
Quando il Celano era sottoprefetto a Formia, ebbe il delicatissimo compito di vigilare sulla prigionia di Giuseppe Mazzini a Gaeta dal 15 agosto al 15 ottobre 1870
Il 29 gennaio del 1893 moriva Emilio Celano uno dei personaggi più illustri della nostra città.
Tenuto d’occhio dalla polizia napoletana per le sue idee liberali, nel 1859, quando scoppiò la guerra per l’indipendenza italiana, abbandonò l’insegnamento e si dedicò al giornalismo politico, prima nel Globo, da lui fondato, nella Nuova Italia, giornale battagliero di forte ideologia politica, e, successivamente, come critico drammatico nel Giuseppe Parini, periodico di critica letteraria, a cui gli venne affidata la direzione.
Nel 1861 passò al Giornale ufficiale di Napoli, prima come redattore capo e poi come direttore. Con la chiusura del giornale fu nominato consigliere di Prefettura a Massa Carrara, successivamente a Pavia ed infine a Caserta.
a, “il Celano serbava, per conto suo, molti appunti che poi, ampiamente esposti, avrebbe fatto conoscere. E tali appunti, di un testimone oculare e coscienzioso come il Celano, sarebbero stati un documento prezioso per la storia nazionale, come anche le lettere da Giuseppe Mazzini scritte a lui, che rimase, con l’illustre prigioniero, nei rapporti della più cordiale amicizia”.Nel 1889, per i meriti conseguiti durante la sua carriera, fu nominato Prefetto prima a Rovigo, poi a Potenza, Campobasso ed infine a Lecce, sua ultima destinazione. Sul giornale brindisino “Il Corriere” del 2 luglio 1892, è riportato un interessante articolo con la cronaca del passaggio del nuovo Prefetto diretto a Lecce, non tanto per la notizia riguardante Emilio Celano, quanto la notizia dell’imminente matrimonio della figlia Maria: “Abbiamo letto nei giornali di Napoli, che una delle sue figlie, signoria Maria, andrà fra poco sposa al sig. Avv. Francesco del Vasto”. E l’articolo prosegue con i dettagli pubblicati dal giornale napoletano Don Marzio: “La signorina Maria Celano, figlia del barone Emilio Celano, l’amatissimo prefetto nostro che fra pochi giorni andrà a Lecce…si è fidanzata al cav. avv. Francesco del Vasto… L’avv. del Vasto, giovane colto ed intelligente, è fra i pochi fortunati i quali sembrano aver sortito da natura il monopolio della simpatia: ricco di censo, ma più ricco di qualità morali, l’avv. Francesco del Vasto, discendente diretto dei del Vasto d’Avalos, è nipote del barone Domenico del Vasto, un liberale che fece le sue prove del ’60, che fu per lunghi anni deputato di Campobasso…”.
Emilio Celano è sepolto nel nostro cimitero comunale e sulla tomba di famiglia è riportata la seguente epigrafe: EMILIO CELANO / DEL FORTE ABRUZZO / PREFETTO DELLE PROVINCE / DI ROVIGO POTENZA CAMPOBASSO LECCE / DOPO UNA NOBILE VITA ESEMPLARE / DI BATTAGLIE TRIONFATRICI / NELLA QUALE DETTE PROVE ALTISSIME / DI SAPIENZA AMM. POLITICA LETTERARIA / AVENDO A GUIDA DELLE SUE OPERE / TRE GRANDI IDEALI /
Lino Spadaccini
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