Dalla signora F. S. riceviamo una garbata lettera che mette in evidenza le difficoltà quotidiane di una persona disabile costretta a muoversi in carrozzella. Difficoltà che spesso vengono dimenticate dalle istituzioni.
Mi chiamo F.S. le scrivo per esporle quanto segue: in data 16 giugno 2010, dalle ore 20,30, si e' svolto presso il cinema teatro Globo di Vasto l'annuale saggio di danza della scuola "danza e danza "con sede in Vasto. Al corso, per il corrente anno era iscritta mia figlia, la quale ha partecipato alla manifestazione. All'evento purtroppo, non ha potuto partecipare mio marito F. M., affetto da patologia irreversibile che ne impedisce la deambulazione e lo costringe su di una carrozzina. Ad onor del vero, se il cinema teatro in questione risultasse concretamente fruibile"da parte dei soggetti disabili, certamente mio marito, sulla carrozzella, avrebbe potuto farvi ingresso ed assistere al saggio.
Cio' invece si e' reso impossibile poiche' il cinema teatro in questione e' letteralmente pieno di ostacoli e barriere architettoniche che l'accesso alla sala di proiezione si appalesa ardua anche con una semplice ingessatura di un arto inferiore (figuriamoci in carrozzella).In buona sostanza vi sono tante scale tra ingresso principale e zona biglietteria, tra l'atrio e le poltrone ,che rendono, lo ripeto,la struttura impraticabile alle persone con disabilita' motoria. Questo ovviamente, perche' il cinema e' completamente sprovvisto di mezzi di sollevamento, scivoli e quant'altro tecnicamente idoneo e normativamente previsto all'abbattimento di barriere architettoniche. Personalmente sono indignata e moralmente provata perche' , oltre a vivere ogni giorno il dramma della malattia di mio marito di soli 40 anni, mi trovo quotidianamente a combattere troppo spesso inutilmente contro una serie di ostacoli reali e burocratici che peggiorano le condizioni di vita del mio consorte, il quale nello specifico, e' stato privato persino della piccola gioia di guardare danzare la propria figlia. Chiedo a lei di rendere pubblica questa storia perche' fatti del genere non accadano piu'.La ringrazio per l'attenzione resto a sua disposizione le lascio anche un recapito telefonico.
2 commenti:
Lei, gentile signora, fa riferimento alle difficoltà per accedere ad un Cinema-Teatro. All'incirca le stesse hanno i disabili che "abitano" alla Marina in area detta SIC, per accedere in spiaggia o al mare (ammeno che siano clienti degli Hotel!). Lo sto scrivendo e dicendo da tempo, ma nessuno se ne cura. Mancanza di naturale e umano rispetto per la persona? Forse sarebbe chiedere troppo... Non importa ci sono le leggi. Ma a chi chiedere che vengano rispettate e applicate se sul territorio gli stessi Amministratori locali, tranne qualche eccezione, non se ne curano?
Legga la mia prossima nota sul tema SIC-Contrada San Tommaso. Saprò che almeno in lei e nel suo famigliare quello che vado dicendo trova eco e consenso. Almeno morale. Il mio augurio per una vita privata e societaria più serena. Cordialmente,
G. F. Pollutri
Straziante testimonianza!
Forse sembra strano, ma anche alcuni locali pubblici sono così, che abbiano o meno la licenza da poco o da molto...
Alcuni locali, per essere in regola, mettono i bagni per diversamente abili con sanitari idonei ed anche appoggi per farsi che il diversamente abile possa usufruirne.. Ma ahime, per accedere al locale alcune volte ci sono le scale e senza mezzi di sollevamento...
Avento un parente diversamente abile, ricordo anni fa, feci il giro di molti locali per avere l'idea di quale fosse il più idoneo per far si che potesse partecipare alla festa di compleanno di mio figlio...
Spesso si organizzano manifestazioni senza tener conto di questo... Se anche gli organizzatori si opponessero ad usufruire di un determinato luogo perchè provvisto ancora di barriere .... Fosse anche per l'ipotesi o la certezza che un parente o amico dei partecipanti sia diversamente abile... Forse allora si metterebbero alle strette i proprietari di tali luoghi!
Per le strade non mi pronuncio... Oltre ad alcune situazioni che magari piccole per piccole, alla fine fanno di un tragitto un tragitto ad ostacoli, c'è anche l'inciviltà di altri che parcheggiano la macchina chiudendo il passaggio agli scivoli, oppure occupano i posti riservati ai diversamente abili... Che anche li' è bene che ci siano... Ma in alcuni luoghi, ne fanno, ne posizionano due o tre tutti affilati... e se resta uno libero al cento, se il diversamente abile (in questo caso appunto con una carrozzina) è accompagnato, magari si fa scendere prima e poi si va a parcheggiare l'auto.. Ma si vanifica il significato del posto riservato che deve essere una opportunità di alleviare il saliscendi, oltre ad alleviare, in caso di diversamente abili senza una carrozzina, un lungo percorso per raggiungere un'area desiderata...
Mi unisco agli auguri di G.F. Pollutri.
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