Buon riscontro di pubblico per la 18ª Giornata di Primavera, appuntamento annuale promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano.
Due giorni intensi alla riscoperta di alcuni tesori storici abbandonati della nostra città, di cui più volte ci siamo interessati nei nostri post: l’Hortus Conclusus all’interno del Palazzo Genova Rulli, la “passeggiata archeologica” e il giardino napoletano di Palazzo d’Avalos.
Dopo la visita effettuata in questa splendida mattinata soleggiata, è doveroso ringraziare il FAI per tutto quello che fa per la riscoperta e salvaguardia del patrimonio culturale e artistico italiano, ma permettetemi di fare anche alcune brevi considerazioni.
Vedere i Giardini di Palazzo Genova Rulli ripuliti dalle erbacce e dalle sterpaglie, sicuramente mi ha fatto piacere, ma quanto durerà? Basta guardarsi intorno per vedere il degrado più assoluto: un tesoro completamente abbandonato, lasciato cadere in rovina. Il bellissimo palazzo è stato più volte saccheggiato e privato persino di parte dei pavimenti in maiolica e cotto antico e danneggiato nelle volte affrescate.
Per la passeggiata archeologica sinceramente mi aspettavo di poter visitare il parco archeologico (sempre chiuso!!!) con il bellissimo mosaico del Nettuno e magari fare una passeggiata lungo il percorso realizzato lo scorso anno, al di sotto della sede stradale, per apprezzare meglio e vedere da un altro punta di vista le rovine. Ma, probabilmente, difficoltà organizzative non lo avranno permesso.
All’ingresso dei giardini d’Avalos il primo pensiero, e non solo il mio ve lo assicuro, è stato: ma non potevano tagliare l’erba? In una giornata di richiamo come questa, presentare i giardini con l’erba alta e incolta non è stato il massimo (scarsa sensibilità da parte del Comune?).
Ma a parte questi aspetti non proprio positivi, dobbiamo sottolineare e ringraziare i ragazzi delle Scuole Medie Rossetti che hanno sviluppato e realizzato, con splendidi risultati, un vero e proprio progetto per la conoscenza, riscoperta e valorizzazione di una parte del nostro e anche loro patrimonio.
Davvero bravi e un particolare ringraziamento a tutti quei ragazzi che si sono scoperti dei piccoli ciceroni, che hanno accompagnato i visitatori nei percorsi spiegando e illustrando con puntualità e professionalità; bravi anche tutti coloro che hanno cercato, attraverso la loro fantasia, di valorizzare i giardini con progetti che farebbero invidia ai nostri architetti.
La sensibilità di questi ragazzi dovrebbe farci riflettere. Se anche noi adulti (e i nostri amministratori in particolare) guardassimo le cose con gli occhi di questi ragazzi, vivremmo in un mondo sicuramente migliore.
Nel post successivo, una bella favola scritta dagli alunni della classe 3 A della Scuola L. Martella, dal titolo “Il giardino che rinasce”, che ci fa capire quanto sia gradito ai bambini un giardino in fiore.
Dopo la visita effettuata in questa splendida mattinata soleggiata, è doveroso ringraziare il FAI per tutto quello che fa per la riscoperta e salvaguardia del patrimonio culturale e artistico italiano, ma permettetemi di fare anche alcune brevi considerazioni.
Vedere i Giardini di Palazzo Genova Rulli ripuliti dalle erbacce e dalle sterpaglie, sicuramente mi ha fatto piacere, ma quanto durerà? Basta guardarsi intorno per vedere il degrado più assoluto: un tesoro completamente abbandonato, lasciato cadere in rovina. Il bellissimo palazzo è stato più volte saccheggiato e privato persino di parte dei pavimenti in maiolica e cotto antico e danneggiato nelle volte affrescate.
Per la passeggiata archeologica sinceramente mi aspettavo di poter visitare il parco archeologico (sempre chiuso!!!) con il bellissimo mosaico del Nettuno e magari fare una passeggiata lungo il percorso realizzato lo scorso anno, al di sotto della sede stradale, per apprezzare meglio e vedere da un altro punta di vista le rovine. Ma, probabilmente, difficoltà organizzative non lo avranno permesso.
All’ingresso dei giardini d’Avalos il primo pensiero, e non solo il mio ve lo assicuro, è stato: ma non potevano tagliare l’erba? In una giornata di richiamo come questa, presentare i giardini con l’erba alta e incolta non è stato il massimo (scarsa sensibilità da parte del Comune?).
Ma a parte questi aspetti non proprio positivi, dobbiamo sottolineare e ringraziare i ragazzi delle Scuole Medie Rossetti che hanno sviluppato e realizzato, con splendidi risultati, un vero e proprio progetto per la conoscenza, riscoperta e valorizzazione di una parte del nostro e anche loro patrimonio.
Davvero bravi e un particolare ringraziamento a tutti quei ragazzi che si sono scoperti dei piccoli ciceroni, che hanno accompagnato i visitatori nei percorsi spiegando e illustrando con puntualità e professionalità; bravi anche tutti coloro che hanno cercato, attraverso la loro fantasia, di valorizzare i giardini con progetti che farebbero invidia ai nostri architetti.
La sensibilità di questi ragazzi dovrebbe farci riflettere. Se anche noi adulti (e i nostri amministratori in particolare) guardassimo le cose con gli occhi di questi ragazzi, vivremmo in un mondo sicuramente migliore.
Nel post successivo, una bella favola scritta dagli alunni della classe 3 A della Scuola L. Martella, dal titolo “Il giardino che rinasce”, che ci fa capire quanto sia gradito ai bambini un giardino in fiore.
Con “l’aiuto dei bambini” riapriamo i nostri giardini.
Lino Spadaccini
Lino Spadaccini
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