martedì 19 gennaio 2010

Personaggi: lo scrittore americano di origini vastesi Pietro Di Donato


I TEMI SULL'EMIGRAZIONE DA LUI TRATTATI SONO OGGI DI GRANDE ATTUALITA'

Il 19 gennaio del 1992 moriva Pietro Di Donato l’autore di Cristo fra i muratori.

Nato nel 1911 a West Hoboken negli Stati Uniti da padre vastese e madre di Taranta Peligna, Pietro Di Donato ha scritto un autentico capolavoro. Christ in concrete, questo il titolo originale, un romanzo dedicato a tutti quegli italiani costretti ad emigrare in America alla ricerca di un lavoro, anche umile, che permettesse loro di sopravvivere. E il libro vuole essere la viva testimonianza dello sfruttamento, delle sofferenze e molto spesso anche delle tragedie passate dalle famiglie italiane costrette a lavorare per quattro soldi con enormi sacrifici e senza un minimo di sicurezza nei cantieri di lavoro.

Il romanzo è ispirato alla tragica morte del padre dello scrittore, un muratore morto sul posto di lavoro nel giorno di Venerdì Santo del 1923, lasciando la moglie e otto figli, uno dei quali nato una settimana dopo la sua morte. La famiglia per qualche tempo visse con un solo dollaro a settimana, giusto per comprare il pane e nient’altro. Pietro, dodicenne, il maggiore dei fratelli maschi, fu costretto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro per provvedere a guadagnare qualche dollaro per un po’ di cibo. Furono anni di vera sofferenza, ma solo la caparbietà di non lasciarsi andare lo portò a rimboccarsi le maniche ed a scrivere la storia della propria famiglia.

Inizialmente Di Donato pensò di scrivere un racconto breve per la rivista statunitense Esquire, ma il testo fu subito rielaborato per diventare un romanzo. Il successo fu immediato: dalla prima uscita seguirono varie ristampe e il libro venne tradotto e pubblicato fuori dagli Stati Uniti in diverse lingue. In Italia la prima edizione uscì nel 1941 per la Bompiani.

Nel 1949, in seguito all’enorme successo, venne realizzato il celebre film di Edward Dmytryk dal titolo Give us this day, con l’interpretazione di Sam Wanamaker e Lea Padovani, che per la sua splendida interpretazione, vinse il Premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia del 1950.

Di Donato scrisse anche altri libri, ma non raggiunsero mai il successo di Cristo fra i muratori. Questi i titoli: This woman (1958), Immigrant Saint: The life of Mother Cabrini (1960), Three Circles of light (1960), The Penitent (1962), Naked Author (1970) e The American Gospels (2000).Il giornalista Richard Severo dalle pagine del New York Times così annunciava la morte dello scrittore vastese: “Pietro di Donato, whose novel Christ in Concrete was acclaimed as an American classic when it was published in 1938, died on Sunday at University Hospital in Stony Brook, L.I. He was 80 years old and lived in Setauket, L.I., for many years. He died of bone cancer, said Teresa Cersuola, a family friend”.

Per chi non ha avuto la fortuna di leggere il libro, voglio chiudere con un piccolo brano, il momento drammatico della morte di Geremia travolto e sepolto nel cemento: “In quel momento stesso l’impianto ondeggiò sotto i suoi piedi e lo slittamento della base si ripercorse rombando su per le membrature instabili dell’edificio… Gli uomini restarono stecchiti sul posto. Le loro gole volevano gridare, urlare, ma non osavano. Per qualche secondo tutta la squadra fu un corteo d’anime impietrici e tese. Poi la base del loro mondo crollò. Un fremito violento scosse tutto il palazzo, i pilastri rovinarono con lo schianto degli alberi d’una foresta in fiamme, le fondamenta rigurgitarono. Il corpo (di Geremia)… capitombolò come un sacco tra le macerie che con centripeta foga stritolavano carni vive ed ossa fragili… Battè sul fondo e stette: la faccia gonfia schiacciata contro le tavole d’abete, le braccia spalancate, le dita prigioniere tra le ferree verghe di rinforzo… Si mise a gridare più forte. . Ma le grida non arrivavano più lontano dei suoi orecchi. Il calcestruzzo freddo, umido gli arrivò al mento, il cuore diede un tuffo. Fra pochi secondi sarò sepolto…Doveva resistere. Aveva una famiglia sulle braccia, non poteva abbandonarla senza lotta, rassegnarsi a morire senza combattere. Non voleva morire… Ma di là dal buco non v’era aria. Di là dal buco c’era solo calcestruzzo, sempre più duro e tenace. Sotto il cemento che si rapprendeva, i polmoni si chiudevano come in una morsa…”.

Lino Spadaccini


Immagini in video di Pietro Di Donato in Italia


http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=qtPlayer&id=&physDoc=48253&db=cinematograficoCINEGIORNALI&low&findIt=false&section=/#

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