DA ENZO LA VERGHETTA riceviamo e pubblichiamo
Fare una passeggiata a Loggia Ambling è quasi un dovere per chi vuole mostrare d’estate Vasto ai turisti. Dovrebbe essere il nostro fiore all’occhiello. Ma c’è da essere orgogliosi di quello che incontriamo durante il tragitto?
Il nostro tour parte da Piazza Marconi, ci affacciamo per veder il mare e quello che resta degli orti vastesi ma non possiamo non notare la barriera di erbacce fra le quali spuntano residui di immondizie forse anche di annata che ci separano da questa visuale. Con l’autocombustione potremmo anche godere di una cortina di fumo, utile per scattare una foto inusuale. Degrado che è stato segnalato invano anche un anno fa dal consigliere L. Marcello. Continuando la discesa sul lato sinistro siamo accompagnati da un muro che testimonia quella che, se non vado errato, doveva essere la cinta di difesa della città, ma anche qui c’è l’immancabile tocco di degrado: una macchia di mattoni forati messi alla rinfusa dalle dimensioni di una porta, una pezza messa alla svelta senza nessun rispetto per il contesto. Altro non è che un tentativo di qualche anno fa’ di chi voleva creare un accesso al proprio locale /pub dalla loggia. Fortunatamente è stato bloccato ma lo sfregio resta. Ma neanche in questo caso vale il detto “chi rompe paga” perché a noi vastesi resta lo sfregio, a cui sembra nessuno voglia porre rimedio. Come cittadini/utenti pretendiamo troppo se chiediamo di ripristinane qualcosa che almeno ricordi l’originale.?
Ma ecco il piatto forte: la gimcana, organizzata dalla ristorazione locale, che prevede un percorso tortuoso fra tavole imbandite con brodetti, cozze e altre specialità marinare non mancano sui tavoli i"le scogne" , il tutto accompagnato da una profusione di odori vari non sempre graditi specialmente durante una passeggiata dopo cena.
La chiesetta della Madonna Catena, non è più meta di fedeli in preghiera, ma è circondata da rumorose tavolate di turisti inizialmente festosi fino all’arrivo della “dolorosa”(il conto)che rischia di trasformarli poi in tristi e taciturni malcapitati.
Infatti da questo punto inizia la grande locanda all’aperto che poi ha il suo clou a fine percorso, lato palazzo d’Avalos, dove l’intera piazza è a completa disposizione del ristoratore che non ha lesinato in tavolini. Ma durante il percorso, non so se per scelta o per impossibilità tecnica c’è anche un oasi ancora libera da tavolini, li dove si affaccia la casa di Rossetti. Ma per quanto tempo ancora?
Tralascio altri particolari, vedi gli autografi dei seguaci di Moccia (il poeta dei lucchetti),ma non posso fare a meno di proporVI una riflessione.
Si Vasto ha nel turismo il suo primario obiettivo, anche se qualcuno non è d’accordo su ospitare tutti questi turisti che disturbano il nostro quieto vivere, i ristoratori hanno i loro diritti ma anche chi vuol godere della loggia in una calda serata d’estate non deve essere obbligato a dribblare i tavolini passando in rassegna i vari odori delle pietanze e dei loro residui.
Mi chiedo gli esercenti che hanno occupato e occuperanno questi spazi, sono nei confini stabiliti dall’autorizzazione comunale, o hanno occupato spazi abusivamente ?
Se la riposta è si, è mai possibile che gli amministratori non hanno valutato in fase di autorizzazione lo scempio a cui stavano dando l’OK, e oggi non si può rimediare all’errore?
Se la risposta è no, e qualcuno si è allargato occupando spazi non autorizzati, perchè i trenta vigili (di cui 10 ufficiali) più gli ulteriori 10 previsti non intervengono per ristabilire l’ordine?
Forse questa mia richiesta non avrà seguito in quanto come non residente non posso promettere voti al contrario di altri.
Enzo La Verghetta
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