lunedì 13 settembre 2010

Oggi la Festa del Beato Angelo da Furci

Lunedì 13 settembre festa del Beato Angelo da Furci.
Una festa non indifferente per noi vastesi, per un legame che dura da oltre settecento anni. Infatti, proprio a Vasto il B.Angelo è entrato in convento, si è formato spiritualmente ed è stato ordinato sacerdote. Inoltre, nella cattedrale di S. Giuseppe si conserva la reliquia del braccio e poi come non ricordare la peregrinatio del 2004 con il ritorno del B. Angelo proprio “nella sua chiesa”.
Non molti i dati biografici a noi arrivati, desunti più che altro dalla tradizione
. Molte discordanze anche per la sua data di nascita: c’è chi parla del 1246 e chi del 1257. Secondo la tradizione, Angelo è nato da genitori agiati, ma sterili, i quali lo ottennero per intercessione di S. Michele Arcangelo, dopo che si erano recati in pellegrinaggio presso il Santuario di Monte S. Angelo sul Gargano. Tornati a Furci, una notte apparve loro S. Michele, in compagnia di Sant’Agostino, il quale disse: “Non temete, miei devoti, l’Altissimo ha esaudito le vostre preghiere; avrete un figlio che nominerete Angelo; sarà grande agli occhi di Dio, prenderà posto tra i seguaci di questo Luminare della Chiesa e diverrà gran Santo”.
Educato esemplarmente dai genitori, fu in seguito affidato a uno zio materno, abate benedettino di Cornaclano, presso Furci, con cui fece rapidi progressi sia nella scienza che nella santità. Morto lo zio, Angelo tornò nel paese natìo. Dopo la morte del padre, si recò a Vasto, dove entrò nel convento degli Agostiniani (oggi chiesa di S.Giuseppe). Quando il giovane si presentò davanti al Priore chiese di prendere subito i voti: “Era tanto preso da fervore divino da desiderare questo al più presto”, si legge nelle memorie di P. J. Bolland riportate sull’Acta Sanctorum, tradotte dal compianto Giuseppe Pietrocola, “A questa parte del suo desiderio il Priore non acconsentì perché in contrasto con le regole del Convento e la legge e le istituzioni dei Santi Padri, e per informarsi dei costumi della sua vita. Ma quando capirono che i suoi costumi corrispondevano alle parole, con ancor maggiore devozione lo accolsero già professo. In lui il tempo del noviziato giunse a tanto compiacimento divino che tutti i frati decisero che poteva essere già annoverato fra i professi”.
Compiuto un anno di noviziato, nel 1280, Angelo “fece la solenne professione con pienezza di voti e con plauso universale di quei Religiosi”.
Il giovane agostiniano rimase nel convento vastese cinque anni. Venticinquenne fu mandato a studiare alla Sorbona di Parigi, dove si trattenne per cinque anni. Tornato in Italia, insegnò in vari conventi, finché fu destinato allo studio agostiniano di Napoli, da dove non si mosse più fino alla morte.
Si distinse come teologo e oratore. Nel 1287 fu eletto Priore Provinciale della Provincia napoletana. Per umiltà rinunciò agli incarichi episcopali di Acerra e di Melfi.
Morì a Napoli, il 6 febbraio 1327, nel convento di S. Agostino alla Zecca dove ebbe sepoltura.
Il corpo venne traslato a Furci nel 1808. Il 20 dicembre 1888 Leone XIII ne approvò il culto ab immemorabili. La sua memoria liturgica ricorre il 6 febbraio.
Per una maggiore conoscenza della figura del Beato Angelo da Furci si possono consultare “La chiesa di S. Giuseppe e gli Agostiniani a Vasto” di Giuseppe Pietrocola (Edizioni del Club Amici di Vasto, 1987) e “Il Beato Angelo da Furci” di Antonio Bevilacqua (Cannarsa, 2004).

Lino Spadaccini

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