da Giuseppe F. Pollutri riceviamo e pubblichiamo:
Gente del terzo forno
Non so se i latini con l’espressione “tertium non datur” (per una situazione in cui sono possibili solo due scelte) si riferissero ai forni da cui prendere il pane, in Via dell’Abbondanza della vesuviana Pompei, o nella detta oggi Via Adriatica di Histonium. Certo è che Casini (UDC) che già da ‘indipendente’ ne bazzica due di forni nell’Italia di oggi, nel voler aprire (come in Puglia) una sua terza rivendita all’elettore, si può dire che, con noto significato, ...va cercando Maria pe’ Roma!
E’ noto ai nostri elettori che Davide D’Alessandro di Polis, “opinionista” prolifico e intelligente per Qui Quotidiano, oggi in procinto di ritagliarsi un nuovo ruolo civile o politico per
In questa situazione, facendo di necessità, spesso solo personale, sbandierata virtù, oggi c’è gente che “alla casini”, non solo pratica nel tempo o allo stesso tempo la politica dei “due forni”, ma ritiene (talvolta ci prova) anche di mettersi in proprio, pensando di mandare a gambe all’aria un concorrente forno o l’altro o magari entrambi. Sognano un Centro che sia un “tertium quid” (qualcosa di terzo) che permetta di superare una situazione che si dice senza uscita, e che in realtà è solo condizionata nel contingente dal dilemma per più versi deleterio del “Berlusconi, i suoi processi e i suoi processanti”. Un terzo polo scombinatore, in cui ri-confluiscano tutti (o quasi), da destra come da sinistra, che sia “grande, immutabile, populista, moderatamente progressista, identitario ma a tutti aperto”, oggi ...non è dato. E’ esistita
Giuseppe F. Pollutri
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