venerdì 23 gennaio 2026

Vasto 1945-1985: Nicola Notaro, la rapida crescita della Città grazie ad una attenta "Programmazione" (1^ puntata di 5)

Nel 2004 il compianto sindaco e consigliere regionale Nicola Notaro pubblicò su  “Il Vastese” una serie di articoli in cui ripercorreva lo sviluppo socioeconomico di Vasto dalla fine della guerra alla metà degli anni ’80.    Quaranta anni di governo democristiano in cui nostro territorio si sviluppò rapidamente grazie ad una classe politica lungimirante e ad una attenta “programmazione” degli interventi. Notaro pensava alla grande. La sua idea fissa della “programmazione”, vale a dire precisa pianificazione strategica a lungo termine per favorire la crescita in tutti ai settori, lo portò nel 1974 anche a lanciare  il famoso progetto per unire Vasto e San Salvo.

E' utile quindi ripubblicare le 5 puntate per far meglio conoscere la vita di quegli anni a Vasto.
Nella 1^ e 2^ puntata Notaro fa uno fotografia della città negli anni 40-50. Nella 3^ puntata illustra il ruolo della Cassa del Mezzogiorno, le opere del Consorzio di Bonifica e del Nucleo Industriale. Nella 4^ puntata parla dello sviluppo dell’agricoltura e dell’industria.Nella 5^ puntata ricorda l’evoluzione delle rete di acqua luce e gas e la riorganizzazione del Comune.

da Il Vastese febbraio 2004
Alla ricerca di una identità economica
VASTO, QUALE RUOLO?


Ho letto a pagina 10 di questo giornale (Il Vastese ndr) nr.1 di Gennaio 2004 l'articolo "Ricordiamo don Peppino Spataro nel venticinquesimo della sua scomparsa". L'articolo è preceduto da una foto ove Don Peppino unitamente all'Ambasciatore Giapponese in Italia Harunuci Takeuci assiste il 30 aprile 1974 alla presentazione, da parte dello scrivente, del progetto del piano Regolatore intercomunale Vasto/San Salvo (per unire le due città ndr) redatto dall'Arch. giapponese Kisho Kurokawa.  (Foto)

Non nascondo che la lettura del citato articolo ha suscitato in me due grossi sentimenti: primo, il ricordo - mai sopito - di uno dei miei maestri "Peppino Spataro" con il quale ho vissuto la mia giovinezza vuoi in sede politica vuoi come amministratore e dal quale ho appreso molte oneste e giuste indicazioni per poter servire nei modi migliori la collettività. Di qui il mio più caro saluto a Don Peppino ed il più affettuoso ringraziamento per quanto ha fatto per me, per Vasto e per l'intera zona del Vastese; secondo: la foto che precede l'articolo mi ha riportato nella mente l'intera storia della nostra città dal 1945 al 1985; anni in cui si è proposta ed impostata la completa trasformazione di Vasto e della sua zona.
Progetto del Prof. Kisho Kurokawa. Perché? Per dare una risposta adeguata bisogna ricostruire un po' la storia di quei 40 anni in cui ci si è posti questa domanda: nella prospettiva ormai certa di uno sviluppo globale di Vasto ed il suo Comprensorio – quale naturale conseguenza di una programmazione in campo nazionale - quale ruolo questa città avrebbe dovuto recitare in campo nazionale, in campo regionale (eravamo negli anni della istituzione delle Regioni), in campo Provinciale, in campo Comprensoriale?

Per far ciò bisogna ricostruire la storia di questi 40 anni trascorsi. E io, proprio spinto, da una attenta meditazione di quella foto, vorrò cimentarmi in tale illustrazione per un caro ricordo a quanti come me hanno vissuto quelli anni; poi alle giovani generazioni perché sappiano come hanno lavorato i loro padri per ottenere quanto oggi è sotto gli occhi di tutti; e infine a quanti sono impegnati nella cosa pubblica, fornendo loro alcuni suggerimenti, che se ritenuti utili ed attuali, possano dare la possibilità di continuare quel programma iniziato nel 1945 che richiederà ancora molto tempo per essere completato...

A parere dello scrivente non è possibile illustrare la programmazione impostata e quindi le soluzioni da proseguire senza tracciare, sia pure per sommi capi, la storia di Vasto dal 1945 sino agli anni novanta. 


Vasto, nel 1945, era una cittadina con 15.000/18.000 abitanti. La sede Municipale era situata in Corso Nuova Italia, al piano rialzato, del palazzo scolastico lato sinistro per chi guarda l'attuale Campo Sportivo (FOTO). Aveva un organico di personale pari a 30/35 unità. Le risorse di bilancio disponibili per l'Amministrazione erano i seguenti: - Tassa di famiglia - Imposta di consumo - Piccoli contributi da parte dello Stato.

Le risorse economiche della città erano:

a) La pesca che, all'epoca, veniva effettuata, con le cosiddette "paranze" ovvero grosse barche a vela che uscivano (tempo permettendo) in mare al mattino presto (tra le ore 2 e le ore 3) e rientravano nell'immediato pomeriggio, portando gli stessi marinai o i loro famigliari, a vendere il prodotto pescato al mercato situato, all'epoca a Piazza del Popolo;

b) Agricoltura che all'epoca era fiorente nei terreni lungo la fascia costiera ove operavano gli ortolani che producevano ortaggi sia per i Vastesi sia per gli abitanti del Comprensorio di Vasto. Tutti gli altri terreni che costituivano la grande maggioranza del territorio Vastese, erano impegnati nella coltivazione del grano, dell'ulivo e della vite. Ogni contadino era anche impegnato alla organizzazione e gestione di una propria stalla per produrre normalmente carni per le esigenze delle proprie famiglie. Molto poco erano i bovini, le pecore ed i maiali che venivano venduti ai tre macellai esistenti in città. Anche perché erano poche le famiglie che avevano risorse per comperare la carne più volte la settimana; .

c) Il commercio, avveniva, in città, mediante pochi negozi ubicati nel centro storico, in via S. Maria, via Marchesani, nel quartiere di Porta Nuova. I prodotti venduti erano: stoffa, filati, cancelleria, lane di vario genere, ecc. Era molto sviluppato il commercio ambulante i cui operatori, attraversando territori proibitivi sprovviste di strade, rifornivano i paesi del Comprensorio con prodotti agricoli, di pesca, tessuti, telerie varie, ecc. Molti degli ambulanti - attraversando il Fiume Trigno - ove molto spesso diversi hanno pagato questo servizio con la vita, annegando, servivano tutti le cittadine Molisane poste sulla sponda destra del fiume e quelle a ridosso. Ancora, altri, frequentavano. - il giorno di sabato - il mercato di Lanciano.

d) Le attività Industriali non esistevano. Molto fiorente era invece, l'artigianato. Infatti a Vasto vi erano molti falegnami che a parte i lavori normali si esibivano nella costruzione di bellissime opere d'arte. Vi erano molti fabbri-ferrai che operavano nel campo del ferro battuto e lavorato per ringhiere, statue, recinzioni, ecc. Chi non ricorda le opere realizzate dalla famiglia Trivelli. Altra attività che si imponeva all'epoca erano i ramai. Bellissimi erano e sono tuttora i quadri, i piatti ecc. realizzati dalla famiglia Santarelli. Anche apprezzato, all'epoca, erano gli Artigiani che si cimentavano con passione ed arte ai manufatti di terra cotta.

Fin qui - molto sommariamente - approfittando della vostra pazienza -ho riportato le risorse di cui Vasto disponeva negli anni 1945-1950. Nel prossimo numero cercherò di fare il punto sui "servizi" esistenti all'epoca.

Nicola Notaro

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