Il 4 luglio del 1902 venne scoperta una lapide (ancora oggi visibile su un lato di Palazzo d’Avalos) in onore dei patrioti vastesi Giuseppe Ricci, Antonio Bosco e Gaetano Marchesani.
Dettata da Mario Rapisardi, poeta catanese, la lapide venne scoperta in occasione del 1° centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, durante una seguita e commovente cerimonia a cui presero parte le maggiori autorità cittadine e le varie società vastesi dell’epoca, quali la Società di Tiro a Segno, in qualità di organizzatrice della manifestazione, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e la Società della Stella Azzurra.
Sul manifesto pubblicato per l’occasione, a firma di Gelsomino Zaccagnini, presidente della società di Tiro a Segno, da lui istituita nel 1902, si legge:
“CITTADINI!
Nel giorno che ricorda la nascita di Colui, che giustamente fu detto il Cavaliere dell’Umanità, all’omaggio della Nazione, al pensiero di tutto il mondo civile uniscasi il palpito vostro fervido e devoto, in questa che è solenne festa dei cuori e della patria, e degna consacrazione dei tre generosi nostri fratelli, martiri del dovere e dell’ideale, esempi purissimi di abnegazione e di fede!”.
Giuseppe Ricci nacque a Vasto il 17 marzo 1844 dalla nobile ed agiata famiglia dei Conti Ricci. A quindici anni scrisse un Canto agli uomini illustri d’Italia dove Giuseppe vedeva l’unità della nostra penisola sotto Vittorio Emanuele. Nel 1860, ispirato dalle imprese di Giuseppe Garibaldi, scrisse un Inno di Guerra che così recita:
Sorgiamo, o fratelli: - dall’Alpi ai tre mari.
Su, tutti frementi – snudiamo gli acciari;
Su, tutti animosi – corriamo al Po.
Arruolatosi nei garibaldini per la campagna romana del 1867, fece parte della colonna del Frigesy. A Monterotondo combattè valorosamente insieme ai suoi compagni, rendendosi protagonista della vittoria. Tre giorni dopo, il 3 novembre 1867, nella battaglia di Mentana, il Ricci fu uno dei primi a cadere sotto i colpi dei francesi. E così svanì il suo forte desiderio, per il quale aveva combattuto, di vedere tutta l’Italia riunita.
Antonio Bosco nacque a Vasto il 3 febbraio 1843 da Pietro e Maria Nicola Gileno.
Arruolato nel 39° reggimento fanteria, al comando del colonnello Belly, combatté il 20 settembre 1870 sotto le mura di Roma dove persero la vita 32 italiani, mentre 143 rimasero feriti, tra i quali il nostro Antonio Bosco, che rimediò una ferita mortale alla gamba destra. Morì cinque mesi più tardi.
Gaetano Marchesani nacque a Vasto il 25 aprile 1842 da Filippo ed Eleonora Scopa, famiglia di marinai e sul mare morì il 20 luglio 1866 combattendo valorosamente nella triste battaglia di Lissa, tra la flotta italiana comandata dall’ammiraglio Carlo Pellion di Persano e quella austriaca guidata dall’ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.
Lino Spadaccini
Dettata da Mario Rapisardi, poeta catanese, la lapide venne scoperta in occasione del 1° centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, durante una seguita e commovente cerimonia a cui presero parte le maggiori autorità cittadine e le varie società vastesi dell’epoca, quali la Società di Tiro a Segno, in qualità di organizzatrice della manifestazione, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e la Società della Stella Azzurra.
Sul manifesto pubblicato per l’occasione, a firma di Gelsomino Zaccagnini, presidente della società di Tiro a Segno, da lui istituita nel 1902, si legge:
“CITTADINI!
Nel giorno che ricorda la nascita di Colui, che giustamente fu detto il Cavaliere dell’Umanità, all’omaggio della Nazione, al pensiero di tutto il mondo civile uniscasi il palpito vostro fervido e devoto, in questa che è solenne festa dei cuori e della patria, e degna consacrazione dei tre generosi nostri fratelli, martiri del dovere e dell’ideale, esempi purissimi di abnegazione e di fede!”.
Giuseppe Ricci nacque a Vasto il 17 marzo 1844 dalla nobile ed agiata famiglia dei Conti Ricci. A quindici anni scrisse un Canto agli uomini illustri d’Italia dove Giuseppe vedeva l’unità della nostra penisola sotto Vittorio Emanuele. Nel 1860, ispirato dalle imprese di Giuseppe Garibaldi, scrisse un Inno di Guerra che così recita:
Sorgiamo, o fratelli: - dall’Alpi ai tre mari.
Su, tutti frementi – snudiamo gli acciari;
Su, tutti animosi – corriamo al Po.
Arruolatosi nei garibaldini per la campagna romana del 1867, fece parte della colonna del Frigesy. A Monterotondo combattè valorosamente insieme ai suoi compagni, rendendosi protagonista della vittoria. Tre giorni dopo, il 3 novembre 1867, nella battaglia di Mentana, il Ricci fu uno dei primi a cadere sotto i colpi dei francesi. E così svanì il suo forte desiderio, per il quale aveva combattuto, di vedere tutta l’Italia riunita.
Antonio Bosco nacque a Vasto il 3 febbraio 1843 da Pietro e Maria Nicola Gileno.
Arruolato nel 39° reggimento fanteria, al comando del colonnello Belly, combatté il 20 settembre 1870 sotto le mura di Roma dove persero la vita 32 italiani, mentre 143 rimasero feriti, tra i quali il nostro Antonio Bosco, che rimediò una ferita mortale alla gamba destra. Morì cinque mesi più tardi.
Gaetano Marchesani nacque a Vasto il 25 aprile 1842 da Filippo ed Eleonora Scopa, famiglia di marinai e sul mare morì il 20 luglio 1866 combattendo valorosamente nella triste battaglia di Lissa, tra la flotta italiana comandata dall’ammiraglio Carlo Pellion di Persano e quella austriaca guidata dall’ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.
Lino Spadaccini
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