
Un'importante strada realizzata a metà '800
Spesso ci lamentiamo delle strade malridotte e piene di buche, ma per una volta proviamo ad immaginare come era la situazione agli inizi dell’Ottocento.
Di particolare importanza per lo sviluppo dell’attività commerciale della città e del Distretto, era la presenza di strade che permettessero un più libero e veloce transito tra i paesi.
Arretrata fino al primo decennio dell’Ottocento, la situazione viaria abruzzese migliorò solo dopo il 1811, quando vennero progettate e realizzate alcune importanti strade di collegamento dei capoluoghi abruzzesi principalmente con la capitale Napoli e con Roma.
Mentre nel distretto vastese mancava ancora un’adeguata strada di collegamento con i comuni dell’entroterra, nel lancianese era in costruzione la strada Frentana, mentre nel chietino c’era la Marruccina, che collegava Chieti con Guardiagrele per poi spingersi nel territorio di Sant’Eusanio e ricongiungersi con la strada Frentana.
Solo anni dopo, tra mille difficoltà economiche e burocratiche, si arrivò alla progettazione ed alla realizzazione della strada Istonia, l’attuale statale 89, che avrebbe dovuto raggiungere Schiavi d’Abruzzo. I lavori iniziarono nel 1840 e quattro anni più tardi venne inaugurato il primo tratto. I lavori procedevano molto a rilento proprio a causa della scarsezza dei fondi, dell’aggravio delle tasse da pagare per la realizzazione della strada Frentana e di quella Marruccina; per non parlare poi delle innumerevoli difficoltà incontrate durante la sua realizzazione: basti pensare che in vent’anni vennero realizzati solo una quarantina di chilometri di strada fino a S. Buono, per di più malandata e di difficile percorrimento, specie in inverno a causa degli smottamenti, delle profonde falle che vi si aprivano e dei pantani.
Per la realizzazione di questa importante opera, Pietro Muzii, nonostante l’età avanzata, impegnò tutta la sua forza ed energia polemizzando a distanza con il Re in persona, per combattere le ingiustizie perpetrate verso la sua città.
A causa della mancanza di finanziamenti e dell’enorme onere del pagamento di tasse per la costruzione della vicina strada Frentana, Pietro Muzii recapitò un’energica lettera direttamente al Re Ferdinando II (e per conoscenza al Ministero dell’Interno):
“Sire. I Comuni del Distretto di Vasto in Abruzzo Citerione, divoti a Vostra Maestà, sonossi quasi ammiseriti pel carico annuale de’ ratizzi de’ valori pagati nel corso di moltissimi lustri alla cassa provinciale per opere pubbliche che si continuano ad eseguirsi nei distretti prediletti di Chieti e di Lanciano, rimanendo il Distretto di Vasto nella sua nativa povertà di opere tanto necessarie a vincere il suo languore.
Finalmente per commiserazione si volle concedere al Distretto di Vasto la strada istonia…
…Il Sindaco della città di Vasto umile servo di Vostra Maestà, come interprete de’ voti degli abitanti di quel Distretto supplica la Maestà Vostra a compatire le seguenti grazie.
1° Che l’opera della strada istonia sia eseguita con tutta celerità entro breve perentorio termine.
2° Che i sedici mila ducati esistenti in cassa si eroghino subito pei lavori della suddetta strada.
3° Che il terzo de’ rateizzi suddetti il quale in ogni anno si paga dal Distretto di Vasto per le opere dei due Distretti di Chieti e di Lanciano, le quali vanno in rubrica di opere provinciali, venga addetto all’uso della costruzione della strada istonia fino al suo compimento…
4° Che si abiliti il Distretto di Vasto alla sollecita costruzione della strada istonia in un biennio mercé un gratuito prestito da farsi in rate dal regal Tesoro almeno in ducati ventimila per rivalutarsene sui fondi testé indicati che sono addetti alla strada medesima.
Così al Distretto di Vasto s’infonderebbe un’anima; così svanirebbe la sua indigenza; così gli abitanti colla loro industria promuoverebbero la loro prosperità; così tramanderebbero essi alla posterità la più rimota la memoria di sì eccelso beneficio.
Piaccia alla Maestà vostra di compatire l’implorata grazia al più presto…”.
Un anno più tardi, il 21 giugno 1850, vista la situazione ancora ferma e sempre più precaria, Pietro Muzii inviò una nuova missiva a Ferdinando II, ed ancora un’altra datata 10 ottobre 1850. Dopo tanta insistenza, finalmente Pietro Muzii ottenne da Ferdinando II le garanzie di un suo personale interessamento per agevolare la costruzione della strada Istonia.
Lino Spadaccini
Di particolare importanza per lo sviluppo dell’attività commerciale della città e del Distretto, era la presenza di strade che permettessero un più libero e veloce transito tra i paesi.
Arretrata fino al primo decennio dell’Ottocento, la situazione viaria abruzzese migliorò solo dopo il 1811, quando vennero progettate e realizzate alcune importanti strade di collegamento dei capoluoghi abruzzesi principalmente con la capitale Napoli e con Roma.
Mentre nel distretto vastese mancava ancora un’adeguata strada di collegamento con i comuni dell’entroterra, nel lancianese era in costruzione la strada Frentana, mentre nel chietino c’era la Marruccina, che collegava Chieti con Guardiagrele per poi spingersi nel territorio di Sant’Eusanio e ricongiungersi con la strada Frentana.
Solo anni dopo, tra mille difficoltà economiche e burocratiche, si arrivò alla progettazione ed alla realizzazione della strada Istonia, l’attuale statale 89, che avrebbe dovuto raggiungere Schiavi d’Abruzzo. I lavori iniziarono nel 1840 e quattro anni più tardi venne inaugurato il primo tratto. I lavori procedevano molto a rilento proprio a causa della scarsezza dei fondi, dell’aggravio delle tasse da pagare per la realizzazione della strada Frentana e di quella Marruccina; per non parlare poi delle innumerevoli difficoltà incontrate durante la sua realizzazione: basti pensare che in vent’anni vennero realizzati solo una quarantina di chilometri di strada fino a S. Buono, per di più malandata e di difficile percorrimento, specie in inverno a causa degli smottamenti, delle profonde falle che vi si aprivano e dei pantani.
Per la realizzazione di questa importante opera, Pietro Muzii, nonostante l’età avanzata, impegnò tutta la sua forza ed energia polemizzando a distanza con il Re in persona, per combattere le ingiustizie perpetrate verso la sua città.
A causa della mancanza di finanziamenti e dell’enorme onere del pagamento di tasse per la costruzione della vicina strada Frentana, Pietro Muzii recapitò un’energica lettera direttamente al Re Ferdinando II (e per conoscenza al Ministero dell’Interno):
“Sire. I Comuni del Distretto di Vasto in Abruzzo Citerione, divoti a Vostra Maestà, sonossi quasi ammiseriti pel carico annuale de’ ratizzi de’ valori pagati nel corso di moltissimi lustri alla cassa provinciale per opere pubbliche che si continuano ad eseguirsi nei distretti prediletti di Chieti e di Lanciano, rimanendo il Distretto di Vasto nella sua nativa povertà di opere tanto necessarie a vincere il suo languore.
Finalmente per commiserazione si volle concedere al Distretto di Vasto la strada istonia…
…Il Sindaco della città di Vasto umile servo di Vostra Maestà, come interprete de’ voti degli abitanti di quel Distretto supplica la Maestà Vostra a compatire le seguenti grazie.
1° Che l’opera della strada istonia sia eseguita con tutta celerità entro breve perentorio termine.
2° Che i sedici mila ducati esistenti in cassa si eroghino subito pei lavori della suddetta strada.
3° Che il terzo de’ rateizzi suddetti il quale in ogni anno si paga dal Distretto di Vasto per le opere dei due Distretti di Chieti e di Lanciano, le quali vanno in rubrica di opere provinciali, venga addetto all’uso della costruzione della strada istonia fino al suo compimento…
4° Che si abiliti il Distretto di Vasto alla sollecita costruzione della strada istonia in un biennio mercé un gratuito prestito da farsi in rate dal regal Tesoro almeno in ducati ventimila per rivalutarsene sui fondi testé indicati che sono addetti alla strada medesima.
Così al Distretto di Vasto s’infonderebbe un’anima; così svanirebbe la sua indigenza; così gli abitanti colla loro industria promuoverebbero la loro prosperità; così tramanderebbero essi alla posterità la più rimota la memoria di sì eccelso beneficio.
Piaccia alla Maestà vostra di compatire l’implorata grazia al più presto…”.
Un anno più tardi, il 21 giugno 1850, vista la situazione ancora ferma e sempre più precaria, Pietro Muzii inviò una nuova missiva a Ferdinando II, ed ancora un’altra datata 10 ottobre 1850. Dopo tanta insistenza, finalmente Pietro Muzii ottenne da Ferdinando II le garanzie di un suo personale interessamento per agevolare la costruzione della strada Istonia.
Lino Spadaccini
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