martedì 28 febbraio 2017

Memorie storiche: nel 1385 Vasto era divisa 13 contrade

di GIUSEPPE CATANIA

Lo storico patrio Giuseppe de Benedictis (1697-1762) ci ha lasciato un prezioso volume "Memorie istoriche del Vasto e dissertazione sulle iscrizioni lapidarie e sul culto di Giove Ammone”.
L 'autore, riferendosi alle memorie del Vasto di Nicola Viti (prozio materno del de Benedictis), accenna alle concessioni fatte da Carlo III, nel 1385, da cui si ricava che la Città, secondo il "libro estimo dell'Università", era diviso in contrade: Torrione,
Castello, Buonconsiglio, Piazza, Guarlati, del Forno, del Palazzo, del Lago, di S.Pietro, di San Francesco, di San Giovanni, dell'Annunciata, di Santo Spirito.

Contrada del TORRIONE

Così detta perché vi era una torre addossata alle abitazioni della famiglia Moschetti, nei pressi della quale vi era una fontana alimentata dall'acquedotto delle Luci. Le case dei Moschetti facevano scudo all'assalto dei briganti e dei francesi, che sbarcavano sul litorale danneggiando la città che si trovavano sul litorale adriatico. Infatti, con una numerosa armata sbarcarono sulla spiaggia di Vasto. In tale occasione il Marchese del Vasto Alfonso d’Avalos inviò un buon numero di soldati per difendere la città. In questa contrada era il Monastero di Santa Chiara istituito a seguito della supplica dell'Università del Vasto e nel 1585 venne fondato per "donne Moniche", come risulta da un epitaffio descritto da Lucio Canaccio. Sull'antica torre del castello di Gisone venne edificata la torre di S. Maria.

Contrada del CASTELLO

Prende nome dalla esistenza di un castello (di Gisone) turrito così alto da cui si poteva scorgere la città di Ortona ed era munito di numerosi cannoni. Nella contrada è la chiesa di Santa Maria Maggiore, sotto la giurisdizione del Monastero diSan Giovanni in Venere (1195). Sulle rovine del castello nel 1331 venne sopraelevata la torre campanaria. I turchi il 1° agosto 1566 la devastarono e venne incendiata ancora nel mese di giugno 1645 e nella notte della festa del Corpo di Cristo, a causa di un incendio provocato dai numerosi ceri accesi, venne distrutto l’altare, l’organo, le suppellettili, il pulpito, la Pisside, un Pallio dell'Altare, le travi del tetto. Nella chiesa è conservata una spina dalla corona che cinse il capo di Gesù, donata da Papa PioV al marchese Alfonso D'Avalos, il corpo di San Cesario, e altre reliquie. Nel 1545 venne realizzato l'Ostensorio per il Sacramento, in forma di tabernacolo d'argento. Vi si conservano numerosi dipinti.

Contrada dei GUARLATI

Nota per la presenza della "naumachia". Detta anche "Barbacani" a imitazione delle muraglie costruite a forma di "scarpa". Qui esisteva la chiesa della Madonna dei Guarlati, poi demolita. Venne recuperata l'immagine della Madonna trasportata nella chiesa di San Francesco di Paola ove è situata nel muro sopra il coro.

Contrada del BUONCONSIGLIO

Prende nome dall'immagine dalla Madonna del Buonconsiglio custodita della Cattedrale di San Giuseppe. Vi abitava il nobile e ricco Buzio D’Alvappario che nel 1339 venne assalito da una numerosa banda di briganti ma riuscì a mettersi in salvo fuggendo. La sua casa venne saccheggiata e devastata per un valore ii 1000 fiorini. Nel Museo Archeologico di Palazzo d'Avalos (prima nel Gabinetto Archeologico) è il sarcofago di questo famoso cittadino.

Contrada della PIAZZA

Dove era il convento di S. Agostino (già noto come di Santa Margherita) su cui venne edificata la Cattedrale di San Giuseppe. Nel convento agostiniano vestì l'abito e fece la sua professione di fede il Beato Angelo da Furci. In questo convento nell'armadio della sacrestia si conservava un osso del beato Angelo con altre reliquie di Santi. Nel convento si conservavano numerosi libri preziosi lasciati da Virginia Magnacervo.

Contrada PIANO DEL FORNO

Qui vi era un forno (oggi via del Fornorosso) che venne demolito per far largo alla costruzione del collegio del Carmine, ed edificato nel 1689 sulla preesistente cappella di Nicola. Nella contrada era l'abitazione di Virgilio Caprioli e di Valerio di Clemente uomo ricchissimo che nel testamento lasciò i suoi averi e la sua abitazione per costruire il monastero delle Monache dell'Ordine di San Francesco.

Contrada del PALAZZO

Qui vi era la residenza dei Marchesi d'Avalos edificata su un preesistente edificio, fatto costruire sontuosamente dal capitano li ventura Giacomo Caldora.

Contrada del LAGO

Qui vennero cavati pozzi in numerosi edifici. Si presume che la provenienza dell’acqua sia dovuta all'antica condotta per le terme romane e sue diramazioni per approvvigionare le abitazioni e i bagni.

Contrada di SAN PIETRO

Qui vi è la chiesa di San Pietro, da cui prende nome (ora di S. Antonio, dopo la devastazione della frana del 1956) di antichissima edificazione,ma di cui si fa menzione già nel 1047. Eretta in collegiata con 13 canonici, vi si conservavano reliquie e opere d’arte.
La chiesa venne eletta in collegiata insigne da papa Clemente XIII e i sacerdoti ne presero possesso come canonici dell'arcivescovo di Chieti Michele Palma il 31.12.1739.

Contrada di SAN GIOVANNI

Vi era la chiesa dedicata al Santo da epoca immemorabile, edificata dai Cavalieri di Malta Ospitalieri, un ordine che risale a Gerusalemme , durante la prima Crociata, con il compito di difendere i pellegrini dagli attacchi dei saraceni. La chiesa, ridotta a un fondaco, si trovava sulla sinistra èll’inizio di corso del Plebiscito

Contrada di SAN FRANCESCO

Vi era la chiesa dedicata al Santo edificata su una preesistente chiesa - convento di frati sotto il titolo di Santa Croce. Vi era la confraternita della SS Concezione e di S.Antonio di Padova che aveva la cure di un ospedale.

Contrada dell'ANNUNCIATA

Anticamente nota come chiesa dell'Ospedale dell'Annunziata di Porta Nuova, affidata a Fra Giovan Battista di Chieti dell'ordine di San Domenico, dal Marchese Alfonso d’Avalos nel 1523, perché fondasse. Venne incendiata dai turchi nel 1566 che rubarono le tre campane. Nella chiesa vi era un altare dedicato alla Madonna del Carmine, poi a San Tommaso. Vi è sepolta suor Maria Zocchi monaca di Santa Caterina da Siena morta nel 1645.

Contrada di SANTO SPIRITO

Vi era una chiesa edificata nel 1553 dal Priore Placido di Manfredonia con la cappella di S.Biase di cui vi era una reliquia. A fianco la Torre omonima.



GIUSEPPE CATANIA

1 commento:

NICOLA D'ADAMO ha detto...

da NICOLANGELO D'ADAMO, GIA' PRESIDE DEL MATTIOLI, riceviamo e pubblichiamo
Grazie Peppino (consentimi la familiarità), per questi periodici articoli di Storia Patria! Tessere preziose di un mosaico che racconta la secolare storia di questa citta. Sei una fonte inesauribile di novità storiche che sfuggono ai più, ma fondamentali per conoscere tanti dettagli del nostro passato cittadino che o si ignorano o risultano incomprensibili senza la guida dell'itinerario della memoria che stai ricostruendo da tanto tempo. Mi auguro che vorrai raccogliere tutte queste "perle" in un unico "scrigno" e farne regalo alla città! Nessun editore rifiuterebbe una opportunità così ghiotta. Di nuovo grazie e....buona giornata. Nicolangelo D'Adamo