
“I racconti di Erminda” di Piera Cilli
Il ricavato a favore dei bambini dell’Uganda
Recensione di Raffaele Artese
In questi giorni mi è capitato di leggere un libro intitolato “I Racconti di Erminda”, scritto da Piera Cilli e edito nel 2009 dall’ed. Tracce. L’ho letto con molto piacere. A parte i pregi del metodo didattico, che l’autrice mostra di sapere applicare con maestria, mi preme fare un breve commento sul messaggio che l’autrice introduce nel suo lavoro: è suo intento far rivivere, attraverso brevi e concisi racconti, valori e principi morali e civili che, come ella scrive “forse non sono più di moda”. Sappiano che i valori sono ideali che si traducono nella vita in usi, costumi e tradizioni determinanti il comportamento individuale e collettivo in una comunità. L’autrice, nel suo asserto dubita che i valori che hanno sorretto finora la nostra società siano ancora vigenti. E’ un’opinione condivisibile: per questo i suoi racconti possono definirsi come una sottile critica alla tendenza all’esasperato individualismo che anima la società contemporanea. L’eccessiva libertà porta proprio a questo: alla perdita, cioè, dei valori che presiedono alla vita degli uomini e dei popoli. Il messaggio che l’autrice col suo libro ci manda è in effetti un contrapporre all’attuale sfilacciamento sociale il recupero del valori sul modello di una società moderna, democratica, solidaristica, libera ma rispettosa della persona umana. E lo fa non con un’anali-teorica con terminologia sociologica, ma semplicemente con una serie di racconti, a volte agganciati alla realtà della vita, a volte con l’aiuto della fantasia, servendosi di episodi i cui protagonisti sono i fanciulli che si muovono in un contesto scolastico e familiare: sono essi, i fanciulli, che con il loro comportamento presagiscono il rinnovamento di una moralità, di una cultura, di una morale civile per ridare valore e dignità all’essere umano. L’opera riecheggia il libro CUORE di E. De Amicis. Il libro della signora Cilli, scritto in forma piana e scorrevole, merita di essere adottato nelle scuole elementari e di essere incluso nelle biblioteche dei circoli didattici e dei Centri di cultura per arricchire con un piccolo capolavoro la letteratura per l’infanzia.
Il ricavato a favore dei bambini dell’Uganda
Recensione di Raffaele Artese
In questi giorni mi è capitato di leggere un libro intitolato “I Racconti di Erminda”, scritto da Piera Cilli e edito nel 2009 dall’ed. Tracce. L’ho letto con molto piacere. A parte i pregi del metodo didattico, che l’autrice mostra di sapere applicare con maestria, mi preme fare un breve commento sul messaggio che l’autrice introduce nel suo lavoro: è suo intento far rivivere, attraverso brevi e concisi racconti, valori e principi morali e civili che, come ella scrive “forse non sono più di moda”. Sappiano che i valori sono ideali che si traducono nella vita in usi, costumi e tradizioni determinanti il comportamento individuale e collettivo in una comunità. L’autrice, nel suo asserto dubita che i valori che hanno sorretto finora la nostra società siano ancora vigenti. E’ un’opinione condivisibile: per questo i suoi racconti possono definirsi come una sottile critica alla tendenza all’esasperato individualismo che anima la società contemporanea. L’eccessiva libertà porta proprio a questo: alla perdita, cioè, dei valori che presiedono alla vita degli uomini e dei popoli. Il messaggio che l’autrice col suo libro ci manda è in effetti un contrapporre all’attuale sfilacciamento sociale il recupero del valori sul modello di una società moderna, democratica, solidaristica, libera ma rispettosa della persona umana. E lo fa non con un’anali-teorica con terminologia sociologica, ma semplicemente con una serie di racconti, a volte agganciati alla realtà della vita, a volte con l’aiuto della fantasia, servendosi di episodi i cui protagonisti sono i fanciulli che si muovono in un contesto scolastico e familiare: sono essi, i fanciulli, che con il loro comportamento presagiscono il rinnovamento di una moralità, di una cultura, di una morale civile per ridare valore e dignità all’essere umano. L’opera riecheggia il libro CUORE di E. De Amicis. Il libro della signora Cilli, scritto in forma piana e scorrevole, merita di essere adottato nelle scuole elementari e di essere incluso nelle biblioteche dei circoli didattici e dei Centri di cultura per arricchire con un piccolo capolavoro la letteratura per l’infanzia.
Raffaele Artese
Nessun commento:
Posta un commento