Nella nostra città sono custoditi i corpi di tre Santi Martiri: San Cesario e San Fortunato all’interno della chiesa di S. Maria Maggiore e San Teodoro attualmente custodito nella cappella laterale destra della chiesa del Carmine.
Inizialmente il Santo era conservato sull’unico altare dell’omonima chiesa situata in via S. Teodoro, fatta costruire nel 1734 da Carlo De Nardis. La chiesa è chiusa al culto ormai da molti anni e il corpo del Santo è stato trasferito nella chiesa del Carmine. Alcuni anni fa sono stati effettuati alcuni interventi di restauro, ma la chiesa non è stata mai riaperta al culto ne utilizzata per altre attività, così come preannunciato, a parte qualche volta che viene utilizzata dalle persone che abitano nelle vicinanze come stendi biancheria (scusate la polemica, ma l’ho visto con i miei occhi).
Dell’arrivo della salma a Vasto, possiamo leggere alcune memorie in uno stralcio di lettera indirizzata a D. Francescantonio Marchesani, dove sono riportate alcune notizie tratte dal Libro della Venerabile Confraternita della SS. Annunziata del Vasto.
Il feretro del Santo, vestito da guerriero, giunse da Roma il 4 dicembre 1751, avendolo ottenuto Carlo De Nardis. Dopo aver sostato per qualche ora nella cappella della Madonna delle Grazie, fu portato processionalmente per essere introdotto con solenne ingresso nella città.
A Porta Nuova il popolo vastese presentò le chiavi della città al Santo, innalzandolo a protettore.
Lino Spadaccini
Inizialmente il Santo era conservato sull’unico altare dell’omonima chiesa situata in via S. Teodoro, fatta costruire nel 1734 da Carlo De Nardis. La chiesa è chiusa al culto ormai da molti anni e il corpo del Santo è stato trasferito nella chiesa del Carmine. Alcuni anni fa sono stati effettuati alcuni interventi di restauro, ma la chiesa non è stata mai riaperta al culto ne utilizzata per altre attività, così come preannunciato, a parte qualche volta che viene utilizzata dalle persone che abitano nelle vicinanze come stendi biancheria (scusate la polemica, ma l’ho visto con i miei occhi).
Dell’arrivo della salma a Vasto, possiamo leggere alcune memorie in uno stralcio di lettera indirizzata a D. Francescantonio Marchesani, dove sono riportate alcune notizie tratte dal Libro della Venerabile Confraternita della SS. Annunziata del Vasto.
Il feretro del Santo, vestito da guerriero, giunse da Roma il 4 dicembre 1751, avendolo ottenuto Carlo De Nardis. Dopo aver sostato per qualche ora nella cappella della Madonna delle Grazie, fu portato processionalmente per essere introdotto con solenne ingresso nella città.
A Porta Nuova il popolo vastese presentò le chiavi della città al Santo, innalzandolo a protettore.
Lino Spadaccini
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