martedì 8 ottobre 2019

Istituto Figlie della Croce: 60 anni fa l'inaugurazione del nuovo edificio (70 foto storiche)

1959 Via Madonna dell'Asilo non ancora urbanizzata




1959, cerimonia di inaugurazione
di LINO SPADACCINI 


Sessanta anni fa, il 29 settembre del 1959, veniva inaugurato il nuovo Istituto delle figlie della Croce in via Madonna dell’Asilo.
Le Suore delle Figlie della Croce sono presenti nella nostra Città da circa 140 anni, esattamente dal 16 aprile del 1879, quando su invito dell'Arcivescovo di Chieti Mons. Ruffo,tre suore, accompagnate

70 FOTO STORICHE con molti gruppi scolastici >>>
dalla Superiora generale suor St. Roger, iniziarono la loro missione nel Palazzo Tiberi in via Laccetti. Successivamente, nel 1886, a causa della sede insufficiente ad accogliere coloro che desideravano beneficiare dell'opera delle suore, si trasferirono in via Lago, nella casa donata dal canonico Giacomo Tommasi. 
Negli anni successivi le suore presero in carico il fabbricato e lo ristrutturano nel migliore dei modi con stanze e arredamento idoneo per ospitare le classi dell’asilo, della scuola elementare e un laboratorio di ricamo per le giovani,con la precisa finalità di avviare al lavoro la gioventù femminile vastese "rendendola esperta nelle occupazioni più confacenti alla donna chiamata tra le pareti domestiche alla missione di sposa e di madre".
Un'antica lapide, ancora oggi visibile all'interno della nuova sede, ne ricorda le origini e la benemerenza del canonico Tommasi:
GIACOMO TOMMASI SACERDOTE
ULTIMO DELLA STIRPE QUI IMPIANTATA
DA QUASI TRE SECOLI
A DIO O.M. CONSECRAVA
QUESTA SUA AVITA CASA
IN CUI ADATTATA INGRANDITA
VEDE OGGI I. SET. M.DCCC.LXXX.VI STABILIRSI
LA CONGREGAZ. DELLE FIGLIE DELLA CROCE
DEDITE ALL’ISTRUZIONE
O FANCIULLE
CHE QUI EDUCATE LA MENTE 'L CUORE
UNA PRECE PER CHI FU ISPIRATO
AL VOSTRO BENE

Le suore delle Figlie della Croce furono tra le "vittime" della frana del 22 febbraio 1956.
Come tutta la popolazione presente nella zona orientale di Vasto, in prossimità del Muro delle Lame, anche le suore delle Figlie della Croce vissero i tragici avvenimenti del 22 febbraio 1956 in prima persona.

Tutta la zona era già stata evacuata per le profonde lesioni apparse su via Adriatica, che non lasciavano presagire nulla di buono. Solo alle suore era stato concesso di rimanere nell’istituto per qualche giorno in più.

"Quella notte nessuna delle dodici suore dell’asilo aveva pensato di dormire", raccontò Giorgio Pillon in un commovente articolo apparso agli inizi di marzo sulla Settimana Incom, "Riunite in cucina, le religiose erano rimaste in preghiera fino all’alba. La cappella era stata chiusa per ordine del vicario. Sgombrate e chiuse erano state anche una ventina di altre stanze poste sul lato orientale minacciato dalla frana. All’alba, prima ancora che si alzasse sull’orizzonte (un sole di fuoco in un cielo limpidissimo) le suore avevano cominciato a prepararsi. Alle sette sarebbero giunti i pompieri. Caricati su alcuni camion tutte le masserizie, le dodici suore avrebbero lasciato per sempre quel loro istituto che un benefattore aveva regalato all’ordine delle Figlie della Croce novanta anni prima".
Le suore non avrebbero lasciato la struttura fino a quando non avessero portato via la pisside dorata con il Sacramento. 

E poco prima delle 11 del mattino, proprio mentre don Michele Ronzitti, il vice parroco di S. Pietro, prendeva la pisside in mano e se la stringeva al petto, si udì il boato della frana ed il crollo inesorabile degli edifici e del muraglione. Per miracolo, l’asilo non crollò subito e don Michele e le suore poterono mettersi in salvo.

Attraverso l’appello lanciato sul periodico locale Histonium, cominciò una raccolta fondi denominata "La Crociata della Gratitudine", per la ricostruzione, in tempi brevi, di un nuovo e funzionale istituto. Da più parti non tardarono ad arrivare adesione con donazioni, dalle più piccole alle più importanti.

Tra i primi a rispondere all'appello il cappuccino Padre Angelo Maria da Vasto, con una somma "simbolica" di 25mila lire "poiché ricorrendo quest'anno il mio 25° di Sacerdozio, era mio intendimento celebrarlo in intimo raccoglimento nella devota Cappellina dell'Istituto. Perché qui le Suore Figlie della Croce e particolarmente le Maestre Suore Gabrielina e Ismaele di santa memoria educarono e guidarono gli anni della mia prima infanzia: presso quell'altare presi la mia Prima Comunione, e sul medesimo, inoltre, celebrai il Natale del mio Sacerdozio. Poiché le dolorose vicende di sopra hanno imposto la doverosa eliminazione del mio modesto programma, sono ben lieto di ricordare tale ricorrenza con l'offerta che vuole essere profonda testimonianza del bene che mi fu prodigato e delle purissime gioie vissute all'ombra dell'Istituto".

Michele Cicchini, a nome dei residenti di Detroit, insieme all’offerta, inviò una lettera indirizzata al Sindaco: "Egregio sig. Sindaco, a nome dei vastesi residenti a Detroit esprimo il nostro dolore alla notizia della terribile frana di Vasto. Anche se tanto lontani dalla Patria e dalla cara Vasto, il nostro pensiero è sempre là, nel paese che ci ha dato i natali… Commosso da tale tragedia, mi sono rivolto alle poche famiglie vastesi residenti a Detroit e con grande soddisfazione sono riuscito a raccogliere la somma di duecentodiciassette dollari".

Maria Montiglio da Milano, insieme all'offerta di mille lire, ricordava che "abitavo colla mia famiglia al secondo piano di quel palazzo che pare sia sospeso a picco e pericolante vicino alla chiesa di S. Pietro. Era allora (si tratta di molti anni fa) di proprietà dei sigg. Ponza. Le lascio immaginare la mia emozione nel rivedere quei luoghi, che mi parlano della mia infanzia e di tante vicende più o meno liete che formano la nostra vita". Successivamente, in memoria della tragica morte del nipote Vittorio in un incidente ferroviario, donò altre 5mila lire.

Il 2 dicembre 1956, da New York, Umberto Bottari scrisse una lettera alla Madre Superiora delle figlie della Croce: "Rev.ma madre Superiora, con dolorosa angoscia appresi la notizia del disastro che ha colpito la zona più bella della nostra cara Città e, in modo particolarmente triste, ho considerato la difficile situazione nella quale si sono venute a trovare le buone Suore della Croce, che, con vero spirito di sacrificio e di abnegazione, da quasi un secolo, svolgono a Vasto la loro infaticabile opera di educazione e di bene per le anime. Sinceramente immedesimato nel loro caso, mi rendo conto degli ostacoli e delle incertezze che si parano alla lodevolissima intenzione di intraprendere la costruzione di un nuovo Istituto, tanto costoso quanto necessario per le finalità insite nella sua stessa vita futura, in continuazione del luminoso passato di cui già diverse generazioni hanno beneficiato". 

Questo il messaggio inviato da Buenos Aires dal mecenate vastese Carlo Della Penna: "Reverenda Madre, mentre sono pervaso da vera tristezza per la calamità che si è abbattuta su di Vasto e di riflesso sull'Educandato delle Figlie della Croce, ho dato ordine al Direttore della Cassa di Risparmio, rag. Cavallone, di consegnarle L. 150.000, che accetterà come mio omaggio in riconoscenza all'opera di bene, nel campo culturale e educativo che esplica in Vasto la Istituzione che lei dirige. Nel salutarla con deferenza le faccio i migliori auguri".

Trenta mila lire giunsero da una sorella in ricordo "della fanciullezza e dell'adolescenza trascorse fra le cure nobilmente formative delle Figlie della Croce". Questo il messaggio dell'anonima donatrice: "Rev.da Madre Superiora, seguo con vivo interessamento la Crociata della gratitudine, che Histonium va pubblicando periodicamente, Ai voti augurali per una sollecita ricostruzione di una Casa che possa accogliere tutte le Opere educative così altamente esplicate dalle sue Benemerite Consorelle da circa un secolo, unisco la mia povera offerta, quale simbolo di riconoscenza imperitura per i principi morali, culturali e civili inculcati nel mio animo sin dalla fanciullezza. Si uniscano meco quanto hanno ricevuto le stesse cure, quelli i cui figli si sono beneficiati o dovranno beneficiarsi del loro insegnamento e delle loro cure materne, e tutti i generosi il cui animo, commosso dinanzi alla sciagura del passato 22 febbraio, vuole far rinascere più rigogliosa l'opera di queste solerti e silenziose sorelle Figlie della Croce così duramente colpite dall'inesorabile movimento franoso di via Adriatica".

Molte donazioni arrivarono da gente sconosciuta, impietosita dall’appello rivolto attraverso le pagine della Settimana Incom, grazie al commovente racconto scritto da Giorgio Pillon.

Le suore per alcuni anni furono costrette a peregrinare in vari locali, fino al 1959, quando venne inaugurato il nuovo Istituto, in via Madonna dell’Asilo.

La posa della prima pietra risale all'8 settembre del 1958. "Il sole di domenica", si legge sulle colonne dell'Histonium, "ha salutato con gli uomini la prima pietra del nuovo Istituto delle Suore Figlie della Croce, che, volgendosi al luminoso passato, spezzato improvvisamente dalla furia devastatrice della frana, trarranno gli auspici dalla giornata del Signore per un avvenire lieto e più fecondo". 

Presenti alla cerimonia il vicario mons. Russi, il sindaco di Vasto, Idiano Andreini, suor Ismaele, suor Alessandrina e tante altre consorelle provenienti da ogni parte d'Italia, come anche coloro che avevano trascorso la loro infanzia e giovinezza nelle aule del laboratorio e della scuola.

Il 29 settembre, in occasione dei festeggiamenti in onore del protettore S. Michele Arcangelo, avvenne la cerimonia di inaugurazione del nuovo istituto.

"Le Figlie della Croce hanno il nuovo Istituto", si legge sulle colonne dell'Histonium del 15 ottobre 1959, "che non è soltanto loro, ma appartiene a Vasto, perché è merito della carità donare tutto agli altri quanto ricevuto, sia pure in parte, dagli altri. Le care suore , dopo il doloroso addio dato alla storica residenza in via Lago travolta dalla frana, sono state veramente le figlie della Croce, con tutte le pene, con tutte le sofferenze, con tutte le speranze, e anche con tutte le umiliazioni, che la Croce comporta".

Progettato dall'ing. Luciano Tosone, la costruzione dell'edificio venne eseguita dall'impresa locale di Michele Canci, mentre i lavori artistici in ferro furono eseguiti dai fratelli Fernando e Nicola Trivelli, l'impresa Fantini Tozzi si occupò della costruzione degli infissi, mentre la ditta Nicola Molino dell'arredamento interno. Costo totale dell'opera 67 milioni di lire. L'edificio venne progettato per accogliere 100 bambini dell'asilo infantile, 150 alunni delle elementari e 80 ragazze per il laboratorio di cucito e ricamo.

Dopo il rito di benedizione del nuovo istituto da parte del Vicario Generale della Diocesi mons. Vincenzo Russi, e la dotta orazione di don Salvatore Pepe, il ministro Giuseppe Spataro, alla presenza delle autorità locali e provinciali, e di tanta gente, inaugurò i locali, visibilmente soddisfatto e commosso.

Dieci anni più tardi, nel 1969, alla presenza di S.E. Mons. Loris Capovilla, venne inaugurata la chiesa del Crocifisso, annessa all'Istituto.

Le suore hanno svolto l'attività didattica fino al 2012

Grazie all’intervento di una cooperativa formata da personale docente e da genitori, nel 2013 è sorta la Scuola Cattolica Madonna dell’Asilo, che si ispira proprio alla tradizione educativa delle Figlie della Croce. Oggi sono circa 260 i ragazzi che frequentano l'Istituto, divisi tra Asilo Nido con sezione montessoriana, Sezione Primavera, Infanzia, Primaria e Doposcuola per ragazzi esterni.
Attualmente le tre suore presenti si occupano essenzialmente del servizio di accoglienza al mattino e dell'animazione.
La nostra città porterà sempre nel cuore questa gloriosa istituzione religiosa per tutto ciò che ha dato nella formazione di tante generazioni di vastesi.

Lino Spadaccini


Nessun commento: