


Il 19 luglio di 73 anni fa (1936) veniva ordinato sacerdote Don Felice Piccirilli.
Sono ancora in tanti a ricordare con affetto e stima la figura del sacerdote, che per tanti anni ha guidato la parrocchia di San Giuseppe, non solo nelle attività pastorali e come ferma guida spirituale, ma anche per le grandi opere fortemente volute e realizzate con il contributo di tutta la comunità parrocchiale: la Casa del Fanciullo, nell’immediato dopoguerra, e la Domus Pacis, costruita tra il 1959 ed il 1961.
Due monografie a lui dedicate, scritte la prima dal preside Nicola D’Adamo nel 1988, la seconda da Don Antonio Bevilacqua nel 1993, un’opera in bronzo realizzata dell’artista Antonio Di Spalatro ed un convegno organizzato nel maggio dello scorso anno, in occasione del quarantesimo dalla morte, dimostrano tutto l’affetto non solo di una comunità, ma dell’intera cittadinanza.
“Don Felice Piccirilli ha avuto dal Signore due doni: la fede e la carità”, così lo ricordava il compianto Renato Terpolilli nel 1988, “La fede perché potesse divulgarla in ogni istante della vita; la carità perché potesse accogliere nella casa di Dio gli umili e i diseredati. Sempre pronto a correre in aiuto degli altri, incapace di condizionare il suo aiuto a degli atteggiamento obbligati o contrari alla volontà del fratello bisognoso, non perché ne pretendesse cambiamenti alle abitudini, o conversioni, ma solo per una innata pietà per i poveri e per una evangelica comunione verso una particella del creato di Dio”.
Lino Spadaccini
Sono ancora in tanti a ricordare con affetto e stima la figura del sacerdote, che per tanti anni ha guidato la parrocchia di San Giuseppe, non solo nelle attività pastorali e come ferma guida spirituale, ma anche per le grandi opere fortemente volute e realizzate con il contributo di tutta la comunità parrocchiale: la Casa del Fanciullo, nell’immediato dopoguerra, e la Domus Pacis, costruita tra il 1959 ed il 1961.
Due monografie a lui dedicate, scritte la prima dal preside Nicola D’Adamo nel 1988, la seconda da Don Antonio Bevilacqua nel 1993, un’opera in bronzo realizzata dell’artista Antonio Di Spalatro ed un convegno organizzato nel maggio dello scorso anno, in occasione del quarantesimo dalla morte, dimostrano tutto l’affetto non solo di una comunità, ma dell’intera cittadinanza.
“Don Felice Piccirilli ha avuto dal Signore due doni: la fede e la carità”, così lo ricordava il compianto Renato Terpolilli nel 1988, “La fede perché potesse divulgarla in ogni istante della vita; la carità perché potesse accogliere nella casa di Dio gli umili e i diseredati. Sempre pronto a correre in aiuto degli altri, incapace di condizionare il suo aiuto a degli atteggiamento obbligati o contrari alla volontà del fratello bisognoso, non perché ne pretendesse cambiamenti alle abitudini, o conversioni, ma solo per una innata pietà per i poveri e per una evangelica comunione verso una particella del creato di Dio”.
Lino Spadaccini
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