
Il 12 gennaio del 1955 moriva Florindo Ritucci Chinni, personaggio di spicco della vita politica e culturale vastese.
Olindo Rocchio, addolorato per la prematura scomparsa dell’amico Florindo, sull’Histonium del 12 gennaio 1955 scriveva: “Tessere le tue lodi, descrivere il tuo versatile ingegno, la tua infinita bontà, l’immenso attaccamento a questa città natia, cui hai dato tutte le tue energie, non è possibile in questo mio ultimo straziante saluto, per cui la profonda commozione mi stringe la gola e mi fa sussultare il cuore sensibile, al pari del tuo, alle altrui avversità”.
Florindo Ritucci Chinni nel 1920 fondò la sezione del partito popolare e ne fu il primo segretario politico. Carica che ricoprì per un solo anno in quanto venne eletto Sindaco.
Successivamente fu nominato presidente del Consorzio Agrario Cooperativo, presidente della Società di Mutuo Soccorso, nel 1929, professore di diritto presso l’Istituto Commerciale di Vasto, presidente del Circolo Cattolico S. Filippo Neri e direttore della Filarmonica cittadina.
Nel 1937 partì per l’Etiopia, dove esercitò la professione di avvocato, ma nel 1940, scoppiata la guerra, fu richiamato alle armi col grado di capitano di fanteria e nell’aprile del 1941 fu fatto prigioniero dall’esercito inglese.
Tornato in Italia nel 1945, Florindo Ritucci Chinni riprese l’attività politica come personaggio di spicco all’interno della Democrazia Cristiana e, nella tornata elettorale del 1946, fu eletto Sindaco. Carica conservata anche alle successive elezioni del 1951.
Florindo Ritucci Chinni viene ricordato anche come poeta, drammaturgo, pittore e musicista e, come ricorda lo scrittore vastese Giovanni Peluzzo, “amò l’arte in tutte le sue forme più espressive per cui con lo stesso entusiasmo impugnava il pennello per dipingere una marina o la bacchetta da direttore d’orchestra per una serata di beneficenza”.
Indimenticabili sono alcune sue canzoni, ancora oggi cantate da gruppi folkloristici abruzzesi. Una di queste “A Miramare” inizia con questi versi
Mmezz’ a lu verde tra vigne e tra live,
m’bracci’a lu mare ch’addore di scojje,
‘na casarelle nascoste t’accojje
Addò tranquille e cuntende si sta.
A Miramare!
Un’altra canzone molto bella è “Cuncitti”:
Cuncittì chi vocca bbelle
Ssa vuccuccia a rasarelle!
E’ na rose di ciardine
ssa vuccuccia Cuncittine!
Cuncitti nin t’arruscì,
Cuncitti dimme ca scì
E chiudo ancora con le parole di Olindo Rocchio, che ci descrive il carattere dell’amico: “Il suo animo era buono, generoso, disinteressato: soccorritore di poveri e derelitti, li ha sempre aiutati come privato e quale pubblico amministratore. Dopo qualche ombra sul Suo volto bonario”, prosegue Olindo Rocchio, “veniva sempre il sorriso: non ebbe nemici, poiché non ha mai fatto né sapeva fare male a chicchessia”.
Lino Spadaccini
Olindo Rocchio, addolorato per la prematura scomparsa dell’amico Florindo, sull’Histonium del 12 gennaio 1955 scriveva: “Tessere le tue lodi, descrivere il tuo versatile ingegno, la tua infinita bontà, l’immenso attaccamento a questa città natia, cui hai dato tutte le tue energie, non è possibile in questo mio ultimo straziante saluto, per cui la profonda commozione mi stringe la gola e mi fa sussultare il cuore sensibile, al pari del tuo, alle altrui avversità”.
Florindo Ritucci Chinni nel 1920 fondò la sezione del partito popolare e ne fu il primo segretario politico. Carica che ricoprì per un solo anno in quanto venne eletto Sindaco.
Successivamente fu nominato presidente del Consorzio Agrario Cooperativo, presidente della Società di Mutuo Soccorso, nel 1929, professore di diritto presso l’Istituto Commerciale di Vasto, presidente del Circolo Cattolico S. Filippo Neri e direttore della Filarmonica cittadina.
Nel 1937 partì per l’Etiopia, dove esercitò la professione di avvocato, ma nel 1940, scoppiata la guerra, fu richiamato alle armi col grado di capitano di fanteria e nell’aprile del 1941 fu fatto prigioniero dall’esercito inglese.
Tornato in Italia nel 1945, Florindo Ritucci Chinni riprese l’attività politica come personaggio di spicco all’interno della Democrazia Cristiana e, nella tornata elettorale del 1946, fu eletto Sindaco. Carica conservata anche alle successive elezioni del 1951.
Florindo Ritucci Chinni viene ricordato anche come poeta, drammaturgo, pittore e musicista e, come ricorda lo scrittore vastese Giovanni Peluzzo, “amò l’arte in tutte le sue forme più espressive per cui con lo stesso entusiasmo impugnava il pennello per dipingere una marina o la bacchetta da direttore d’orchestra per una serata di beneficenza”.
Indimenticabili sono alcune sue canzoni, ancora oggi cantate da gruppi folkloristici abruzzesi. Una di queste “A Miramare” inizia con questi versi
Mmezz’ a lu verde tra vigne e tra live,
m’bracci’a lu mare ch’addore di scojje,
‘na casarelle nascoste t’accojje
Addò tranquille e cuntende si sta.
A Miramare!
Un’altra canzone molto bella è “Cuncitti”:
Cuncittì chi vocca bbelle
Ssa vuccuccia a rasarelle!
E’ na rose di ciardine
ssa vuccuccia Cuncittine!
Cuncitti nin t’arruscì,
Cuncitti dimme ca scì
E chiudo ancora con le parole di Olindo Rocchio, che ci descrive il carattere dell’amico: “Il suo animo era buono, generoso, disinteressato: soccorritore di poveri e derelitti, li ha sempre aiutati come privato e quale pubblico amministratore. Dopo qualche ombra sul Suo volto bonario”, prosegue Olindo Rocchio, “veniva sempre il sorriso: non ebbe nemici, poiché non ha mai fatto né sapeva fare male a chicchessia”.
Lino Spadaccini
Nessun commento:
Posta un commento