mercoledì 13 gennaio 2010

Filandro Lattanzio: uno dei più grandi artisti vastesi del Novecento




Il 13 gennaio del 1986 muore nella sua città natale il pittore Filandro Lattanzio, uno dei grandi artisti del Novecento vastese.

Filandro Lattanzio è stato un pittore dotato di grande umiltà, ma di immensa personalità e sentimento mistico”, scrive Giuseppe Catania nel 1996 in occasione del decennale dalla scomparsa del maestro, “Ha saputo operare in funzione di un’arte che sopravviva al tempo e, perciò, la sua rimane una grande lezione di stile pittorico, immersa in una armoniosità ineguagliabile”.

Come per altri artisti locali, anche per Filandro la passione per l’arte pittorica nasce quasi casualmente. All’età di dieci anni, conseguita la licenza elementare, il padre lo mette in bottega da un fabbro ferraio. Problemi di salute non gli permettono più di eseguire lavori pesanti e qui avviene la svolta per il giovane Filandro, incoraggiato a coltivare la passione per il disegno.

Nel 1925 realizza il suo primo quadro dal titolo “Scogliera di Scaramuzza”, venduto per 50 lire alla marchesa Pignatelli di Napoli. Seguono anni di intensa attività pittorica e mostre in varie parti d’Italia.

Nel 1940, a causa degli eventi bellici, viene richiamato alle armi e parte per la Francia. Fatto prigioniero attraversa Belgio, Olanda e Germania, prima di poter finalmente tornare in Italia nel 1945. Seguono vari viaggi in Francia e, in uno di questi, nel 1948, sposa Hélène Castex e si stabilisce a Chambery. Fino al 1968 rimane pressoché stabilmente in Francia e intraprende nuove strade pittoriche quali l’astrattismo e il cubismo.

Negli anni ’70 torna definitivamente a Vasto e torna dipingere gli angoli e i colori della propria terra, ma anche nature morte e ritratti. Infine si dedica ai temi religiosi e realizza due importanti opere “Madonna dei Sette Dolori” (1982) e “Sant’Anna” (1984), per le omonime chiesette (nella foto).

Nel marzo del 1988, due anni dopo la morte del marito, la signora Hélèn Castex ha donato al comune di Vasto venti opere che abbracciano tutta la vita artistica di Filandro Lattanzio, dall’Autoritratto del 1933, fino al nudo cubista, passando per alcuni ritratti e nature morte.

Al luglio del 1996 risale l’ultima grande mostra antologica in omaggio al maestro vastese. L’anno prossimo ricorrerà il venticinquesimo dalla morte. Speriamo che l’Amministrazione Comunale si attivi per organizzare una mostra degna del valore dell’artista, magari esponendo nuovi quadri provenienti da collezioni private.

Chiudo con un frammento di un articolo di Carlo Piantoni, scritto qualche hanno fa sulle pagine di Vasto Domani: “L’artista scandisce di volta in volta il suo discorso componendo raffinatissime sinfonie cromatiche ricche di umori e di sottigliezze attorno a uno o a due colori chiave. Ogni quadro ha un suo filo conduttore, una sua profonda musicalità tonale fatta di accordi e ritmi ricorrenti… Lattanzio infatti non colora le forme, disegna, costruisce, modella nel colore riallacciandosi così alla migliore tradizione pittorica dell’Ottocento”.

Lino Spadaccini

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