

TUFFO NEL PASSATO "NGHI LU DIALETTE UASTAREULE"
Questi ultimi mesi rappresentano un periodo decisamente prolifico per quanto riguarda le pubblicazioni inerenti il dialetto: dopo “La Zippanne”, raccolta di aneddoti e poesie in dialetto abruzzese di Gianluigi Delli Quadri e il “Manuale di conversazione vastese” di Pino Jubatti, solo per citare le ultime, da qualche giorno è in vendita presso le librerie “Vit’e Mmare”, poesie dialettali vastesi di Anna Stivaletta Artese.
Nata a Vasto, dove risiede con la propria famiglia, l’autrice attualmente è iscritta all’associazione culturale “Università delle tre età” e collabora al giornale “La Notizia”. Ha tenuto anche un seminario sul dialetto vastese, che ha riscosso molto successo.
Il libro, dedicato “Ai Vastesi emigrati nel mondo”, è una vera e propria antologia di poesie in vernacolo che abbracciano un periodo che va dalla fine degli anni settanta fino ai giorni nostri.
“Mi complimento con lei per la delicatezza dell’accento, il garbo e la musicalità dei versi”, scrive Gianni Oliva nella presentazione, “Vi ho trovato una spontanea vena creativa, l’amore per le radici, per le tradizioni e le consuetudini di una terra amata profondamente”.
E questo traspare dalla lettura di tutte le poesie “scritte con spontaneità, col linguaggio del cuore e della mente”, come afferma l’autrice stessa, “È un modo sincero per esprimere il mio amore per la mia terra, la mia gente e il suo folclore”.
Apre la pubblicazione un omaggio alla amata Vasto, scritto nel 1979 (Cand’arivìnghe / a lu Uašte / da la vèjje de la marèine, / lu pajèse mé / me se pare ‘nnènze / ‘ngirlandàte de lìuce, / sott’ a nu cèle / puntijète de štalle), segue un inno al santo patrono San Michele (Scampanijète di campan’ e botte / spar’ e rutell’ e band’ e bandarèlle, / vergin’ e virginèlle, ‘m pricissijàune / annenz’ e ‘rret’ a lu Prutittàure), e ancora ricordi e sentimenti che nascono dal cuore, e una profonda nostalgia quando,
a causa della lontananza dalla città natale per motivi di lavoro, è stata costretta ad abbandonare la parlatura dialettale, ma con il ritorno a Vasto “mi vujje sfuhà / e vujj’ariparlè / la lènga uaštarèule”, perché “La lènga pajsàne…/ e dògge dàgge / asciàgne / a lu cuére / di chi ti vó’ bbéne”.
Un libro sicuramente da acquistare, leggere e conservare. Il libro, stampato per i tipi della Cannarsa Editore, è composto da 64 pagine ed è in vendita al prezzo di 10,00 euro.
Lino Spadaccini
Nata a Vasto, dove risiede con la propria famiglia, l’autrice attualmente è iscritta all’associazione culturale “Università delle tre età” e collabora al giornale “La Notizia”. Ha tenuto anche un seminario sul dialetto vastese, che ha riscosso molto successo.
Il libro, dedicato “Ai Vastesi emigrati nel mondo”, è una vera e propria antologia di poesie in vernacolo che abbracciano un periodo che va dalla fine degli anni settanta fino ai giorni nostri.
“Mi complimento con lei per la delicatezza dell’accento, il garbo e la musicalità dei versi”, scrive Gianni Oliva nella presentazione, “Vi ho trovato una spontanea vena creativa, l’amore per le radici, per le tradizioni e le consuetudini di una terra amata profondamente”.
E questo traspare dalla lettura di tutte le poesie “scritte con spontaneità, col linguaggio del cuore e della mente”, come afferma l’autrice stessa, “È un modo sincero per esprimere il mio amore per la mia terra, la mia gente e il suo folclore”.
Apre la pubblicazione un omaggio alla amata Vasto, scritto nel 1979 (Cand’arivìnghe / a lu Uašte / da la vèjje de la marèine, / lu pajèse mé / me se pare ‘nnènze / ‘ngirlandàte de lìuce, / sott’ a nu cèle / puntijète de štalle), segue un inno al santo patrono San Michele (Scampanijète di campan’ e botte / spar’ e rutell’ e band’ e bandarèlle, / vergin’ e virginèlle, ‘m pricissijàune / annenz’ e ‘rret’ a lu Prutittàure), e ancora ricordi e sentimenti che nascono dal cuore, e una profonda nostalgia quando,
a causa della lontananza dalla città natale per motivi di lavoro, è stata costretta ad abbandonare la parlatura dialettale, ma con il ritorno a Vasto “mi vujje sfuhà / e vujj’ariparlè / la lènga uaštarèule”, perché “La lènga pajsàne…/ e dògge dàgge / asciàgne / a lu cuére / di chi ti vó’ bbéne”.
Un libro sicuramente da acquistare, leggere e conservare. Il libro, stampato per i tipi della Cannarsa Editore, è composto da 64 pagine ed è in vendita al prezzo di 10,00 euro.
Lino Spadaccini
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