venerdì 23 ottobre 2009

Presentato il piano di recupero del Centro Storico da parte del prof. Cervellati




Ieri sera è stato presentato il Piano di recupero del centro storico da parte dell’architetto Pier Luigi Cervellati.
Erano anni che non si vedeva la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos così affollata: oltre alla presenza di assessori e consiglieri comunali, tecnici e politici bipartisan, erano presenti anche tanti cittadini comuni, che prima dell’incontro hanno visionato e commentato con interesse i tanti pannelli allestiti lungo le pareti, contenenti mappe, grafici, disegni tecnici e soluzioni propositive.
Ha preso subito la parola il sindaco Luciano Lapenna, il quale ha ringraziato i presenti ed è entrato subito in argomento: “Affrontiamo oggi un impegno che ci eravamo dati qualche anno fa, ovvero quello di dare al centro storico un piano di riqualificazione per quella parte urbanisticamente più importante della nostra città. Non era più pensabile non avere questo piano per Vasto, che è una città d’arte, una delle perle dell’Adriatico con uno stupendo centro storico. I disegni e le mappe, insieme al regolamento”, a proseguito il Sindaco, “sono a disposizione di tutti i cittadini per un certo numero di giorni. Ci aspettiamo critiche, osservazioni, consigli e si spera che entro la fine di questo anno si possa arrivare in Consiglio Comunale per la sua definitiva approvazione”.
Dopo l’intervento del Sindaco ha preso la parola l’architetto Cervellati, che ha dimostrato sicuramente una vasta preparazione ed una capacità espositiva piacevole e comprensibile anche per i non tecnici: “Mi sono meravigliato questa sera perché ci sono tante persone che vengono ad ascoltare argomenti sulla loro Città e sull’assetto urbanistico”, ha esordito l’architetto Cervellati, “Questa sera non ci sono solo architetti, ma un po’ tutti i cittadini perché la Città è dei cittadini. Nel centro storico il numero di abitanti è notevolmente sceso, oggi si contano circa 2500 persone e credo sarebbe un buon risultato, a piano operante, se la popolazione nei prossimi cinque o sei anni, non diminuisse, ma almeno che rimanesse stazionaria. Ma oltre agli abitanti è importante anche la parte commerciale, le botteghe per intenderci, perché una città storica, ricca di arte, di chiese e di musei, senza le botteghe è una città destinata a morire”.
A questo punto l’architetto ha commentato una serie di mappe e grafici a partire da quella del 1807, che rappresenta la prima vera mappa della città attendibile e reale, per poi passare alle successive mappe catastali del 1875, del 1936 fino ai giorni nostri. L’architetto Cervellati ha anche illustrato alcuni esempi di recupero del centro storico con particolare evidenza dell’attuale mercato del pesce e della verdura (ex convento di Santa Chiara), la zona nei pressi di Torre Diamante, Piazzale Histonium e Via Vittorio Veneto, con la serie di case a schiera, che ricorda un po’ lo stile inglese del Settecento.
A seguire ha preso la parola l’ing. Marino che ha illustrato la Proposta della mobilità con lo scopo di definire le modalità di accesso e movimento all’interno dell’area urbana appartenente alla città storica. Una viabilità sicuramente difficile a causa della mancanza dei marciapiedi (per circa il 70%) e per la presenza di molte strade strette a significare che il pedone non ha garantiti gli standard minimi di sicurezza.
Sicuramente nei prossimi giorni la discussione non mancherà di animarsi attraverso critiche, speriamo costruttive, volte al bene non dei singoli, ma dell’intera collettività.
Lino Spadaccini

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