di Lino Spadaccini
Domenica 17 gennaio festa di Sant’Antonio Abate. Nei giorni scorsi abbiamo rispolverato alcuni canti tradizionali, come il Capodanno e la Pasquetta, eseguiti in giro per la città da comitive di amici. Anche per la festività di Sant’Antonio Abate c’è un canto che ormai è entrato a far parte della tradizione locale Lu Sand’Andunie. Questa volta oltre ai cantori ed ai musicisti solitamente ci sono alcuni personaggi che animano la scena: il santo eremita con barba lunga, saio e un bastone con attaccato un campanellino e il diavolo con tanto di forcone e coda.
Sant’Antonio è nato a Coma, in Egitto, intorno al 251 d.C., figlio di agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent'anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto la vocazione di seguire l’esortazione evangelica. Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità.
Sant’Antonio viene considerato il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un piccolo maialino con al collo una campanella. La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Per domenica mattina presso la chiesa dei Pagliarelli, alle ore 9,00 è prevista la S.Messa con la donazione della Croce dei pellegrini di Vasto (capi gruppo Frisanti, Vallese e Vennitti). Alle ore 10,00 ci sarà la benedizione degli animali ed a seguire il rinfresco con scrippelle, caggionetti e vino novello e verrà anche eseguito il canto Lu Sand’Andune da parte del coro della chiesa.
Nella serata, sempre di domenica, sarà la comunità di Sant’Antonio Abate a festeggiare con la S.Messa alle ore 18, al termine del quale seguirà la benedizione del fuoco e degli animali e il Panone di S.Antonio.
Il canto in onore del Santo è molto bello e divertente, ma per brevità riporto solo alcuni passi:
Bona sàir’ a tutte quende / Bona ggende cristijane;
Bona sàir e allecramente / Ca vi dèiche ch’è dumane
Sand’Andune binidatte / Nghi la mazz’e lu purcatte…
Pi’ suspette lu demonie / J’arimmocche la pignete;
‘Ngifirèite Sand’Andonie / Ti l’aggrapp’ a vij’ arrete;
L’appindàune a nu curnacchie / E i màcceche ‘na racchie.
‘Na matèine Sand’Andonie / Si magnà’ du taijulèine;
Zitti zette lu dumonie / I sbascesce la fircèine;
E lu sande nin zi ‘nganne / Nghi li mene si li magne.
Ma dapù chi ci aripenze, / Pi’ li corne ti l’afferre;
Nghi na viss’ a vija ‘nnenze / Li fa ji’ di cule ‘nderre…
Domenica 17 gennaio festa di Sant’Antonio Abate. Nei giorni scorsi abbiamo rispolverato alcuni canti tradizionali, come il Capodanno e la Pasquetta, eseguiti in giro per la città da comitive di amici. Anche per la festività di Sant’Antonio Abate c’è un canto che ormai è entrato a far parte della tradizione locale Lu Sand’Andunie. Questa volta oltre ai cantori ed ai musicisti solitamente ci sono alcuni personaggi che animano la scena: il santo eremita con barba lunga, saio e un bastone con attaccato un campanellino e il diavolo con tanto di forcone e coda.
Sant’Antonio è nato a Coma, in Egitto, intorno al 251 d.C., figlio di agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent'anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto la vocazione di seguire l’esortazione evangelica. Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità.
Sant’Antonio viene considerato il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un piccolo maialino con al collo una campanella. La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Per domenica mattina presso la chiesa dei Pagliarelli, alle ore 9,00 è prevista la S.Messa con la donazione della Croce dei pellegrini di Vasto (capi gruppo Frisanti, Vallese e Vennitti). Alle ore 10,00 ci sarà la benedizione degli animali ed a seguire il rinfresco con scrippelle, caggionetti e vino novello e verrà anche eseguito il canto Lu Sand’Andune da parte del coro della chiesa.
Nella serata, sempre di domenica, sarà la comunità di Sant’Antonio Abate a festeggiare con la S.Messa alle ore 18, al termine del quale seguirà la benedizione del fuoco e degli animali e il Panone di S.Antonio.
Il canto in onore del Santo è molto bello e divertente, ma per brevità riporto solo alcuni passi:
Bona sàir’ a tutte quende / Bona ggende cristijane;
Bona sàir e allecramente / Ca vi dèiche ch’è dumane
Sand’Andune binidatte / Nghi la mazz’e lu purcatte…
Pi’ suspette lu demonie / J’arimmocche la pignete;
‘Ngifirèite Sand’Andonie / Ti l’aggrapp’ a vij’ arrete;
L’appindàune a nu curnacchie / E i màcceche ‘na racchie.
‘Na matèine Sand’Andonie / Si magnà’ du taijulèine;
Zitti zette lu dumonie / I sbascesce la fircèine;
E lu sande nin zi ‘nganne / Nghi li mene si li magne.
Ma dapù chi ci aripenze, / Pi’ li corne ti l’afferre;
Nghi na viss’ a vija ‘nnenze / Li fa ji’ di cule ‘nderre…
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