
Se non ancora vi è chiaro che cos'è il Toson D'Oro, leggete questa pagina
Il Toson d’Oro
di Nicola D'Adamo
dal volume "Lo ScopriVasto"
Ogni anno si svolge a Vasto la rievocazione storica chiamata il “Toson d’Oro”.
La manifestazione è stata ideata nel 1987 dall’arch. Francescopaolo D’Adamo per ricordare i fasti della famiglia d’Avalos.
L’ordine del “Toson d’Oro” fu fondato nel 1429. In tre secoli divenne la più alta onorificenza in Europa e veniva conferita soltanto ai re, ai principi reali ed ai personaggi della più illustre nobiltà europea. Nel 1723 il Marchese Cesare Michelangelo D’Avalos ricevette l’incarico, da parte dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, di consegnare in prima persona la collana del Toson d’Oro al principe Fabrizio Colonna, capo della storica famiglia romana. Il Marchese volle fare la cerimonia a Vasto, piccola capitale del suo stato feudale, per mostrare all’ospite romano ed ai molti nobili invitati le ricchezze della sua casa e le magnificenze di cui amava circondarsi.
Le cerimonie e le feste per questo importante avvenimento si svolsero a Vasto dal 23 ottobre al 2 novembre 1723.
LA CERIMONIA DI CONSEGNA. Il 23 ottobre il principe romano Fabrizio Colonna giunse a Vasto con un corteo di 186 cavalli tutti riccamente bardati. All’arrivo fu accolto dagli spari a salve dei 57 pezzi di artiglieria del castello, dal suono festoso delle campane, dallo scoppio di mortaretti. La mattina di domenica 24 ottobre 1723 avvenne la cerimonia di consegna (detta
“collazione”) del Toson d’Oro nella camera di udienza di Palazzo D’Avalos. Il Principe Colonna inginocchiato, promise fedeltà e ricevette dal Marchese la collana del Toson d’Oro. Seguirono il Te Deum del Coro, il suono delle campane,lo sparo delle artiglierie del castello, le scariche a salve delle truppe ammassate nelle piazze circostanti.
Nel frattempo dalle finestre e dal balcone centrale di Palazzo d’Avalos vennero “gettate al popolo gran quantità di pane, formaggi, salame e altri commestibili”, mentre le sei cannelle della fontana grande (allora davanti S. Giuseppe, ora in piazza Barbacani), versarono vino bianco e rosso per 5 ore consecutive.
Fuori del Palazzo i festeggiamenti popolari proseguirono con i giochi della
cuccagna e della tombola, il “lauto rinfresco a tutto il popolo”, l’incendio di una macchina pirotecnica. A sera ancora musica. E da tutte le finestre del Palazzo si accesero centinaia di torce di cera lasciate poi ardere interamente.
UNA SETTIMANA DI FESTA. Sfarzo e magnificenza caratterizzarono il soggiorno del Principe Colonna a Vasto. Le cronache raccontano che per tutti i giorni successivi (fino al 2 novembre) ci sono stati scambi di doni, spettacoli musicali serali, cene di gala al Palazzo per i numerosi nobili convenuti a Vasto. Molte anche le visite alle ville di campagna e le battute di caccia con oltre 500 ospiti. Per il popolo invece c’erano i festeggiamenti popolari in piazza. Il marchese Cesare Michelangelo d’Avalos per questa sfarzosa cerimonia spese tanti soldi da avere successivamente grosse difficoltà finanziarie. Per coprire i suoi debiti fu costretto a vendere molte proprietà del suo feudo.
Ogni anno si svolge a Vasto la rievocazione storica chiamata il “Toson d’Oro”.
La manifestazione è stata ideata nel 1987 dall’arch. Francescopaolo D’Adamo per ricordare i fasti della famiglia d’Avalos.
L’ordine del “Toson d’Oro” fu fondato nel 1429. In tre secoli divenne la più alta onorificenza in Europa e veniva conferita soltanto ai re, ai principi reali ed ai personaggi della più illustre nobiltà europea. Nel 1723 il Marchese Cesare Michelangelo D’Avalos ricevette l’incarico, da parte dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, di consegnare in prima persona la collana del Toson d’Oro al principe Fabrizio Colonna, capo della storica famiglia romana. Il Marchese volle fare la cerimonia a Vasto, piccola capitale del suo stato feudale, per mostrare all’ospite romano ed ai molti nobili invitati le ricchezze della sua casa e le magnificenze di cui amava circondarsi.
Le cerimonie e le feste per questo importante avvenimento si svolsero a Vasto dal 23 ottobre al 2 novembre 1723.
LA CERIMONIA DI CONSEGNA. Il 23 ottobre il principe romano Fabrizio Colonna giunse a Vasto con un corteo di 186 cavalli tutti riccamente bardati. All’arrivo fu accolto dagli spari a salve dei 57 pezzi di artiglieria del castello, dal suono festoso delle campane, dallo scoppio di mortaretti. La mattina di domenica 24 ottobre 1723 avvenne la cerimonia di consegna (detta
“collazione”) del Toson d’Oro nella camera di udienza di Palazzo D’Avalos. Il Principe Colonna inginocchiato, promise fedeltà e ricevette dal Marchese la collana del Toson d’Oro. Seguirono il Te Deum del Coro, il suono delle campane,lo sparo delle artiglierie del castello, le scariche a salve delle truppe ammassate nelle piazze circostanti.
Nel frattempo dalle finestre e dal balcone centrale di Palazzo d’Avalos vennero “gettate al popolo gran quantità di pane, formaggi, salame e altri commestibili”, mentre le sei cannelle della fontana grande (allora davanti S. Giuseppe, ora in piazza Barbacani), versarono vino bianco e rosso per 5 ore consecutive.
Fuori del Palazzo i festeggiamenti popolari proseguirono con i giochi della
cuccagna e della tombola, il “lauto rinfresco a tutto il popolo”, l’incendio di una macchina pirotecnica. A sera ancora musica. E da tutte le finestre del Palazzo si accesero centinaia di torce di cera lasciate poi ardere interamente.
UNA SETTIMANA DI FESTA. Sfarzo e magnificenza caratterizzarono il soggiorno del Principe Colonna a Vasto. Le cronache raccontano che per tutti i giorni successivi (fino al 2 novembre) ci sono stati scambi di doni, spettacoli musicali serali, cene di gala al Palazzo per i numerosi nobili convenuti a Vasto. Molte anche le visite alle ville di campagna e le battute di caccia con oltre 500 ospiti. Per il popolo invece c’erano i festeggiamenti popolari in piazza. Il marchese Cesare Michelangelo d’Avalos per questa sfarzosa cerimonia spese tanti soldi da avere successivamente grosse difficoltà finanziarie. Per coprire i suoi debiti fu costretto a vendere molte proprietà del suo feudo.
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