domenica 21 giugno 2009

Quando fra' Scatozzo dava i numeri al lotto


A proposito della festa di SANT'ONOFRIO. Si racconta che verso il 1834 viveva nel Convento un tale fra' Scatozzo, un frate poco cristiano, che speculando sulla miseria del prossimo, dava i numeri per giocare al lotto, in cambio di denaro o cibo.
Questo argomento venne ripreso dal poeta vastese Antonio Rossetti, fratello di Gabriele il Tirteo d’Italia, con un arguto componimento.
Ecco le prime tre sestine:

O appassionati dei Reali Lotti,
Che la scienza credete del futuro
Scovrir, darete pria di testa al muro,
E giammai d’essa diverrete dotti!
Somari foste, e tali ognor sarete,
Studiate pur che ciuchi morirete.

Andate, andate su da Fra Scatozzo,
Che per gran cabalista già si spaccia:
Di numeri egli ha colma la bisaccia,
E pieno pieno ancora il manicozzo!
E vi dirà: giuocate nel tal giorno –
Tre, nove, venti... e vincerete un corno.

Si fa prima pregar quel frate astuto,
Poi da’ biglietti a questi ed a quell’altro;
Però tutti diversi, oh frate scaltro!
Eppur da molti dotti li vien creduto!
Oh falso ed impostore monacone
L’impiccherei col proprio suo cordone!

Lino Spadaccini

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