mercoledì 29 luglio 2009

Cupello: all'università di Napoli riflettori su "Borgo Antico", un nuovo insediamento progettato con il calore del vecchio centro storico


Bassissimo impatto ambientale, assecondando la conformazione morfologica del terreno. Creazione di un borgo e non di un condominio, dando a ciascuno l’ingresso singolo. Salvaguardia dell’aria pura, interponendo alle abitazioni i vicoli di un tempo in cui non passano auto. Valorizzazione della luce solare, dosando i colori delle facciate a seconda della posizione delle abitazioni stesse. Ma soprattutto costruire pensando alle persone nelle abitazioni e non alle abitazioni per le persone. Questi ed altri concetti sono stati illustrati venerdì 24 luglio scorso dall’architetto del Borgo Antico di Cupello (in c.da Polercia, ndr), davanti ad una platea di professori, assistenti e studenti universitari in un corso nella facoltà di scienze politiche alla Federico II di Napoli. Il corso, organizzato dal professor D’Aponte, direttore del dipartimento di analisi delle dinamiche ambientali e territoriali della stessa Università. Finanziato dal Ministero della ricerca scientifica come iniziativa di preminente interesse per la ricerca nazionale, il progetto si è occupato di studiare l’impatto sulla vivibilità urbana delle costruzioni, che non di rado risultano cause o concause delle note situazioni di degrado soprattutto nelle periferie e nella affollate aree urbane. Nonostante la ricerca fosse incentrata sulla realtà socio urbanistica della Campania, il noto docente ha voluto mostrare al qualificato uditorio un esempio abruzzese, dicendo: “Avremmo preferito che Borgo Antico nascesse in questa regione, ma anche se sta sorgendo in Abruzzo lo prendiamo ugualmente ad esempio, perché è un modello unico fondato sulle caratteristiche di vivibilità, illustrate dall’architetto progettista” e richiamate all’inizio. Ovvia la soddisfazione dell’assessore all’urbanistica ed alla cultura del Comune di Cupello, Federica Bruno, che pure ha relazionato a Napoli, spiegando le caratteristiche abitative e territoriali del suo Comune e la politica perseguita dalla locale Amministrazione a salvaguardia del patrimonio ambientale e valoriale esistente. Ancor più soddisfatto, quasi ai limite della commozione, si è mostrato Valentino Paganelli, l’imprenditore (definito “illuminato” dallo stesso D’Aponte) che insieme al socio Renato Coppola, sta realizzando l’intervento. Dopo aver assistito alla “lezione” (i cui stralci sono visibili su www.abruzzodamare.tv), Paganelli ha dichiarato: “Come ha giustamente compreso D’Aponte, che l’ha pure detto nel corso della sua presentazione, noi abbiamo guardato meno alla nostra remunerazione e più alla volontà di fare una cosa diversa, per lanciare al territorio un messaggio insieme imprenditoriale e di tutela ambientale e culturale, di cui siamo orgogliosi e che speriamo venga compreso”. Come tutto ciò che è innovativo e d’avanguardia, forse ci vuole tempo per far passare il messaggio, ma alla fine ci sarà anche il riconoscimento della massa, dopo quello più elitario, che è autorevolmente arrivato dall’Università pubblica più antica d’ Europa e da un luminare non di architettura, ma di scienze politiche. A proposito perché il riconoscimento è arrivato da scienze politiche? Perché –senz’altro – il Borgo Antico di Cupello è da inquadrare più come intervento che impatterà positivamente sul sociale che come mera operazione speculativa.
Orazio Di Stefano

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