sabato 12 dicembre 2009

I ROSSETTI E L'ITALIA: CONCLUSI I LAVORI, DECISIVO PASSO AVANTI NELLA CONOSCENZA DI QUESTA FAMIGLIA DI ARTISTI

Ha chiuso i battenti questa mattina il Convegno Internazionale di Studi “I Rossetti e l’Italia”, promosso dal Centro Europeo di Studi Rossettiani diretto dal prof. Gianni Oliva.
Tre giorni decisamente intensi che hanno visto l’avvicendarsi di ben ventisei relatori, provenienti da facoltà universitarie italiane ed europee. Il merito di questi illustri professori è quello di aver presentato alla platea aspetti della famiglia Rossetti - dal capostipite Gabriele ai quattro figli, Dante Gabriel, Christina, Maria Francesca e William Michael - sicuramente poco conosciuti o, comunque, con un taglio e con una prospettiva diversa rispetto ad interventi precedenti o a pubblicazioni già esistenti.
In particolare, questa mattina, la prof.ssa Paola Spinozzi, dell’Università di Ferrara, ha parlato di William Michael Rossetti e delle numerose schede lunghe e articolate, pubblicate sull’Encyclopaedia Britannica del 1911, sui pittori italiani dal Duecento al Settecento, rivelando un decisa maturità critica.
Il prof. Paolo De Ventura della University of Birmingham ha illustrato la figura di Maria Francesca Rossetti. La maggiore dei quattro fratelli, ha pubblicato il suo primo libricino “On the death of Lady Gwendalina” nel 1841, all’età di soli 14 anni; altri ne pubblica negli anni successivi, tra cui anche due di grammatica italiana, ma il libro più rappresentativo è senz’altro “A shadow of Dante” (l’ombra di dante), pubblicato nel 1871. La copertina è stata progettata da Dante Gabriel, anche se il bozzetto iniziale e dell’altro fratello, William Michael.
All’interno del libro c’è un’interessante immagine, formata da due figure e un’ombra: le due figure sono Dante giovane e Dante maturo (tratto dalla maschera mortuaria del poeta fiorentino), mentre l’ombra è l’insieme delle due figure precedenti. Il libro è dedicato alla memoria del padre, anche se Maria Francesca non ne segue la sua interpretazione mistico-allegorica.
Molto interessanti anche gli interventi di Eleonora Sasso della D’Annunzio di Chieti su Dante Gabriel, Boccaccio e Madonna Fiammetta, e quello di Raffaella Antinucci, dell’Università Parthenope di Napoli, sul preraffaellismo crepuscolare di D’Annunzio e Gozzano.
Ha chiuso il convegno il giovane e brillante Mirko Menna con un interessante viaggio nel lessico familiare rossettiano, dove si respirava un’aria tipicamente italiana e non inglese. Gabriele Rossetti in famiglia parlava italiano ed i figli rispondevano nella stessa lingua. Lo stesso Dante Gabriel, fino all’età di 15 anni, scriveva al padre in italiano. In alcuni scritti di Christina e Dante Gabriel sono ricorrenti alcune frasi, intercalari o alcune accentuazioni fatte con frasi tipicamente italiane. Al fratello William Michael un giorno Christina scrisse: “Are you still vagheggiando Vasto?”, traducibile in “Stai ancora pensando con piacere di andare a Vasto?”, oppure “My italian is so stentato”.
Non resta che attendere la pubblicazione degli Atti del convegno e nel frattempo rivolgiamo il nostro grazie al prof. Oliva ed a tutto il Comitato Scientifico per il prezioso lavoro che stanno compiendo per una maggiore conoscenza della famiglia Rossetti.
Lino Spadaccini

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