Si è discusso molto di Civeta in consiglio comunale oggi. E sono stati anche approvati due provvedimenti: un ordine del giorno che impegna il Sindaco a fare pressione verso la Provincia e la Regione per una soluzione dei problemi dell’ente consortile; e una delibera che istituisce una Commissione Speciale Temporanea per esaminare la pregressa situazione debitoria del Civeta e formulare proposte operative per il salvataggio dell’ente.
Hanno partecipato al Consiglio anche il presidente del CdA Sgrignoli e l’assessore provinciale Caporrella, i quali hanno illustrato la situazione del Civeta e dato una ricetta per andare avanti nel futuro.
Per essere più chiari dividiamo in due i problemi del Civeta: da un lato c’è la situazione finanziaria, dall’altro l’autorizzazione della nuova vasca che permette di proseguire con l’attività.
I debiti contratti dall’Ente sono di circa 4 milioni di euro accumulati in buona parte per il conferimento dei rifiuti all’impianto di Cerratina a Lanciano. In che modo? Se Civeta incassa per es. 100 da un suo Comune per lo smaltimento, dovendo smaltire a Cerratina deve pagare 200. La differenza finisce come debito dell’ente. Ma siccome l’ente è consortile, i debiti lo devono pagare i Comuni, vale a dire i cittadini, con un probabile aumento di tariffe.
Per ripianare i debiti è stato chiesto all’impianto di Cerratina un rientro in tre anni, che si potrebbe realizzare se – come ha detto il presidente del CdA Sgrignoli - i consigli comunali deliberano in tal senso e offrono conseguenti garanzie alle banche. Nel piano di salvataggio dell’Ente c’è anche una riduzione del 30% del personale, l’obbligo da parte di alcuni comuni, come San Salvo, a pagare una tariffa adeguata per la raccolta dei rifiuti. (Tanto per intenderci, noi paghiamo Pulchra e Civeta, San Salvo paga solo Civeta con tariffe al di sotto degli effettivi costi. San Salvo guadagna, Vasto paga i debiti).
Per ridurre i debiti contratti con Cerratina ci potrebbe anche essere una via di uscita: uno “scambio di volumetrie”, nel senso che ora Cerratina fa smaltire i rifiuti di Civeta, in futuro Civeta farà smaltire gli stessi volumi provenienti da Cerratina.
Il tutto però verte sull’apertura della nuova vasca di Civeta. A detta dell’assessore provinciale Caporrella il Civeta ha sempre fatto le cose e poi chiesto l’autorizzazione. “E’ come quando si fa prima la casa abusiva e poi si chiede la regolarizzazione”. Ora si sta cercando di accelerare i vari iter burocratici per dare al Consorzio le necessarie autorizzazioni anche se le difficoltà sono molte.
Nel dibattito è anche venuto fuori che anche altri comuni che hanno conferito rifiuti al Civeta (per esempio Teramo) hanno pagato tariffe inferiori ai costi reali dell’ente e che si sta studiando tramite l’Ato di costituire un solo ente tra Vasto e Lanciano per la gestione dei rifiuti. In tutte le soluzioni c’è nell’aria un aumento dei costi di gestione con conseguente aumento delle tariffe a carico dei cittadini.
Nicola D’Adamo
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