Per l’edizione 2010 sarà mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano, a presiede la celebrazione eucaristica prevista per le ore 17,15.
Questa festa è un privilegio della parrocchia di S.Pietro da oltre duecento anni, da quando il 12 dicembre 1777, il pontefice Pio VI, concesse alla comunità vastese la celebrazione del Giubileo nella terza domenica di gennaio, per aver dato ospitalità a Papa Alessandro III dal 7 febbraio al 9 marzo 1177. Il beneficio del Giubileo è stato confermato in perpetuo da Papa Giovanni Paolo II nel 1990.
Per capire i motivi di questo evento importante, facciamo un passo indietro e torniamo all’anno 1177 quando Papa Alessandro III,. partito da Siponto e diretto a Venezia, per fare da mediatore tra Federigo Barbarossa e i comuni della Lega Lombarda, sostò nella nostra città per circa un mese:
“…Papa Alessandro III dopo aver spediti innanzi sei cardinali che trovarono l’imperadore (Federico Barbarossa) a Ravenna, s’inviò egli a Benevento, dove dimorò dalla festa del santo Natale sino all’Epifania”, scrive lo storico Ludovico Antonio Muratori nella metà del Settecento nella sua monumentale opera “Annali d’Italia”, “Di là per Troia e Siponto passò al Vasto, dove trovò sette galee ben guarnite d’armi e di viveri, che il re di Sicilia gli aveva allestite, con ordine a Romoaldo arcivescovo di Salerno e a Ruggirei conte d’Andria, gran contestabile e giustiziere della Puglia, di accompagnare la Santità sua, e di accudire agl’interessi del suo regno. Perché il mare fu lungamente in collera, non potè il pontefice imbarcarsi se non il primo dì di quaresima, cioè a di 9 di marzo. Undici poi furono le galee che il servirono nel viaggio; e con queste e con cinque cardinali nella prima domenica di quaresima arrivò a Zara, e nel dì 20, oppure nel dì 24 di esso mese felicemente giunto a Venezia prese riposo nel monistero di San Niccolò al Lido”.
Qualche altro particolare sulla partenza del Papa dalla nostra città possiamo leggerlo nella “Storia dei Papi” (1853) di A.Bianchi-Giovini: “…Ma appena usciti in mare (probabilmente dal porticciolo di S.Nicola della Meta), una burrasca divise l’armata: una parte rientrò nel porto del Vasto; l’altra, nella quale era la galea del papa, fu spinta sull’isoletta di Pianosa, ove il pontefice, dice il suo biografo, affaticato dal digiuno, dal mal di mare e dalla paura, scese molto volentieri a terra, e preparata una copiosa mensa, mangiò allegramente e di buon appetito”.
Per lucrare l’indulgenza, i fedeli, confessati e comunicati dovranno visitare la chiesa di San Pietro (ora S.Antonio di Padova), e pregare secondo le intenzioni del Pontefice.
Lino Spadaccini


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