Serata da incorniciare quella di ieri sera al Teatro Globo con la rappresentazione dell’Otello di Giuseppe Verdi.
L’attesa era tutta per il maestro Renato Bruson e devo dire che non ha deluso le attese, mostrando una presenza scenica notevole e disinvolta di chi ha calcato per anni le scene dei principali teatri mondiali.
Buona la presenza di pubblico, anche se non c’è stato il tutto esaurito che ci si aspettava. Oltre a Renato Bruson nella parte di Jago, gli altri cantanti principali sono stati il tenore Marco De Carolis, nella parte di Otello, buona la sua prova con una voce potente e una buona presenza in scena, il soprano Masha Carrera, nella parte di Desdemona, un po’ incerta nel “dialogo d’amore” del primo atto, ma poi si è brillantemente ripresa, emozionando il pubblico presente nell’ultimo atto con l’Ave Maria innalzata alla Madonna; e ancora Marco Frosoni (Cassio), Nunzio Fazzini (Roderigo) e Jurgita Adamonyte (Emilia).
Oltre sessanta i figuranti tra soldati, popolo, ballerini e attori principali, un po’ troppi per il piccolo palco del Teatro Globo, che ha visto, soprattutto nel primo atto, alcuni momenti di “confusione”, con gli attori costretti a muoversi in uno spazio troppo angusto. Al contrario, l’acustica ha retto molto bene, nonostante alcuni timori iniziali per l’orchestra, posizionata più in alto, che avrebbe potuto coprire le voci dei cantanti.
A causa del palco troppo piccolo non sono state montate le scene originali, ma solo delle pedane a gradoni, per dare una maggiore profondità nelle scene corali, poi un tavolo nel secondo atto, una sedia nel terzo e il letto a baldacchino nell’atto finale, dove si è consumata la tragedia.
Bellissimi i costumi originali disegnati e realizzati da Tita Tegano. Buona l’esecuzione dei 51 elementi dell’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, con l’aggiunta di alcuni elementi dell’Orchestra Giovanile Abruzzese diretti dal Maestro Marco Moresco, e del Coro della Stagione Lirica Teramana, diretti da Paolo Speca.
Unico neo di tutta la serata, mi spiace dirlo, è stato per il pubblico: l’intera opera, per come è stata messa in scena ed interpretata, meritava sicuramente più applausi.
Ed io rivolgo il mio personale applauso a tutti i cantanti, ai musicisti ed a coloro che hanno reso possibile questa bellissima serata, nella speranza che si possa ripetere in un futuro non troppo lontano.
Lino Spadaccini
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