venerdì 17 luglio 2009

Pasquino al mare

da G.F.Pollutri riceviamo e pubblichiano

Pasquino al mare
Disteso in riva al mare sul giornale, leggo
Di ratafià aquilano dolce liquore offerto
alle first-lady del mondo G8 accolte
per qualche lacrima da versare con obolo
su ruderi e calcine, a pro degli attendati …
Qui nel Vasto, gastalda città d’Aymone,

non se se fessi (noi), se furbi o bizantini
loro, sindaco, consiglieri, presta nomi
e assessori dichiarano, firmano poi negano
al primo cittadino la “carta bianca”,
troppo straccia e poca per rincartare
cocci, mugugni di primeggiare, disattese voglie.
Gioca ancora a sera ostinato il bimbo

Con sue formelle colorate in spiaggia
e “chissà” penso “se a Palazzo del Comune
o alle Piazze il gioco riesce meglio”
“chissà se avremo domani nuova riformata lista,
o disfatta ribattuta rena …scogne e alghe”
Chissà, mi dico, con le gambe a guazzo

a riva, guardando il sole che se ne va dietro
a San Michele nostro,
e penso che se la notte
è certa (e la Commedia ricorrente pure),
un nuovo giorno ci darà sicura ragione
di vivere e sperare nel senno tardivo di poi,
ma il dubbio, confesso, è ….grande assai.
Ci resta il mare, di certo, ancora il mare!

Giuseppe F. Pollutri

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