sabato 20 marzo 2010

Politica: si può fare un paragone tra le attuali liste civiche e l'esperienza del "Faro" di Silvio Ciccarone?

Le LISTE CIVICHE
di Nicolangelo D'Adamo

In questi giorni, anche su questo sito, si parla con una certa insistenza di Liste Civiche, o almeno di una Lista Civica già ufficializzata che si chiamerà “Alleanza per Vasto” con capolista Nicola Del Prete, e qualcuno addirittura accosta l’esperienza del “Faro” a questa lista civica che si annuncia per la tornata elettorale della primavera prossima.
Mi sembra opportuno ricordare, poi ognuno deciderà come meglio crede, che oltre ad una profonda carica ideale, tutto il fenomeno “farista”, non foss’altro per le sue dimensioni, aveva alla base profonde ragioni di contesto che proverò ad indicare. Al di là del comportamento ostile della sezione della DC nei confronti di Silvio Ciccarone, tutto partì dal diffuso malcontento e dalla revoca di fiducia ad una classe dirigente che stentava a capire quanto stava accadendo a Vasto nei primi anni sessanta con l’industrializzazione, un’edilizia rampante in largo attivo, un forte ridimensionamento dello spazio artigianale, la marginalizzazione dell’economia contadina, il disagio di una cultura stabile e tradizionale all’interno di una situazione di modernizzazione ideologica sempre più evidente, un nuovo diffuso benessere che creava nuovi “appetiti” e la richiesta di maggiori spazi di rappresentanza. Insomma ci fu una revoca di delega ad una classe dirigente ancora egemonizzata dalla cultura della coldiretti bonomiana che non aveva saputo farsi interprete delle nuove esigenze di Vasto e tanto meno aveva elaborato un progetto di sviluppo d’alto profilo capace di dare risposte concrete a ciò che confusamente vasti strati della popolazione avevano intuito, ovvero che il futuro di vasto come capoluogo di comprensorio si giocava in quegli anni e la partita non poteva essere giocata ancora una volta dal notabilato agricolo con nel passato.
Questo diffuso malessere trovò un coagulo attorno ad una “figura simbolo” come Silvio Ciccarone, ovvero la storia di Vasto, e la battaglia politica che credevano di combattere gli Spataro, i Gaspari e i Bottari divenne lotta municipalistica,, di campanile, con tutto ciò che questo può significare in campagna elettorale. Poco più tardi fu chiaro a tutti che la DC si era spaccata in due gruppi e, pur se con due votazioni e dolorose lacerazioni, alla fine la spuntò quella parte della DC che aveva capito in anticipo, o almeno si poneva il problema, della mutata situazione socioeconomica che interessava ormai tutti i ceti sociali della città.
Non mi sembra che la situazione attuale sia paragonabile a quella del 1966\67. Oggi è in atto, ed è legittimo, un tentativo di costruire una lista “civica”, tale solo perché non avrà il logo del partito di riferimento, che mira a radunare gli elettori Rutelliani (il termine “Alleanza” è molto indicativo) e gli scontenti del PDL e del PD. Punto.
Detto questo, cari amici, lasciamo stare Don Silvio…..è un’altra storia!
NicolangeloD'Adamo

4 commenti:

Ciccosan ha detto...

Ma allora chi per prima ha tirato in ballo la denominazione "lista civica"? Detto così sembra più un gruppo misto.

NICOLA D'ADAMO ha detto...

DA ENZO LA VERGHETTA RICEVO E PUBBLICO QUESTO COMMENTO

Non ci provate nemmeno a fare un paragone con il Faro.
Mi fa piacere aver sollevato, con quella mia nota provocatoria, questa discussione, sopratutto perché mi sembrava che Vasto aveva dimenticato una persona come don Silvio Ciccarone.
Nicolangelo mi congratulo con la tua ricostruzione storico politica, e come giustamente dici: quella era un’altra storia e quelle erano altre persone infatti i veri vastesi che hanno vissuto quegli anni sono giustamente insorti rifiutando ogni riferimento e collegamento.
Ritornando ad oggi, come segnalato nel mio precedente commento alla presentazione di “Allenza”, questa mi sembra una “compagnia scompagnata” già adesso che devono partire, figurati cosa succederà durante la tornata elettorale della primavera prossima.
Non si capisce se saranno “Alleanza per l’Italia” o Alleanza per Vasto”, a chi faranno riferimento a Rutelli o Casini (vedi dichiarazioni di D’Alessandro), e poi associano un convito rappresentate dell’IDV. Che ci azzecca Di Pietro con i due leader di sopra, al contrario non mi sembra che ci sia molto feeling.
Paroloni a profusione,di proposte concrete neppure l’ombra, al contrario chiedono un voto sulla fiducia in base a cosa non si sa, forse perché sono “belli e ballano bene”
Enzo La Verghetta

maria ha detto...

Non conosco se non esclusivamente di nome la figura di "Don Silvio" ma conosco il risvolto e la valenza che quegli anni hanno portato a Vasto e territorio vastese quella nuova apertura economica e sociale, peccato che alla fine, scappò di mano e divenne semplicemente un grande ufficio di collocamento riservato ai soli manbri iscritti o conoscenti vari... (credo che si sia fatto un abuso di tali e con tali opportunità che dovevano essere per una equa disposizione del lavoro, per i lavoratori di vari settori, in prevalenza per la classe operaia)
Detto ciò, non conoscendo appunto la storia de "Il Faro" non faccio nessun accostamento, ma lista civica, può essere accomunata a quelle liste locali che mirano con il loro programma, ad affrontare e risolvere problemi locali... E direi che specie nel lavoro, problemi locali o del territorio limitrofo, (non solo locali) ve ne sono molti...
Che poi questa lista, è anche legata ad un partito nazionale, credo sia anche lecito

giusfra ha detto...

Ho letto in giro un Fare Vasto, ma quale? Domanda e premessa fondamentale per riprendere un discorso, persino trasversale, di miglioramento della città e di sviluppo del territorio. Il resto sembra solo un gioco ozioso di società, tutto paesano, pretenzioso da parte di Del Prete (infatti chi rappresenta costui?), inutile persino per una lista civica che ha bisogno di ben altre motivazioni per nascere e presentarsi. Liste civiche sono sempre esistite, specie nei Comuni: nei piccoli per aggregare (per utilità elettorale) raggruppamenti politici diversi e pur contigui, in quelli più grandi per estendere la proposta elettorale del momento (e l'uomo che la deve rappresentare e realizzare) oltre il partito cui si aggrega in modo collaterale, e non opponendosi, ...a voler essere seri e fattivi. Un'Alleanza per Vasto? Intanto non si capisce da dove nasce (a parte la voglia di rivalsa personale di uno, che assai poco può importare al cittadino) e a cosa vuol portare (...al governo suo, al posto di quell'altro?). D'Alessandro poi, che fa il giornalista ma vorrebbe essere leader politico (e così fa solo confusione), non può pensare che dicendo e scrivendo e ripetendo che a Vasto (quanto meno) PD e PDL sono "partiti mai nati", perciò stesso siano ...inesistenti! Troppo facile, direi un tantino stupido. Mi pare da struzzo, quando invece in politica occorre "sognare ad occhi aperti", ovvero guardando in faccia la realtà, e senza volerla sostituire con la propria rappresentazione di comodo.
Meno male che c'è ancora tutto il tempo per capirlo.