

Vasto può vantare grandi tradizioni di giornalismo, non solo quello legato alla nostra realtà locale con i vari Emilio Monacelli, Luigi Anelli, Espedito Ferrara e Angelo Cianci, ma anche in campo nazionale, con quattro illustri personaggi, che in epoche diverse hanno diretto importanti quotidiani o riviste.
Stiamo parlando di Domenico Rossetti, direttore del Giornale del Taro (poi Gazzetta di Parma), Filoteo d’Ippolito, direttore de La Medicina Pittoresca, Maria Celano del Vasto, direttore del Nuovo Convito e Ettore Janni direttore di varie testate, tra cui il Corriere della Sera.
Domenico Rossetti, fratello di Gabriele, letterato e poeta, visse per diversi anni a Parma, durante la dominazione francese, e in seguito alla profonda stima di cui godeva, il 26 gennaio 1812, con decreto di nomina fu chiamato alla direzione del Giornale del Taro (oggi Gazzetta di Parma), che ancora oggi vanta il primato di essere il giornale più antico ancora in attività. Il primo numero da lui diretto uscì il successivo 1° febbraio.
In quegli anni, in particolare sotto la direzione di Domenico Rossetti, il giornale presentava numerosi articoli encomiastici per il Bonaparte, oltre a decreti e annunci in lingua francese, interessanti anche gli articoli letterali, artistici e di teatro, molti dei quali portavano la firma dello stesso Rossetti.
Nato a Vasto nel 1802, Filoteo d’Ippolito fu rinomato e stimato dottore in Medicina e Chirurgia. Ricoprì la carica di sindaco nella nostra città dal 1860 al 1868.
Intorno al 1840 diede alle stampe “La Medicina pittoresca, ossia raccolta completa di Tavole litografiche colorate di Anatomia, Patologia, Medicina operatoria, Ostetricia, Materia medica, ecc. con un testo esplicativo esteso contenente le descrizioni degli organi, delle malattie, delle operazioni ed istrumenti di Chirurgia, delle piante medicinali ecc. tradotta dal francese, arricchita di note e di molti articoli nuovi da Filoteo d’Ippolito”, ma come tiene a precisare Luigi Marchesani, non si tratta di una semplice traduzione, ma di un’opera fatta italiana, corretta e migliorata.
Per circa sette anni la vastese Maria Celano del Vasto, figlia di Emilio Celano, diresse la rivista illustrata “Nuovo Convito”, ricco di saggi danteschi e interventi letterari di rilievo ed alcuni interessanti numeri speciali, tra cui uno interamente dedicato alla Dalmazia.
Qualche parola anche per Ettore Janni, di cui parleremo più diffusamente in altre occasioni. Nato a Vasto nel 1875, a Chieti (1899-1900) diresse il suo primo giornale “Il Novello”. Dopo il suo trasferimento a Milano, nel 1903 fu assunto al Corriere della Sera con l’incarico di curare principalmente la rubrica letteraria e di costume. “Dal 1925 egli visse di studi, ricerche, di evocazioni”, ricorda Paolo Lecaldano in Poeti minori dell’Ottocento, vol.4, “ma la sua cura più assidua e la sua maggiore risorsa fu la redazione tutta di suo pugno, dalla prima all’ultima pagina di una rivista di storia della medicina e di divulgazioni sanitarie – Il Giardino di Esculapio – da lui rivolta più alla mente che al corpo, in verità, e in cui, attraverso un lavoro gigantesco, raccolse somme di esperienze e profuse tesori di saggezze”.
Caduto il fascismo, a partire dal 26 luglio del 1943 assunse la direzione del Corriere della Sera; era in carica l’8 settembre, quando fu dichiarato l’Armistizio. Il giorno successivo abbandonò l’incarico e fu costretto a riparare in Svizzera per sfuggire alla caccia dei nazisti che avevano messo una taglia sulla sua testa. Dopo la guerra fu direttore del quotidiano liberale milanese “La Libertà”.
Lino Spadaccini
Domenico Rossetti, fratello di Gabriele, letterato e poeta, visse per diversi anni a Parma, durante la dominazione francese, e in seguito alla profonda stima di cui godeva, il 26 gennaio 1812, con decreto di nomina fu chiamato alla direzione del Giornale del Taro (oggi Gazzetta di Parma), che ancora oggi vanta il primato di essere il giornale più antico ancora in attività. Il primo numero da lui diretto uscì il successivo 1° febbraio.
In quegli anni, in particolare sotto la direzione di Domenico Rossetti, il giornale presentava numerosi articoli encomiastici per il Bonaparte, oltre a decreti e annunci in lingua francese, interessanti anche gli articoli letterali, artistici e di teatro, molti dei quali portavano la firma dello stesso Rossetti.
Nato a Vasto nel 1802, Filoteo d’Ippolito fu rinomato e stimato dottore in Medicina e Chirurgia. Ricoprì la carica di sindaco nella nostra città dal 1860 al 1868.
Intorno al 1840 diede alle stampe “La Medicina pittoresca, ossia raccolta completa di Tavole litografiche colorate di Anatomia, Patologia, Medicina operatoria, Ostetricia, Materia medica, ecc. con un testo esplicativo esteso contenente le descrizioni degli organi, delle malattie, delle operazioni ed istrumenti di Chirurgia, delle piante medicinali ecc. tradotta dal francese, arricchita di note e di molti articoli nuovi da Filoteo d’Ippolito”, ma come tiene a precisare Luigi Marchesani, non si tratta di una semplice traduzione, ma di un’opera fatta italiana, corretta e migliorata.
Per circa sette anni la vastese Maria Celano del Vasto, figlia di Emilio Celano, diresse la rivista illustrata “Nuovo Convito”, ricco di saggi danteschi e interventi letterari di rilievo ed alcuni interessanti numeri speciali, tra cui uno interamente dedicato alla Dalmazia.
Qualche parola anche per Ettore Janni, di cui parleremo più diffusamente in altre occasioni. Nato a Vasto nel 1875, a Chieti (1899-1900) diresse il suo primo giornale “Il Novello”. Dopo il suo trasferimento a Milano, nel 1903 fu assunto al Corriere della Sera con l’incarico di curare principalmente la rubrica letteraria e di costume. “Dal 1925 egli visse di studi, ricerche, di evocazioni”, ricorda Paolo Lecaldano in Poeti minori dell’Ottocento, vol.4, “ma la sua cura più assidua e la sua maggiore risorsa fu la redazione tutta di suo pugno, dalla prima all’ultima pagina di una rivista di storia della medicina e di divulgazioni sanitarie – Il Giardino di Esculapio – da lui rivolta più alla mente che al corpo, in verità, e in cui, attraverso un lavoro gigantesco, raccolse somme di esperienze e profuse tesori di saggezze”.
Caduto il fascismo, a partire dal 26 luglio del 1943 assunse la direzione del Corriere della Sera; era in carica l’8 settembre, quando fu dichiarato l’Armistizio. Il giorno successivo abbandonò l’incarico e fu costretto a riparare in Svizzera per sfuggire alla caccia dei nazisti che avevano messo una taglia sulla sua testa. Dopo la guerra fu direttore del quotidiano liberale milanese “La Libertà”.
Lino Spadaccini
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