
Il 19 gennaio del 1992 moriva Pietro Di Donato l’autore di Cristo fra i muratori.
Nato nel
Il romanzo è ispirato alla tragica morte del padre dello scrittore, un muratore morto sul posto di lavoro nel giorno di Venerdì Santo del 1923, lasciando la moglie e otto figli, uno dei quali nato una settimana dopo la sua morte. La famiglia per qualche tempo visse con un solo dollaro a settimana, giusto per comprare il pane e nient’altro. Pietro, dodicenne, il maggiore dei fratelli maschi, fu costretto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro per provvedere a guadagnare qualche dollaro per un po’ di cibo. Furono anni di vera sofferenza, ma solo la caparbietà di non lasciarsi andare lo portò a rimboccarsi le maniche ed a scrivere la storia della propria famiglia.
Inizialmente Di Donato pensò di scrivere un racconto breve per la rivista statunitense Esquire, ma il testo fu subito rielaborato per diventare un romanzo. Il successo fu immediato: dalla prima uscita seguirono varie ristampe e il libro venne tradotto e pubblicato fuori dagli Stati Uniti in diverse lingue. In Italia la prima edizione uscì nel 1941 per
Di Donato scrisse anche altri libri, ma non raggiunsero mai il successo di Cristo fra i muratori. Questi i titoli: This woman (1958), Immigrant Saint: The life of Mother Cabrini (1960), Three Circles of light (1960), The Penitent (1962), Naked Author (1970) e The American Gospels (2000).Il giornalista Richard Severo dalle pagine del New York Times così annunciava la morte dello scrittore vastese: “Pietro di Donato, whose novel Christ in Concrete was acclaimed as an American classic when it was published in 1938, died on Sunday at University Hospital in Stony Brook, L.I. He was 80 years old and lived in Setauket, L.I., for many years. He died of bone cancer, said Teresa Cersuola, a family friend”.
Per chi non ha avuto la fortuna di leggere il libro, voglio chiudere con un piccolo brano, il momento drammatico della morte di Geremia travolto e sepolto nel cemento: “In quel momento stesso l’impianto ondeggiò sotto i suoi piedi e lo slittamento della base si ripercorse rombando su per le membrature instabili dell’edificio… Gli uomini restarono stecchiti sul posto. Le loro gole volevano gridare, urlare, ma non osavano. Per qualche secondo tutta la squadra fu un corteo d’anime impietrici e tese. Poi la base del loro mondo crollò. Un fremito violento scosse tutto il palazzo, i pilastri rovinarono con lo schianto degli alberi d’una foresta in fiamme, le fondamenta rigurgitarono. Il corpo (di Geremia)… capitombolò come un sacco tra le macerie che con centripeta foga stritolavano carni vive ed ossa fragili… Battè sul fondo e stette: la faccia gonfia schiacciata contro le tavole d’abete, le braccia spalancate, le dita prigioniere tra le ferree verghe di rinforzo… Si mise a gridare più forte.
Immagini in video di Pietro Di Donato in Italia
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