lunedì 21 giugno 2010

D'Amico (PD): "Riteniamo che la Provincia debba recuperare la regia della pianificazione e dello sviluppo del territorio"

Da Camillo D'Amico capogruppo PD alla Provincia riceviamo e pubblichiamo
La notizia:
Con una nota formale inviata lo scorso 18 c.m., a firma del capogruppo Camillo D’Amico, al presidente della giunta provinciale Enrico Di Giuseppantonio, all’assessore all’urbanistica Nicola Campitelli, al presidente del consiglio Enrico Rispoli e della commissione consigliare Carla Di Biase il gruppo del P.D. ha sollecitato ufficialmente la guida politica ed istituzionale dell’ente a prendere una decisa iniziativa atta a verificare inattuali contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.), approvato nel 2002 sotto l’amministrazione presieduta da Mauro Febbo, e dell’altro documento generale di pianificazione inerente le attività produttive definito P.T.A.P. approvato nel 2007 con Tommaso Coletti presidente.
Il commento:
La motivazione che ci ha spinto a formalizzare questa richiesta è che, sempre con più frequenza, assistiamo a sterili quanto strumentali ed inutili dibattiti sul concetto della pianificazione generale del territorio; passi che ogni comunità locale, in una logica di congruità e rispetto degli indirizzi generali contenuti nel P.T.C.P, determini autonomamente il proprio sviluppo infrastrutturale ed urbanistico ma quando poi si travalica palesemente questo principio soprattutto a fronte di argomenti che riguardano un intero e vasto territorio, anche se fisicamente l’oggetto può riguardare una singola località, è necessario che la provincia recuperi autorevolmente il proprio ruolo d’indirizzo e programmazione che istituzionalmente gli compete.
La verifica di merito sull’attualità del P.T.C.P. in termini di contenuto è utile e propedeutico per un suo eventuale aggiornamento che dovrà avvenire previa concertazione con enti locali, parti sociali e datoriali, portatori d’interesse.
Inoltre, alla luce delle tante istanze si elevano dal territorio che intenderebbero variare i principi di sviluppo indicati nel P.T.A.P. quali l’agroindustria, il turismo ed un modello industriale poco impattante e compatibile con gli altri due sollecitiamo verificare, sempre nella logica della concertazione attiva, se questo modello è ancora attuale oppure no; riteniamo che la provincia debba, quindi, recuperare la regia della pianificazione e dello sviluppo del territorio che, probabilmente, non è sufficientemente più percepita ed il gruppo del P.D. eserciterà positivamente una forte azione collaborativa nell’interesse esclusivo del territorio e dei cittadini amministrati.

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