giovedì 16 marzo 2017

S. Onofrio tra storia, leggende e tradizioni

Una caso di levitazione: "Fra Angelo da Specchio, postosi in contemplazione si alzò col corpo così alto da  terra, che toccava colla testa il soffitto alla presenza di molti, che ivi si trovavano".
La processione del Venerdì Santo da S. Maria a S. Onofrio.

 di GIUSEPPE CATANIA

II convento dell'eremita S. Onofrio dei frati minori osservanti riformati ha origini antichissime. Risale
al lontano 1406, quando i frati abitavano in capanne fatte di rami l'albero e si adoperarono per far sorgere una cappella intitolata all'eremita, sul colle, a occidente di Vasto, cinto di boschi.

Qui dieci frati fecero un cenobio che dotarono di una infermeria ben fornita per aiutare e soccorrere gli ammalati.

Da Campobasso, dove aveva già fondato alcuni conventi, venne a Vasto Padre Strangone, con il beneplacito del Vescovo di Chieti, e si fermò sulla collina dove era un foltissimo bosco.

Nel volume "Memorie Istoriche del Vasto" di Giuseppe de Benedictis, leggiamo un curioso episodio legato alle vicende del convento.

“A tempo che Pietro di Guevara, gran Senescalco era Marchese del Vasto, Gisetta Ginevra del Balzo sua moglie si mandò a chiamare da S. Onofrio Fra Angelo da Specchio, il quale per obbedienza andò nel palazzo, dove era aspettato, ed entrando in sala, vi trovò alcuni, che suonavano istromenti da musica, onde il buon Padre postosi in contemplazione si alzò col corpo così alto da terra, che toccava colla testa il soffitto alla presenza di molti, che ivi si trovavano. La santità di costui fu tale, che venivano gran signori a visitarlo. Ferrante re di Napoli venne fra gli altri a ragionare seco in Convento per la divozione che gli aveva'( "Croniche , pag.243).
Il detto F. Arcangelo nella sua cronistoria conferma l'istesso del Viti con citare il Mariano ed il lib.7 delle Croniche Franciscane.
Riferisce il Viti "Fu preso questo luogo da Frati riformati circa l'anno 1596, essendo stato prima dell'Osservanza, e viene confermato dal detto Fra Arcangelo.

Fra Arcangelo nella menzionata Cronistoria: "Il primo Custode che governò la riforma in questa provincia non è noto. Solamente si ha notizia di un certo Padre Bonaventura di S. Nicandro il quale negli antichi memoriali della Provincia trovasi registrato col titolo di Custode. E nell'antichissimo libro in cui trovansi gli Atti Capitolari, si legge che nell'anno 1606 a di 12 dicembre nel Convento di Gesù e Maria della Terra di S.Martino diocesi di Larino si celebrò una Congregazione Capitolare del prete Fra Giuseppe del Vasto Commissario della Riforma, né contiene altra notizia de Custodi Passati né di quelli che governavano nel corso di tre anni continui sino al governo di Padre Bonaventura di Torre Maggiore.

L'anno 1614 fu tenuto il capitolo nel convento di San Giovanni in Eremo nella terra di Guglionesi, e fu eletto Custode il Padre Giuseppe del Vasto.

Non si può certamente sapere se per la seconda volta fosse stato assunto il Custodiato, o pure nell'anno 1605 fosse stato solamente Commissario della Riforma; Governò con gran zelo,e fatigò molto per stabilire il rigore della stretta Osservanza.

Nell'anno 1619 a di 12 ottobre nel Convento di Santa Maria delle Grazie di Campobasso, si celebrò il Capitolo coll'assistenza di Padre Benigno di Genova Ministro generale dell'Ordine,e fu eletto Custode il Padre Bernardo del Vasto.

Nel 1707 nel convento di S. Angiolo della Terra fu eletto Ministro Provinciale Padre Alessio del Vasto già Custode.

La devozione popolare per S.Onofrio
Era usanza,un tempo, nel giorno del Venerdì Santo, formare una processione lungo il tragitto tra Vasto e il convento, con grande partecipazione di popolo, attratto dalla Via Crucis meditata, con i misteri dalla passione commentati dai frati.
La Processione veniva preceduta dal Crocifisso, insigne opera d'arte. Nel 1703 come si legge nella cronaca di Diego Maciano "si fece una processione generale a S.Onofrio, e portaron un Crocifisso, che poco tempo l'avevano fatto, ed andarono per la terra, e con molti misteri della Passione di N. Signore Gesù Cristo et ognuno diceva il suo versetto...”
GIUSEPPE CASANOCA,  S. ONOFRIO

Il 1 giugno 1988 si è voluto solennizzare la festività di S.Onofrio con larga partecipazione di gente, non solo, per onorare il Santo Eremita, bensì per risvegliare,anche nell'animo dei fedeli la devozione verso, l’Anacoreta cui è intitolato il convento, chiuso nel 1862 e trasformato in Casa di Riposo per anziani, verso i quali da ogni parte, sono indirizzati slanci di solidarietà a sollievo della sofferenza e dell'emar-ginazione, quale contributo civico verso chi trova nella solitudine, motivo di depressione morale.

Un aspetto devozionale, sottolineato da ispirazione artistica è stato motivato dal pittore Giuseppe Casanova, con la donazione di un dipinto raffigurante S. Onofrio. Una autentica espressione pittorica che traduce appieno e con suggestione, neIla simbologia cristiana (la corona e lo scettro del comando che sono beni caduchi della miseria dell'uomo), l'abbandono della vita terrena per sollevarsi alla gloria del cielo mediante la preghiera. Quello che S. Onofrio attuò nel romitaggio, all'insegna della totale dedizione a Cristo.

GIUSEPPE CATANIA

1 commento:

Alessandro ha detto...

Approfitto di questo spazio per ringraziare l'Illustre giornalista Catania per i suoi interessanti e stimolanti articoli.