sabato 23 gennaio 2010

Terme Romane: quasi pronta la copertura definitiva


Sono quasi ultimati i lavori per la copertura definitiva delle Terme romane.
Da alcune settimane sopra gli splendidi mosaici di epoca romanica è visibile una nuova e imponente copertura in legno lamellare in sostituzione di quella provvisoria realizzata in tubi d’acciaio e lamiera ondulata.
I lavori eseguiti dalla ditta Cioci srl di Canzano (TE), per una spesa di 128.803,00 euro, rientrano nel progetto approvato con Decreto del Soprintendente n. 79 del 5 ottobre 2007. Come recita il cartellone posto all’interno dell’area, si tratta di “Lavori per la valorizzazione delle terme romane dell’antica città di Istonium: Realizzazione della copertura definitiva”. A parte l’evidente errore di come è stato scritto il nome della antica Vasto, è interessante fare una piccola riflessione sulla valorizzazione delle terme romane e un po’ su tutta la “passeggiata archeologica”.
È giusto valorizzare e presentare al meglio questi tesori, ma se continuiamo a tenere questi luoghi chiusi al pubblico, se non vengono valorizzati nel giusto modo con proposte culturali, visite guidate, o altre interessanti iniziative che spingano gli stessi vastesi o i turisti a visitare questi tesori, tutto questo lavoro è reso vano e questi soldi spesi inutilmente.
Purtroppo a Vasto siamo abituati ad avere questi luoghi chiusi al pubblico e poco valorizzati: a parte il Museo Archeologico, che rimane sempre aperto (ma anche deserto), la Pinacoteca attualmente è chiusa e viene aperta solo nel periodo estivo in occasione di mostre; le sale che accolgono la mostra Mediterrània e la donazione Volpi-Boschetti e il Museo del Costume, generalmente sono chiuse anche durante il periodo estivo e aperte solo su richiesta del visitatore. Anche le ultime sale aperte, quelle che hanno accolto la Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti, sono chiuse durante tutto l’anno e aperte solo in rarissime occasioni.
Sappiamo che mantenere i Musei aperti e valorizzare la cultura costa, ma vogliamo anche capire una città come Vasto quale direzione vuole prendere, altrimenti nei famosi cartelloni posti all’ingresso della città è meglio scrivere “Vasto città di vacanze, d’arte e cultura… ma con i musei chiusi”
Lino Spadaccini



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