Sono passati sei mesi da quando, attraverso un comunicato stampa, si era dato il termine di “non oltre sei mesi” per l’utilizzo della sala Michelangelo come luogo temporaneo per la promozione della raccolta differenziata.
Ovviamente, come era lecito aspettarsi, i sei mesi sono passati, e non si sente neanche parlare di ridare alla Sala Michelangelo, l’unico ambiente veramente in possesso di alcuni requisiti necessari a definire uno spazio in senso propriamente espositivo e degno di ospitare dignitose mostre temporanee.
L’amministrazione comunale, con il comunicato stampa datato 29 gennaio 2009, aveva prontamente risposto ad una preoccupante lettera aperta scritta dagli artisti e operatori culturali della città, affermando la necessità dell’utilizzo della Sala Michelangelo per avere un idoneo spazio per promuovere la prima fase di promozione della raccolta “attraverso la proiezione di filmati, materiale informativo, video, convegni, ecc. ecc.”, perché a detta degli esperti “il luogo deve essere culturale, accogliente e bello”.
Francamente viene da sorridere a rileggere il comunicato, e quello che è certo che ancora una volta Vasto ha disatteso di essere “una città d’arte e cultura”, come si legge sui cartelli di benvenuto all’ingresso del centro abitato, e tutto quello che si sta facendo, o meglio “che non si sta facendo”, in questi ultimi mesi, sta andando verso questa direzione.
Ma su questo argomento torneremo molto presto.
Lino Spadaccini
Ovviamente, come era lecito aspettarsi, i sei mesi sono passati, e non si sente neanche parlare di ridare alla Sala Michelangelo, l’unico ambiente veramente in possesso di alcuni requisiti necessari a definire uno spazio in senso propriamente espositivo e degno di ospitare dignitose mostre temporanee.
L’amministrazione comunale, con il comunicato stampa datato 29 gennaio 2009, aveva prontamente risposto ad una preoccupante lettera aperta scritta dagli artisti e operatori culturali della città, affermando la necessità dell’utilizzo della Sala Michelangelo per avere un idoneo spazio per promuovere la prima fase di promozione della raccolta “attraverso la proiezione di filmati, materiale informativo, video, convegni, ecc. ecc.”, perché a detta degli esperti “il luogo deve essere culturale, accogliente e bello”.
Francamente viene da sorridere a rileggere il comunicato, e quello che è certo che ancora una volta Vasto ha disatteso di essere “una città d’arte e cultura”, come si legge sui cartelli di benvenuto all’ingresso del centro abitato, e tutto quello che si sta facendo, o meglio “che non si sta facendo”, in questi ultimi mesi, sta andando verso questa direzione.
Ma su questo argomento torneremo molto presto.
Lino Spadaccini
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