi i capelli”, si legge sulle pagine del quotidiano l’Unità, “e gridare con la strozza nella gola: - Un uccellino, un uccellino, presto! – Per incanto, da una finestra è volata giù una gabbietta con dentro un canarino, strappato crudelmente al sonno del giusto”. La gabbia è stata letteralmente fatta volare da una finestra della storica Torre di Bassano, presa al volo dalle frenetiche mani del pubblico, tanto che il presentatore s’è sentito nel dovere di chiedere notizie sulla sorte del malcapitato pennuto.
Al termine di una gara entusiasmante, con il punteggio finale di 9 a 3 i vastesi hanno conquistato per la seconda volta il “gonfalone” di “Campanile Sera”, mandando in delirio l’intera Piazza Rossetti. Fuochi artificiali, petardi e bengala hanno salutato il termine della diretta televisiva. Un gran da fare hanno avuto le forze dell’ordine per arginare la gioia ed evitare gravi incidenti, a causa della massa enorme di gente che ha cominciato a spingere per farsi largo con l’intento di raggiungere il palco. Carabinieri e poliziotti a forza hanno riportato la calma, ma era una calma apparente perché i festeggiamenti sono proseguiti per tutta la notte, con caroselli di macchine tra la città e la Marina e fino alla vicina Lanciano, per sfottere i cugini frentani a causa di antiche ruggini. “Dopo il nostro inizio disastroso”, ricorda Michele Pietrocola, “i lancianesi si erano organizzati per venire a Vasto con una bara. Giunti verso Torin di Sangro, presso il Ristorante Il Cardellino, si sono fermati per vedere com’era la situazione del punteggio. Vista la rimonta dei vastesi, hanno fatto dietrofront e sono tornati a casa delusi. Ma quelli del ristorante, che avevano dei parenti a Vasto, hanno subito telefonato per raccontare l’episodio.Alla fine della trasmissione, con la nostra vittoria e l’entusiasmo alle stelle, è partita la spedizione punitiva alla volta di Lanciano. Dopo i caroselli per le strade di Lanciano, i vastesi hanno lasciato una bara nella centrale Piazza Plebiscito e sono tornati a casa per continuare i festeggiamenti”.
Lino Spadaccini
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