venerdì 5 febbraio 2010

Politica: "O di qua o di là"

da Giuseppe F. Pollutri riceviamo e pubblichiamo:

Gente del terzo forno

Non so se i latini con l’espressione “tertium non datur(per una situazione in cui sono possibili solo due scelte) si riferissero ai forni da cui prendere il pane, in Via dell’Abbondanza della vesuviana Pompei, o nella detta oggi Via Adriatica di Histonium. Certo è che Casini (UDC) che già da ‘indipendente’ ne bazzica due di forni nell’Italia di oggi, nel voler aprire (come in Puglia) una sua terza rivendita all’elettore, si può dire che, con noto significato, ...va cercando Maria pe’ Roma!

E’ noto ai nostri elettori che Davide D’Alessandro di Polis, “opinionista” prolifico e intelligente per Qui Quotidiano, oggi in procinto di ritagliarsi un nuovo ruolo civile o politico per la Vasto a venire, ha da sempre scritto e ripetuto dell’inconsistenza (o prossima fine) del Partito Democratico. Io stesso ho spesso convenuto, per burla pasquinante o per convinzione, ritenendo tale nuovo “calesse” un insulto alla logica del 2+2=4 (equazione immutabile, in qualsiasi lingua della politica si dica), e non meno uno sfregio verso chi, per autentico credo in valori diversi, si è impegnato in partiti popolari lungamente antagonisti come lo sono stati DC e PCI. L’ho scritto, lo riaffermo, ma si sa le convenienze in politica rendono possibile tutto: per cui “insensato” che sia, il PD esiste e, mettendo i suoi ereditati consensi a disposizione di una sinistra (radicale e oggi più che altro giustizialista) da sempre minoritaria in Italia, ha coagulato e porta avanti - sia pure con difficoltà identitarie interne e spaesamenti geopolitici - un “polo” opposto al centrodestra.
In questa situazione, facendo di necessità, spesso solo personale, sbandierata virtù, oggi c’è gente che “alla casini”, non solo pratica nel tempo o allo stesso tempo la politica dei “due forni”, ma ritiene (talvolta ci prova) anche di mettersi in proprio, pensando di mandare a gambe all’aria un concorrente forno o l’altro o magari entrambi. Sognano un Centro che sia un “
tertium quid” (qualcosa di terzo) che permetta di superare una situazione che si dice senza uscita, e che in realtà è solo condizionata nel contingente dal dilemma per più versi deleterio del “Berlusconi, i suoi processi e i suoi processanti”. Un terzo polo scombinatore, in cui ri-confluiscano tutti (o quasi), da destra come da sinistra, che sia “grande, immutabile, populista, moderatamente progressista, identitario ma a tutti aperto”, oggi ...non è dato. E’ esistita la DC.La democrazzia” – così come, semplicemente, si diceva a Vasto - ha avuto meriti storici: impedendo che diventassimo paese satellite della Russia, conservando fra noi valori di libertà e insieme di giustizia sociale, ma che ha reso bloccata, poi consociativa e poi corrotta, la politica e la gente. Ora non esiste più: o di qua o di là, naturalmente. Tralasciando i sofismi logici, come ha scritto il poeta: “Ognuno ha preso la sua donna e la sua terra”. E i ...“trans”, generalmente, poco ci piacciono.

Giuseppe F. Pollutri

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