
A proposito della festa di SANT'ONOFRIO. Si racconta che verso il 1834 viveva nel Convento un tale fra' Scatozzo, un frate poco cristiano, che speculando sulla miseria del prossimo, dava i numeri per giocare al lotto, in cambio di denaro o cibo.
Questo argomento venne ripreso dal poeta vastese Antonio Rossetti, fratello di Gabriele il Tirteo d’Italia, con un arguto componimento.
Ecco le prime tre sestine:
O appassionati dei Reali Lotti,
Che la scienza credete del futuro
Scovrir, darete pria di testa al muro,
E giammai d’essa diverrete dotti!
Somari foste, e tali ognor sarete,
Studiate pur che ciuchi morirete.
Andate, andate su da Fra Scatozzo,
Che per gran cabalista già si spaccia:
Di numeri egli ha colma la bisaccia,
E pieno pieno ancora il manicozzo!
E vi dirà: giuocate nel tal giorno –
Tre, nove, venti... e vincerete un corno.
Si fa prima pregar quel frate astuto,
Poi da’ biglietti a questi ed a quell’altro;
Però tutti diversi, oh frate scaltro!
Eppur da molti dotti li vien creduto!
Oh falso ed impostore monacone
L’impiccherei col proprio suo cordone!
Lino Spadaccini
Questo argomento venne ripreso dal poeta vastese Antonio Rossetti, fratello di Gabriele il Tirteo d’Italia, con un arguto componimento.
Ecco le prime tre sestine:
O appassionati dei Reali Lotti,
Che la scienza credete del futuro
Scovrir, darete pria di testa al muro,
E giammai d’essa diverrete dotti!
Somari foste, e tali ognor sarete,
Studiate pur che ciuchi morirete.
Andate, andate su da Fra Scatozzo,
Che per gran cabalista già si spaccia:
Di numeri egli ha colma la bisaccia,
E pieno pieno ancora il manicozzo!
E vi dirà: giuocate nel tal giorno –
Tre, nove, venti... e vincerete un corno.
Si fa prima pregar quel frate astuto,
Poi da’ biglietti a questi ed a quell’altro;
Però tutti diversi, oh frate scaltro!
Eppur da molti dotti li vien creduto!
Oh falso ed impostore monacone
L’impiccherei col proprio suo cordone!
Lino Spadaccini
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