giovedì 17 dicembre 2009

Una riflessione sul PD e sui "profughi della vecchia dc o neofiti della politica" che lasciano il partito

La Confessione
di Giuseppe F. Pollutri
Non amo “la sinistra” politico-parlamentare, non ho mai avuto simpatie per il Comunismo. Con padre sfruttato (letteralmente) in vita dal “padrone” di turno, ho da sempre avuto nell’animo ansia di giustizia, ma non ho mai creduto nella “lotta di classe” per ottenerla. Ma qui voglio osservare che non è la “gente di sinistra” o lo stare politicamente a sinistra che mi sconcerta. Quel che per me resta inaccettabile, in una dialettica ispirata a razionalità ed etica civica, è la politica diciamo movimentista di quanti aderiscono con dichiarata convinzione a movimenti e partiti nuovi o inventati, per cercare “altrove” fortuna personalistica, poi – novelli Saul – illuminati su una delle tante viadidamasco, scoprono che era tutto un equivoco, un errore, un peccato da cui doversi redimere. Al ché, confessato con dichiarazioni e proclami dove e perchè si è sbagliato, costoro in pratica si autoassolvono e anzi ci dicono subito che ...erano gli altri quelli sbagliati, che era il partito quello che “ha tradito”.
E così mi succede ora e oggi di dover difendere il PD ...”che non è mai nato”, in realtà un partito in cerca faticosa d’identità. Da esterno, neppure partecipe delle primarie, ho tifato Bersani. Ho letto e compreso il suo manifesto di candidatura - diceva “Per dare un senso a questa storia” - come ammissione di un fallimento del progetto veltroniano, velleitariamente portato avanti da Franceschini.
E’ chiaro a tutti che il nuovo Segretario ha in animo di portare il partito decisamente in area di Sinistra. Ben sia, perchè no? Allora dolersene, protestare da parte di chi aveva creduto che altro (cosa?) potesse essere quel raggrupamento nato empiricamente dalla fusione di un forte DS e una sparuta Margherita, appare lecito, ma assai poco produttivo. Scontato che chi non si senta di sinistra, considerato che i Valori di riferimento sono altri, vadano altrove, ma non dicano o facciano intendere che sia sbagliato avere anche in Italia un partito della Sinistra socialdemocratica.
Non è il Pd quello sbagliato, sono loro – profughi della vecchia dc o neofiti della politica – che hanno fatto male i propri conti e progetti. Sono loro gli “sbagliati”.
Assurdo poi che proprio in virtù mediatica di questo loro clamoroso inganno (per sé e per gli altri) ora si propongano di nuovo sulla scena come protagonisti.
Dovrebbe essere chiaro che la Confessione dei propri peccati, per Grazia di Dio vengono rimessi o perdonati, ma non fa dei peccatori automaticamente dei Nuovi Santi. Non in cielo, e neppure nella “terra di mezzo” della politica.
Oltretutto, in questi casi, manca il pentimento, e non c’è assoluzione, ovviamente.
Giuseppe F. Pollutri

Nessun commento: