martedì 9 febbraio 2010

IDV: L'OSPEDALE "PUO' TRANQUILLAMENTE RIMANERE DOVE SI TROVA ADESSO"

Siamo pronti a difendere il nostro ospedale
Il circolo IDV Vasto 1 M. Colantonio si chiede: "Spostare l'ospedale. L'ha ordinato il medico?"


Mentre “infuria” la campagna elettorale fatta di candidature avanzate, avanzabili o... presunte, onde evitare che si torni a parlare di massimi sistemi come le multe inflitte ai contravventori del codice della strada, o del percorso obbligatorio dei cortei funebri, noi decidiamo di presentare la nostra idea di gestione del territorio. E partiamo da quella che è una delle strutture più importanti della città, l'ospedale. Una leggenda metropolitana fatta circolare da più parti, indicherebbe come panacea, la costruzione di nuovi ospedali un po' in tutto l'Abruzzo. Il comico sfiora il ridicolo in alcuni passaggi che ipotizzano fantomatici risparmi sulle progettazioni perché: “gli ospedali di Giulianova e Vasto saranno identici”. Però, noi abbiamo imparato a conoscere nostro malgrado l'operosità di questi governi ed amministrazioni “del fare”, che annunciano grandi opere per ogni dove. Quando va bene, finisce con lo sperpero del pubblico patrimonio, (vedi casi ALITALIA, PONTE SULLO STRETTO, VACCINI CONTRO H1N1), e quando va male si arriva ad ipotizzare il centro oli in quello che è... il cuore verde d'Europa, oppure una nuova corsa alle centrali nucleari, nel momento stesso in cui il mondo intero, senza distinzioni va verso le energie rinnovabili. E' così certificato, da parte di tanti politici un significativo scollamento dalla realtà. Ebbene noi, fiduciosi nella vacuità dei propositi di spostare effettivamente l'ospedale, annunciamo fin d'ora battaglia nel caso in cui tali propositi vengano in qualche maniera concretizzati, e nel frattempo con piacere annunciamo il nostro contributo operativo per migliorare la struttura, la sua accessibilità e la sua fruibilità. L'ospedale di Vasto, previa realizzazione di necessarie infrastrutture, può tranquillamente rimanere dove si trova adesso. Non esistono ragioni reali per spostarlo. Occorre invece, al più presto inserire in organico le fondamentali figure professionali, venute a mancare e mai sostituite. Non facciamo che una struttura funzionante diventi una “scatola vuota” per non si capisce bene quale motivo. Siamo disponibili a confrontarci, purché si parli di progetti concreti e bilanci. Tutte le nostre proposte invece saranno a breve divulgate. Va da sé che ci aspettiamo un feedback da parte della cittadinanza, sia in termini di proposta sia in termini di interesse.

1 commento:

giusfra.poll ha detto...

Riporto anche su NoiVastesi un commento che mi sono permesso si dare - da semplice opinionista e cittadino - a quanto dichiarato in merito dal Dr. Giammichele Molino del Circolo IDV "Colantonio" di Vasto, pubblicato sul blog dell'architetto Francescopaolo D'Adamo. Ovviamente non sono interessato e non intendo con questo inserirmi nella "dialettica" tra le due componenti Idv di Vasto.

"Mi permetto di chiedere cosa c'entrino le giuste richieste e implicite rimostranze qui sopra elencate (del funzionamento o meglio delle disfunzioni della e nella esistente struttura sanitaria) con una critica - legittima, quanto così posta sbagliata - alla volontà politica di pensare e voler fare un nuovo e altro Ospedale.
Il Presidente del Circolo IDV, sicuramente persona egregia nella sua professione, sembra (voglio usare il dubitativo implicito) fare il solito errore di chi (per qualunquismo, e in questo caso per voluta/dovuta contrapposizione ad ogni proposta che non sia la propria) risponde che (intanto) c'è altro da fare, o "quella cosa", ad esempio, da sistemare.
E' il miglior modo di continuare a non fare (a Vasto, come altrove in Italia), cercando sempre pretesti o buone quanto improprie ragioni "per opporsi".
Ebbe a dirmelo il prof ...Benedetto Croce (nella mia vita d'allora): Esaminiamo una cosa (un'idea) per volta. Distinguiamo.

Sono sicuro, dr Molino, che questa è una metodica sana e razionale che lei stesso userà nella sua professione. Allora le chiedo: Perchè non usarla anche in politica? La Commedia delle parti, come io uso etichettare la degenerazione della dialettica politico-partitica, può essere anche divertente (per gli attori e per gli spettatori), ma poi - calato il sipario sulla 'rappresentazione' - c'è "la vita di fuori" che ci aspetta e che chiede soluzioni, talvolta "invenzioni" ...come quella del Nuovo Ospedale."
G. F. Pollutri