
Aderci
Ai piedi dell’Erce, alla marina
chiare acque cantano
dove i flutti frangono
il paguro ritroso s’annida.
Di gente nostra ritraccio
sul sentiero i passi,
conservo memoria avita.
Ora mi sommerge l’onda,
un lavraco d’acque
battesimale, come un destino.
Giuseppe F. Pollutri, giugno 2009
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