mercoledì 23 giugno 2010

Diego Maciano e la sua Cronaca Vastese (1700 - 1729)


Il 23 giugno del 1746 moriva Diego Maciano autore di una preziosa cronaca vastese degli inizi del Settecento.
Conservata manoscritta presso la famiglia Ricci, praticamente ignorata dai grandi storici vastesi, questa piccola Storia di Vasto è stata citata per la prima volta verso la fine dell’Ottocento nei Ricordi di storia vastese da Luigi Anelli, il quale si adoperò per acquisirne una copia per la nostra Biblioteca Civica.
Ma è grazie all’edizione integrale pubblicata nel 1983 a cura di Vittorio d’Anelli e Giuseppe Pietrocola, per le edizioni del Club “Amici di Vasto”, che abbiamo avuto la possibilità di poter leggere integralmente uno spaccato di storia vastese, che va dal 1700 al 1729, ricco di spunti interessanti e raccontati con dovizia di particolari.
“Libretto di molto belle cosette e molto care a leggerle principiato nell’anno 1700 da me can. Diego Maciano del Vasto, per mia felice memoria, senza fraudità ne passione alcuna di tutto ciò che si parla in questo volume”, questo il lungo titolo del piccolo diario manoscritto, iniziato dal canonico vastese quando aveva soli diciotto anni.
Nato nella nostra città l’8 dicembre 1682, da Leonardo e Diana De Angelis, Diego Maciano è stato tenuto a battesimo a S. Maria Maggiore dal notaio Antonio Ruggiero. Nel 1700 era chierico, nel 1704 venne nominato suddiacono, nel 1707 entrò nel Capitolo dei Sacerdoti, nel 1711 fu priore della Confraternita di S. Maria del Monte Carmelo e il 22 giugno 1724 gli fu conferita la dignità di Canonico.
“Onde per non degenerare dell’essere humano”, scriveva Diego Maciano nell’introduzione, “e per spendere virtuosamente il tempo, spinto ancor io dà la curiosità, raccolsi dà qualche anno sino al giorno d’oggi qualche memorando successo in questa mia Patria giacché questi sono così frequenti nel mondo, che variano alla giornata, e poiché, come noi sappiamo le cose lasciate scritte dà nostri Antecessori, così i posteri, che doppo di noi verranno alla luce, acciò non siano ignoranti dé fatti, operati prima che venissero loro, nò ho sparamiato fatica in registrare con inchiostro alcuni memorabili eventi, per istruire di essi tutti quei, che doppo me, si ritroveranno dà che non furono ad altro effetto, che per questo solo ritrovate le lettere…”.
Scorrendo tra gli appunti del Maciano troviamo molte notizie interessanti riguardanti le liti di preminenza tra le parrocchie di S. Maria e quella di S. Pietro, alcune importanti informazioni su chiese e palazzi storici, notizie su terremoti, scorribande di pirati e altre sciagure, molti i riferimenti riguardanti la chiesa come le predicazioni e le processioni. Una parte molto importante e consistente riguarda la figura di don Cesare Michelangelo e di tutta la casata d’Avalos, compresa la cronaca delle storiche giornate del conferimento del collare del del Toson d’Oro al Principe Fabrizio Colonna nell’ottobre del 1723.

Lino Spadaccini

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