giovedì 25 giugno 2009

Lettere al direttore: Sulle RSA

Da GABRIELE CERULLI riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sulle RSA. Gabriele precisa che interviene non in qualità di giornalista, ma di "operatore geriatrico" che lavora da anni nel settore.

Caro direttore,
non scrivo in qualità di giornalista, nè di commentatore. Ho letto alcune considerazioni sulle Rsa ed in qualità di operatore geriatrico, mi sento in diritto ed in dovere di intervenire. L'argomento, tuttavia, è estremamente delicato, intriso di sentimenti troppo forti per entrare nelle pieghe e nelle piaghe, peraltro contigue ed inestricabili per molti versi. Quanti sanno cos'è veramente una Rsa? Quanti ci sono entrati almeno una volta? Senza queste imprescindibili premesse ogni considerazione sfocia inevitabilmente nella superficialità. Proprietà, direzione, infermieri, operatori geriatrici, fisioterapisti, psicologi, animatori, 80 pazienti e centinaia di familiari ruotano attorno a vite segnate, spesso irrimediabilmente. I servizi erogati e la loro funzionalità contemplano infiniti fattori contingenti. Devono corrispondere ad una quantità di esigenze soddisfatte e personalizzate incommensurabili. Ognuno di noi comunica attraverso gli input della propria struttura mentale, come si può pretendere che non ci siano quotidiane divergenze in un calderone socio economico di tali dimensioni? Intanto sono orgoglioso di lavorare in una Rsa che registra il 2% di dimissioni volontarie dovute all'insoddisfazione del servizio, a fronte di circa 700 ricoveri in 8 anni. Se poi volessimo ridurre insensibilmente la questione su un piano meramente economico finanziario, non potremmo più parlare di sentimenti, di sofferenze da lenire con l'amore, di saggezza dell'anziano come valore inestimabile da alimentare e tutelare. Diventerebbero amenità. Senza i contributi regionali quale imprenditore, a parte Giucas Casella, riuscirebbe a gestire una Rsa con 80 pazienti e 40 dipendenti? Siano aperti 24 su 24 senza barriere perchè non abbiamo nulla da nascondere e molto da vantare. Chi nutre dubbi non deve fare altro che accomodarsi, quando vuole, e vedere con i propri occhi. Farsi un'idea realistica personale che non sarà mai la verità assoluta, come non lo è la mia, nè quella di nessun altro. Il sottoscritto non ha nulla e nessuno da tutelare- E' notorio, anzi pubblico, che con l'azienda ho avuto molti scontri e qualche incontro. Tanto quanto i miei colleghi non mi sono mai aspettato un grazie da chicchessia, ma neppure eleganti e poco velate insinuazioni a mezzo stampa. Grazie per lo spazio dedicato e buon lavoro.
Gabriele Cerulli
P.S. Non essendo mia intenzione dar luogo a dibattiti, non risponderò ad eventuali legittimi commenti, limitandomi a prenderne atto e, se opportuno, a farne tesoro.

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